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Capodanno a Ladispoli, Collettivo Adelante: “Simbolo della disconnessione tra la classe dirigente e la base cittadina”

Capodanno a Ladispoli, Collettivo Adelante: “Simbolo di disconnessione tra la classe dirigente e la base cittadina” –

Riceviamo e pubblichiamo:

In un periodo storico segnato da sfide economiche e disagi diffusi, la decisione di sperperare 350.000 euro in un concerto di Capodanno dalla durata di quattro ore solleva interrogativi sulla sensibilità e la prospettiva della leadership locale. Mentre molte famiglie faticano a far fronte alle spese quotidiane e la disoccupazione minaccia la stabilità economica della città, l’ennesimo spreco di denaro per un evento può essere interpretato come un segnale di disconnessione tra la classe dirigente e la realtà che affligge la comunità, senza contare il fatto che nei 350.000 euro di soldi pubblici pagati dai contribuenti sono compresi anche 20.000 euro di vitto e alloggio per gli artisti. Questo aspetto diventa particolarmente rilevante alla luce dell’ennesimo sgombero effettuato il 13 novembre e quello programmato per il 30 di questo mese; sgomberi senza una chiara prospettiva di ricollocazione delle persone in difficoltà.

Un tale utilizzo dei fondi pubblici, mentre ci sono individui che rischiano di trovarsi senza una dimora, è non solo discutibile ma anche irrispettoso verso coloro che attraversano momenti di vulnerabilità e che vivono l’estrema povertà a causa della cancellazione di strumenti efficaci come il contributo di affitto, quello per le morosità incolpevole, la carenza di strutture, progetti e fondi destinati alle fragilità economiche.

Capodanno a Ladispoli, Collettivo Adelante: "Simbolo di disconnessione tra la classe dirigente e la base cittadina"
Capodanno a Ladispoli, Collettivo Adelante accusa l’amministrazione

Avremmo auspicato dunque un’amministrazione che in fase di redazione del bilancio avesse dato priorità assoluta alla costruzione di strumenti sociali o al rafforzamento di quelli esistenti. Un’amministrazione capace di pensare una progettualità culturale a medio e lungo termine.

Non si tratta solo di discutibili scelte di spesa, ma della rappresentazione di un metaverso dorato in cui sembra che il sindaco viva, distante da ogni preoccupazione quotidiana del cittadino medio. L’offensiva definizione di “provinciali” attribuita dal sindaco ai cittadini che non condividono la sua scelta accentua questa distanza, creando un divario emotivo tra coloro che dovrebbero essere rappresentati e chi detiene il potere decisionale.

La priorità di un’amministrazione comunale dovrebbe essere la tutela e la promozione del benessere della sua popolazione. In un contesto in cui le esigenze primarie, come l’accesso al lavoro dignitoso e la sicurezza finanziaria sono spesso compromesse, investire una somma così ingente in un evento passeggero potrebbe apparire come un segno di superficialità e mancanza di empatia.

Il concerto di Capodanno, oltre ai dubbi legati ai testi delle canzoni, che ricordiamo promuovere la violenza in generale e soprattutto quella di genere, simboleggia un’opulenza fuori luogo, un lusso eccessivo in tempi difficili. Tale scelta potrebbe alimentare la percezione di un’amministrazione distante, incapace di cogliere le sfide quotidiane dei suoi cittadini.

In conclusione, il Capodanno del metaverso dorato del sindaco non è solo una questione di cattivo gusto nell’organizzazione di un evento, ma rappresenta un segnale tangibile di disconnessione tra la classe dirigente e la base cittadina. In un momento in cui la solidarietà e l’attenzione alle esigenze della comunità sono essenziali, è cruciale che le scelte di spesa riflettano una consapevolezza della realtà e una sensibilità verso le sfide affrontate dalla popolazione locale.

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