Trenta giorni di prognosi per guarire dalle ferite e dalle lesioni riportate, la violenza sulle donne non si arresta.
Non si ferma la spirale di violenza che in questi giorni di agosto ha caratterizzato le pagine di cronaca in Italia. Dopo i due femminicidi avvenuti a Fonte Nuova e Castelnuovo di Porto dove a perdere la vita sono state Annamaria Morelli uccisa con un’arma da fuoco e Lucia Felici strangolata, entrambe vittime della violenza dei loro mariti, si aggiunge la storia drammatica di una giovane donna, picchiata brutalmente dal suo compagno, in stato di gravidanza.
I carabinieri della compagnia di Civitavecchia indagano per ricostruire la dinamica della lite, alla base ci sarebbe una discussione tra la donna e il suo compagno, per motivi legati probabilmente alla gelosia. Una discussione animata, dove sono volate parole grosse tanto da arrivare alle mani.
La donna è stata trasportata all’ospedale di Civitavecchia e ricoverata in codice rosso, fortunatamente non sono state riscontrate complicazioni al feto, mentre per le lesioni riportate saranno necessari trenta giorni per la guarigione. L’uomo è stato denunciato e dovrà rispondere per quanto accaduto.
Una escalation senza fine. La cronaca che riportiamo riguarda sempre le donne e le violenze che subiscono, nella stragrande maggioranza dei casi dai loro: mariti, compagni, fidanzati o familiari, quegli uomini che dovrebbero essere di supporto e sostegno ma che in realtà sono zavorre che impediscono di volare.










