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“Cerveteri, gli operatori ecologici impegnati nella raccolta ‘rifiuti covid’ sono stati sottoposti a tampone?”

I consiglieri Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando interrogano l’amministrazione sui controlli a cui gli operatori andrebbero sottoposti prima di riprendere ‘ordinario servizio’

“Cerveteri, gli operatori ecologici impegnati nella raccolta ‘rifiuti covid’ sono stati sottoposti a tampone?” –

“I dipendenti del servizio di igiene urbana impiegati nella raccolta rifiuti per gli utenti risultati positivi al cvid-19, prima di essere reimpiegati nel servizio ‘ordinario’ è stato sottoposto a tamponi e quarantena prima di ritornare al servizio ordinario?”.

A puntare i riflettori sulla situazione rifiuti sono i consiglieri di minoranza Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando.

Secondo i due consiglieri, gli operatori impiegati nel servizio di raccolta rifiuti ‘speciali’ “dovrebbero anche rispettare il previsto periodo di osservazione (15 giorni di quarantena) e dovrebbero essere sottoposti al corretto ciclo di tamponi (come da protocollo ospedaliero), a visita medica e ad analisi specifiche, il tutto per evitare il potenziale propagarsi del virus ad altri dipendenti e/o operatori del settore”.

“Tutto questo, a Cerveteri, – si chiedono De Angelis e Orsomando – sta accadendo o si stanno richiamando in servizio come nulla fosse?”.

E proprio per cercare di capire se anche per gli operatori ecologici si sta seguendo la prassi, i due consiglieri comunali hanno richiesto all’amministrazione “se sia stato firmato un accordo” tra il Comune e la società che si occupa del servizio di igiene urbana e se la società “ha già provveduto ad effettuare il ciclo di tamponi e specifiche analisi a tutto il personale ‘dedicato’ che si è occupato dei rifiuti speciali da covid-19 e che, vista la lenta regressione della produzione rifiuti covid-19, si intenderà riutilizzare per il normale servizio ordinario per la raccolta rifiuti standard”.