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Calcio: 30 anni fa la storica promozione in C2 per il Cerveteri

Il 26 maggio una data impressa nel cuore e nella mente

Calcio: 30 anni fa la storica promozione in C2 per il Cerveteri –

Il 26 maggio è indubbiamente  il giorno più importante della storia dello sport di Cerveteri.

La squadra di calcio locale dopo aver vinto  il campionato Interregionale, unico anno eccezionale, per accedere alla serie C2, primo gradino dei professionisti, deve giocare uno spareggio con una vincente di un altro girone e dall’urna esce il Giorgione di Castelfranco Veneto.

L’andata ha visto le due compagine pareggiare 0-0 dopo una durissima partita.

Ma oggi, ripetiamo 26/5/91 è il momento della verità. Chi vince va in serie C2.

Il campo Enrico Galli è stracolmo, la tribuna tutta verdeazzurra, il prato dove non c’era ancora la tribuna B è riservata ai tifosi veneti.

Una gara interminabile che finisce 0-0 dopo i tempi supplementari. Si va ai rigori, 4 a 4 dopo i canonici 5 rigori. Si prosegue ad oltranza.

Sgriccia para il 7° rigore dei veneti. Scopece va sul dischetto e non sbaglia.

Il Cerveteri vince 6 a 5. Esplode la gioia, con una invasione di campo straordinaria.

Ceripa mister locale, ma già affermato in ambito regionale, ricorda quei momenti con straordinaria lucidità.

“Si realizzava un sogno, programmato con molta lucidità. La fusione di Cerveteri con Anguillara,  arrivata seconda il precedente anno e con un a rosa fortissima di giocatori, il rafforzamento della squadra, in particolare con Vichi, Antolovich, Paparella, Consalvi.

La scelta di collaboratori di prima qualità come Fanton, Scarpellino, Mochi, Zazza, Totò.

L’impegno di imprenditori locali, il coinvolgimento totale della classe politica governante , la programmazione di ogni minimo particolare. Insomma una vittoria non casuale ma fortemente voluta.  

Inutile dire che quel giorno è sempre nella mia memoria ed oggi che sono oltre i 70 anni, il ricordo mi emoziona intensamente.

Il destino ha poi voluto che il 26 maggio di molti anni dopo nascesse il mio primo nipote Filippo, una coincidenza che mi rende doppiamente felice.

Penso spesso a quei giorni  a quella vittoria e mi rattrista solo il fatto che molti protagonisti se ne sono andati, come il bravissimo centrale difensivo Enrico Vichi, il massaggiatore Franco Del Bello, il custode Parrucci Ezio, i tanti dirigenti, primi fra tutti Dino Brunetti, Nando Santangelo e i tanti tifosi.

A  loro va il mio ricordo più caro, così come il mio ringraziamento  più profondo va ai componenti di quella rosa, straordinari giocatori e,  a tutti i miei collaboratori, e ai tanti tifosi con i quali spesso parliamo ancora di quel giorno”.

(torna a baraondanews)

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