“Egregio direttore,
le scrivo questa breve missiva per segnalarle una situazione, reiterata, che interessa i marciapiedi della nostra città spesso divorati dalla natura selvaggia.
Sono ben consapevole che, in questi mesi, stiamo lottando e facendo i conti con problemi ben più importanti e delicati, ma credo che il decoro della città sia importante a prescindere dall’emergenza sanitaria che ci sta costringendo nelle nostre abitazioni.
Proprio ieri, 4 maggio, complice la bella giornata di sole, ho deciso di portare mio figlio di 7 mesi, a prendere una boccata d’aria vicino casa. Purtroppo in via Carducci sono stato costretto ad abbandonare il marciapiede dato che le erbacce sono talmente alte e abbondanti, che hanno preso il sopravvento sulle betonelle sulle quali dovrebbero camminare le persone. Per fortuna in questo periodo le strade non sono molto trafficate e quindi nè io nè mio figlio abbiamo corso alcun pericolo camminando sulla strada adibita alle auto.
La cosa più stupefacente è stata vedere il parco adiacente con l’erba tagliata di tutto punto. Sarebbero bastati 10 minuti di lavoro in più per rendere il marciapiede del parco fruibili. In una città dove i marciapiedi non sono sempre contemplati, quelli presenti sono spesso abbandonati all’incuria.
Da via Carducci ho lanciato uno sguardo verso viale Manzoni e la situazione mi è sembrata la medesima. Erbaccia alta lungo il marciapiede, almeno fino a dove arrivava il mio sguardo.
Direttore, sono situazioni segnalate (anche dal suo quotidiano) nel recente passato. Le invio queste poche righe sperando che reiterando questo messaggio si provveda allo sfalcio delle erbacce nel rispetto della dignità di tutti. Quel marciapiede oltre che da me e mio figlio potrebbe essere l’unica via di passaggio di un disabile, di un anziano.
La ringrazio per lo spazio che vorrà concedermi”.
Lettera firmata









