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Cerveteri, l’IC Don Milani celebrata la Giornata della Memoria

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La giornata è stata alternata da brani e musica grazie al lavoro svolto dai docenti di musica dell’istituto comprensivo

Cerveteri, l’IC Don Milani celebrata la Giornata della Memoria –

Anche gli alunni della scuola secondaria dell’istituto comprensivo Don Milani, a Cerveteri, celebrano la Giornata della Memoria con musica e letture riguardanti il periodo della persecuzione degli ebrei.

Gli alunni, guidati dai docenti di musica (essendo l’istituto a indirizzo musicale), si sono cimentati in due brani musicali.

Ad accompagnarli, il coro degli alunni della 1T.

Uno dei canti, ”Sotto bianche Stelle”, è stato composto nel ghetto di Vilna all’inizio del 1943.

Il testo è di A. Sutzkever e la musica di A. Brundo, un giovane musicista ebreo nativo di Vilna ucciso nel campo di Kluga, nel 1944.

E’ la più famosa canzone di resistenza scritta dall’autore durante il periodo di clandestinità.

Sotto bianche stelle sono
tendimi la mano o Dio.
Lacrime son le parole
tu accogliel, o mio Dio.
Se il mio sguardo si fa fosco
e non ho più nessun posto
per ridartela com’era.
(…..)
Gente strana per le scale
bussa a porte, cerca me,
da un foglietto appeso sale
il mio canto che è per te:
sotto bianche stelle sono
tendimi la mano o Dio.

Il secondo brano è invece un brano di deportati.

Nacque nel 1933 in lingua tedesca, nel lager di Papenburg, dove vennero confinate le prime vittime del regime nazista.

Il titolo originale era “Moorsoldaten” (I soldati delle paludi) perché i prigionieri erano occupati a prosciugare e bonificare le paludi.

Un internato, poi fuggito all’estero, ne pubblicò la prima versione già nel 1935.

In breve poi si diffuse in quasi tutti i campi di concentramento e cantata in varie lingue.

Le insegnanti hanno colto l’occasione per raccontare ai bambini di un campo di concentramento molto speciale: il campo di Terezin, a 60 km da Praga.

Era come una fiaba che faceva allontanare dalla realtà terribile del campo.

Una delle opere usata come mezzo di denuncia fu il Requiem di Giuseppe Verdi. Invocando l’ira ed il giudizio di Dio, si invoca la fine del tiranno e la liberazione.

I nazisti pensarono che gli ebrei avessero messo in scena quest’opera per se stessi, per la sorte toccata loro e per quello che stava per succedere.

In realtà il Requiem fu suonato per i nazisti.

Il 17 ottobre del 1944 tutti quei musicisti furono messi su un unico convoglio e spediti ad Auschwitz.

I brani musicali sono stati intervallati dalla lettura di brani di ex- deportati e della bellissima e toccante poesia di Joyce Lussu “Un paio di scarpette rosse”.

“Ringrazio gli alunni e soprattutto i colleghi dell’indirizzo musicale: le Prof.sse Torchio e Bergamini e i professori Colone e Ugolini che svolgono un lavoro encomiabile, dando lustro alla nostra scuola.

Ringrazio inoltre i colleghi di lettere Prof.ssa DiCuonzo Daniela e il Professor Virgili Daniele per la scelta dei brani di lettura”.

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