CERVETERI – Ci sono ricordi che sfidano il tempo e custodiscono pezzi di vita che si credevano dimenticati. Per Tatiana, 47 anni, la magia del passato si è riaccesa all’improvviso, tra gli armadi di casa durante una giornata di pulizie: da una vecchia scatola è rispuntato il suo abbonamento allo stadio risalente a ben 34 anni fa.
All’epoca Tatiana era una sedicenne con la passione per il pallone e per i colori della sua città, membro attivo delle BVA (Brigate Verde Azzurre), nella sezione femminile Girls.
«Lo avevo custodito con cura, ci tenevamo tantissimo che non finisse nel cestino. Anche per noi ragazze, allora studentesse liceali, il Cerveteri ha rappresentato una parte fondamentale della nostra adolescenza», racconta Tatiana con un pizzico di nostalgia.
Erano gli anni d’oro del calcio locale, fatti di aggregazione pura, piazzali affollati e domeniche vissute a tre metri da terra:
«Molte di noi erano fidanzate con i ragazzi del gruppo. La domenica loro partivano per le trasferte e noi rimanevamo a casa, perché eravamo ancora troppo piccole per sostenere viaggi lunghi. Ma il nostro orgoglio era forte: avevamo anche uno striscione tutto nostro, BVA GIRLS, che esponemmo per la prima volta a Terni in occasione degli spareggi salvezza. Ritrovare questo abbonamento significa rivedere una parte di me e di tutte quelle persone che vivevano e respiravano per il Cerveteri».
La storia di Tatiana dimostra come il tifo di provincia, vissuto con la genuinità dei sedici anni, lasci un’impronta indelebile. Quel pezzo di carta ingiallito dal tempo non è soltanto un semplice titolo d’ingresso allo stadio, ma un vero e proprio passaporto per la memoria di un’intera generazione cerite.









