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Analisi acque, scontro tra Asl e amministrazione

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Dopo i valori di 51 μg/L di arsenico, l’amministrazione scrive ad Asl e Arpa Lazio: “Un simile risultato è impossibile da misurare all’acquedotto del Biadaro”. La Asl Roma4: “Diffamatoria ed offensiva la richiesta che i campioni vengano effettuati alla.presenza del.Personale.di codesta amministrazione”

Analisi acque, scontro tra Asl e amministrazione –

È scontro ad Anguillara tra l’amministrazione comunale e la Asl Roma 4.

Al centro della diatriba le analisi effettuate da Asl e Arpa Lazio all’acquedotto Biadaro per verificare la potabilità o meno dell’acqua.

Acquedotto dove i valori riscontrati si aggirano intorno a 51 μg/L di arsenico.

Un parametro per l’amministrazione “praticamente impossibile da misurare all’acquedotto del Biadaro”.

Risultati che, a quanto pare, non coinciderebbero con quelli in possesso dell’amministrazione comunale che si è affidata a terzi per le analisi.

“In sintesi – spiega il sindaco Sabrina Anselmo – l’acqua prelevata dai pozzi dell’acquedotto del Biadaro prima che venga trattata dall’impianto, presenta da sempre valori di arsenico compresi fra i circa 19 μg/L provenienti dal Pozzo n. 3 fino ai 23 μg/L del Pozzo n. 8 (vedi ultimi 2 allegati) con una media di circa 21 μg/L, per cui anche ad impianto di osmosi spento questo sarebbe il livello massimo di arsenico presente.

Sempre nella giornata del 18/4/2019 sono state effettuate immediate campionature di acqua richieste dal comune a ben 2 laboratori accreditati che hanno certificato una concentrazione di arsenico pari a circa 6 μg/L (vedi allegati), quasi 10 volte in meno rispetto al risultato di ARPA.

In conclusione, i valori determinati da ARPA LAZIO di concentrazione di arsenico pari a 51 μg/L sono impossibili da raggiungere in qualsiasi situazione di stress e criticità in cui i pozzi potrebbero trovarsi a lavorare, soprattutto in tempi brevi, considerando infatti che la stessa ARPA Lazio circa 1 mese fa aveva certificato la potabilità dell’acqua proveniente dall’acquedotto del Biadaro. 

Stesso ragionamento vale evidentemente per la concentrazione di floruri.

Abbiamo chiesto sempre il 18/4/2019 formalmente alla ASL di procedere con urgenza ad un immediato prelievo in contraddittorio con l’Ente comunale (poi eseguito) sia a valle della rete idrica che al pozzo o in alternativa di voler accettare quelle dei 2 laboratori accreditati da noi presentate unitamente alla nota autorizzandoci la revoca dell’ordinanza emessa e siamo in attesa di responso formale da ARPA Lazio e ASL.

L’amministrazione fa anche presente che fra le prescrizioni della ASL, proprio per la tossicità elevata di arsenico rilevata, c’era quella di diffondere immediatamente l’informativa alla cittadinanza (subito messa in campo sia sul sito istituzionale che sui social che con manifesti sulle plance in strada) e di “provvedere ad un rifornimento sostitutivo di acqua potabile” (autobotti) che è stato istituito con ordine di servizio dal Dirigente comunale preposto, che costerà ben 6.100 euro AL GIORNO.

Questo il motivo per cui questa volta è stato predisposto un piano con autobotti e non certo per questioni discriminatorie verso altre zone.

Una menzione negativa particolare la facciamo a coloro che hanno ricoperto ruoli amministrativi e si dicono profondi conoscitori della materia ma hanno preferito usare la notizia a fini personali senza guardare obiettivamente alla evidente incongruenza dei dati”.

Immediata la replica della Asl che bacchetta l’amministrazione comunale.

“Nel prendere atto della missiva prot. 13019 del.19’04.19 con la.quale il comune di Anguillara nella figura del Sindaco diffida la Asl ad effettuare il prelievo delle acque provenienti dall’acquedotto Biadaro, si ritiene doveroso rammentare che questa Asl ha già effettuato in data 18.04 il campionamento de quo e  si ritiene, pertanto, diffamatoria ed offensiva la richiesta che i campioni vengano effettuati alla presenza del Personale di codesta amministrazione, a sottintendere – sottolinea l’azienda sanitaria – inaccettabili mistificazioni da parte di questa Azienda.

Appare inconsueto affidare ai social delle note ufficiali lesive dell’immagine di un’Azienda che ha sempre avuto il massimo rispetto  dei ruoli di tutti gli Enti presenti nel territorio.

La Asl agisce con l’esclusivo fine di tutelare la salute pubblica e a fronte dei risultati ufficiali dell’Arpa Lazio, non può in alcun modo mettere a rischio la salute dei cittadini.

Allo stato, in ottemperanza alla vigente normativa in materia, ed al ruolo istituzionale ricoperto, non verrà richiesta la revoca dell’ordinanza, fino all’acquisizione di dati ufficiali conformi forniti dall’arpa lazio.

Seguirà l’invio di una nota ufficiale”,

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