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Cerveteri come la Normandia nella Seconda Guerra Mondiale. L’aviosbarco Alleato mancato

L’aviosbarco Alleato mancato – di Giovanni Zucconi

Chi non conosce lo Sbarco in Normandia? La famosa operazione Overlord, che ha aperto un definitivo fronte occidentale contro i Tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma chi conosce, sempre riferito alla Seconda Guerra Mondiale, l’aviosbarco a Cerveteri dell’operazione Giant 2 (Gigante 2)? Immagino pochi. Ma non vi preoccupate se non ne avete mai sentito parlare. L’operazione, pur preparata nei minimi particolari, non vide mai la luce.

Ma cominciamo a raccontare dall’inizio. Anzi no. Cominciamo da quando, nei primi anni 2000, mi passarono tra le mani delle foto aeree, che mi furono mostrate in modo circospetto come nei film di spionaggio. Erano le foto che gli Inglesi fecero nelle settimane precedenti l’8 settembre 1943 nell’area del pianoro della Banditaccia a Cerveteri. Erano foto gelosamente custodite dalla Soprintendenza, e rivelavano, specialmente quelle scattate su pellicole sensibili all’infrarosso, la ricchezza di tombe e di tumuli che il nostro territorio ancora custodisce nelle sue viscere. Interesse degli Inglesi e dagli Americani per gli Etruschi? Naturalmente no. Il motivo era un altro. Per capirlo, adesso sì, partiamo dall’inizio.

Siamo nella seconda metà del 1943, e a Cassibile, in Sicilia, sono in corso le trattative segrete tra il Generale Castellano (che rappresenta il Governo italiano) e l’Alto Comando
Alleato. Si raggiunse l’accordo di proclamare l’Armistizio per l’8 settembre e di difendere Roma, dalla più che certa reazione tedesca, con uno aviosbarco Alleato a nord della
Capitale, previsto nello stesso giorno. Il piano concordato con il Generale Castellano era molto semplice, e prese il nome di Operazione Giant 2 (Operazione Gigante 2). Il progetto prevedeva che i militari italiani avrebbero dovuto occupare per primi l’allora aeroporto di Cerveteri, l’aeroporto di Furbara e l’aeroporto Savini, per permettere l’atterraggio delle truppe americane aviotrasportate.

Dall’aeroporto di Furbara, l’Aurelia dista poche decine di metri, e quindi si sarebbe potuto facilmente occupare la principale arteria verso Roma, che da quel punto distava solo un
ora di carro armato Sherman. Inoltre, i soldati italiani avrebbero dovuto difendere il porto di Ostia fino all’arrivo dei soldati Americani via mare. Tutto questo sarebbe dovuto avvenire nella giornata dell’8 settembre, in concomitanza con l’annuncio dell’Armistizio, per prendere di sorpresa i Tedeschi. Giant 2 era un piano sicuramente più articolato di come lo sto raccontando io per necessità di sintesi. Ma indubbiamente semplice nelle linee generali, e con una buona probabilità di successo.

Gli Inglesi e gli Americani presero sul serio l’impegno italiano, e cominciarono a fare migliaia di foto aeree de nostro territorio per prepararsi allo sbarco. Quelle che rccontavo
prima. L’Alto Comando Alleato prese sul serio l’impegno italiano, ma si sbagliò. Perché né il generale Ambrosio, il Capo di Stato Maggiore, ne il Capo di Governo Badoglio avevano la minima intenzione di rispettare gli accordi presi. Per paura dei Tedeschi? Per sfiducia per gli Americani? Il fatto è che loro pensarono più a come scappare insieme al Re, piuttosto che ad organizzare la resistenza dei militati italiani.

Cerveteri come la Normandia nella Seconda Guerra Mondiale. L’aviosbarco Alleato mancato

Gli Americani cominciarono a sospettare qualcosa, e inviarono il 7 settembre, e quindi alla vigilia dello sbarco, il generale Taylor (quello che avrebbe dovuto comandare lo sbarco aviotrasportato) a palazzo Caprara a Roma, sede dello Stato Maggiore dell’Esercito per incontrare il generale Ambrosio e Badoglio. L’intenzione era naturalmente quello di ispezionare gli aeroporti che avrebbero dovuto essere la base dello sbarco, e di discutere degli ultimi preparativi. Peccato che non trovò nessuno. Il generale Ambrosio,
probabilmente anche per assumersi meno responsabilità possibile, il pomeriggio del 6 settembre era andato a Torino, lasciando detto che si sarebbe occupato di Giant 2 al suo ritorno, che però fu solo nel pomeriggio dell’8 settembre, a cose già fatte. Nel frattempo, come un perfetto ospite di casa, aveva organizzato un pranzo luculliano al
generale Taylor, che, alla decima portata, cominciò a sentirsi preso per i fondelli. “Basta vino…”, sembra che abbia urlato ad un certo punto, e che abbia poi preteso di parlare con
Badoglio. Badoglio, come succede sempre ai grandi uomini alla vigilia di eventi importanti, stava dormendo. E sembra che si presentò al generale Taylor in pigiama.

All’esterrefatto generale americano, Badoglio disse che, purtroppo, la situazione era cambiata rispetto agli accordi presi, e che bisognava posticipare l’annuncio dell’Armistizio e interrompere l’Operazione Giant 2, perché i militari italiani non sarebbero stati in grado di sostenere gli impegni.

Tutto questo, lo ricordiamo, a pochissime ore dall’inizio dell’operazione che avrebbe visto protagonista il territorio di Cerveteri. Naturalmente Taylor andò su tutte le furie, e respinse ogni tentativo di Badoglio di guadagnare tempo per sé e per il “regime” che rappresentava. Il generale Taylor tornò infuriato ad Algeri, e durante il viaggio inviò l’ordine in codice di interruzione di tutte le operazioni militari previste dall’Operazione Giant 2: “Situazione innocua”.

Cerveteri come la Normandia nella Seconda Guerra Mondiale. L'aviosbarco Alleato mancato
Cerveteri come la Normandia nella Seconda Guerra Mondiale. L’aviosbarco Alleato mancato

Se le operazioni militari furono fermate soprattutto per salvare le vite dei soldati americani che sarebbero stati lasciati allo sbaraglio, lo stesso non avvenne per la proclamazione dell’Armistizio prevista per l’8 settembre. Il comandante in campo Eisenhower, invio un durissimo comunicato a Badoglio, dove gli intimò di rispettare almeno i patti sulla proclamazione dell’Armistizio.

Leggiamo un passo di questo duro comunicato: “… i piani sono stati fatti sull’assunto che voi agivate in buona fede, e noi eravamo pronti a effettuare le future operazioni su questa base. La mancata attuazione da parte vostra di tutti gli obblighi dell’accordo firmato avrà gravissime conseguenze per il vostro paese. Nessuna vostra futura azione potrà perciò ristabilire la fiducia nella vostra buona fede e ne conseguirà perciò il disinganno del vostro governo e della nazione.”.

Il comportamento di Badoglio e del suo Stato Maggiore fu disonorevole senza attenuanti. Ma questo aspetto non è forse il peggiore che emerge da questa vicenda. La presa delle coste a nord di Roma da parte dei militari Italiani supportati dagli Americani e dagli Inglesi, avrebbe, forse, cambiato il corso della Storia della Seconda Guerra Mondiale. E avrebbe, forse, aiutato a dare un’immagine migliore degli Italiani al mondo che stava uscendo sconvolto da una guerra terribile. Il controllo dell’Aeroporto di Furbara e il relativo
aviosbarco americano avrebbe inoltre permesso di anticipare di quasi un anno la liberazione di Roma (avvenuta solo il 4 giugno 1944), e avrebbe scongiurato pagine terribili per la popolazione romana. Due su tutte, le più spaventose: il rastrellamento del Getto di Roma, avvenuto il 16 ottobre 1943, che portò nei forni crematori più di mille ebrei romani, e l’eccidio delle Fosse Ardeatine, avvenuto il 24 marzo 1944.

E ultima conseguenza, sicuramente meno grave, Cerveteri non è entrata nei libri di storia che parlano della Seconda Guerra Mondiale. Ci dobbiamo accontentare di essere stata
una delle città più ricche e importanti del popolo etrusco, e della sua solida amicizia con la potente Roma. Vabbè, forse ci possiamo accontentare…

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