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Economia

Blue economy, la Regione Lazio quarta per numero di occupati

Nella sola provincia di Roma sono 132 mila le persone impiegate. Dionisi: “Infrastrutture fondamentali per il settore”

Blue economy, la Regione Lazio quarta per numero di occupati –

“La blue economy è uno dei pilastri fondamentali del programma di presidenza di Unindustria, annoverato tra i progetti strategici per lo sviluppo regionale ed è un tema al quale la nostra associazione negli ultimi anni ha dedicato un’attenzione crescente”, dichiara Cristiano Dionisi, Presidente Unindustria Civitavecchia, durante il Blue Planet Economy, l’evento dedicato all’economia del mare in corso alla Fiera di Roma.

“Nel panorama economico nazionale, il Lazio è la sesta regione per quota di valore aggiunto e quarta per numero di occupati nella blue economy.

La provincia di Roma, in particolare, da sola racchiude il 14,6% della ricchezza prodotta complessivamente in Italia dalla blue economy (pari a 7,5 miliardi di euro) ed il 14,4% degli occupati (oltre 132mila).

Uno spaccato che, con nostro grande apprezzamento, è stato recepito anche a livello legislativo dalla Regione Lazio, che ha approvato una legge specifica.

La norma mette a sistema diversi settori, dalla formazione all’ambiente, passando per le infrastrutture e, soprattutto, colloca la blue economy tra le principali traiettorie di sviluppo sostenibile del Lazio, come auspicato dalla nostra Associazione”.

“Sullo sviluppo dell’economia del mare nei prossimi anni sarà però decisivo, anche in termini di sostenibilità, portare a termine sia gli importanti interventi previsti dal Pnrr sia le opere infrastrutturali che collegano i porti ai raccordi autostradali, alle zone industriali e alle aree interne (come, per esempio, la Orte – Civitavecchia).

Ed è fondamentale, per aumentare la competitività del Lazio e ampliare filiere industriali esistenti, accelerare l’iter di approvazione della Zls, la Zona logistica semplificata.

La Zls inciderebbe anche sensibilmente su un elemento per cui ci battiamo da anni: la riduzione del carico burocratico.

Forse più che per altre attività economiche, il ruolo della regolamentazione e della burocrazia che la gestisce deve diventare uno strumento reale di promozione dello sviluppo e della competitività dell’economia del mare.

Per questo, servono anche qui riforme e semplificazioni, accompagnate da una gestione amministrativa sempre più orientata all’efficienza e ad utilizzare sistematicamente la digitalizzazione”.

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