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Asl Roma 4: Hospice, l’ultimo viaggio che sa di speranza

Questa settimana all’interno della struttura si celebra la giornata del sollievo

Asl Roma 4: Hospice, l’ultimo viaggio che sa di speranza –

Riceviamo e pubblichiamo –

E’ passato oltre un anno dall’apertura del primo Hospice pubblico della Regione Lazio.

Un luogo che rappresenta l’ultima fermata della vita, un luogo che si associa alla morte e che invece per i pazienti e i famigliari è un’oasi di serenità e speranza dove si vive l’attesa dell’ultimo giorno circondati dall’affetto delle persone care, in un percorso dove chi è accanto al malato terminale, lo tiene per mano fino alla fine.

Proprio in questa settimana, all’Hospice si celebra la giornata del sollievo, con vari eventi e iniziative promossi dal personale e dall’associazione ADAMO.

Quello che colpisce di un posto che viene associato alla morte, è l’aria di serenità e tranquillità che si respira varcando la porta.

Dei dipinti colorati, appesi alle pareti, dono di pittori locali e nazionali, rallegrano l’ambiente, i corridoi, le stanze, opere che restano nello sguardo e nel cuore di chi chiude gli occhi per sempre.

Basta leggere il “Diario degli ospiti” per capire che l’Hospice è un posto speciale, un posto donato con amore alle famiglie dei malati terminali, dove il personale e tutti coloro che ruotano in quel sottile filo che lega con fragilità la vita e la morte, operano con professionalità e dedizione.

Le pagine sono fitte dei ringraziamenti dei familiari dei pazienti, che alla morte dei loro cari, si sentono in dovere di lasciare un loro ricordo, un loro pensiero di ringraziamento per quelle persone che hanno sostenuto la persona amata nei suoi ultimi giorni.

Non solo sostegno fisico e psicologico, ma anche religioso, emotivo, spirituale, umano.

Il Diario è una raccolta di ringraziamenti, di pensieri personali, ma anche un insieme di lettere che i famigliari rivolgono ai loro cari che non ci sono più.

Pensieri colmi di sentimento che sono affidati al luogo che li ha visti andar via, andar via nel migliore dei modi, con umanità, e soprattutto non in solitudine.

“Voi siete la conferma che in questo mondo c’è ancora il bene, non siete persone, siete angeli scesi in terra, grazie di cuore per tutto quello che avete fatto” è uno dei pensieri scritti.

Nei pensieri di ringraziamento, i famigliari includono tutti, dalle infermiere, alla vigilanza, perché tutti all’Hospice si sentono facenti parte di una grande famiglia, di una casa unita dove gli ospiti sono accolti con amore.

L’Hospice Carlo Chenis è un esempio eccellente della buona sanità, un luogo unico, diverso da tutti gli altri , che si prende cura di chi ormai non può più essere curato, con la medicina più efficace e importante della vita, quella che cura l’anima.

Il Commissario Straordinario e la direzione aziendale, intendono ringraziare il personale dell’Hospice per l’eccellente servizio svolto finora, che va oltre i compiti istituzionali, e che dimostra come l’obiettivo dell’umanizzazione sia stato fatto proprio da tutti, sanitari e non.

E’ motivo di orgoglio sapere che la Asl ha donato ai pazienti un servizio così importante sul piano emotivo e umano.

Un ringraziamento va anche all’associazione Adamo, alle istituzioni ecclesiastiche, e a tutti i volontari che si dedicano alla cura e al sostegno dei pazienti.

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