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Alla Melone studenti a lezione di educazione finanziaria

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Obiettivo del corso intrapreso da alcune classi dell’istituto comprensivo: comprendere il sistema economico così come funziona al giorno d’oggi

Alla Melone studenti a lezione di educazione finanziaria –

Riceviamo e pubblichiamo –

Alla Melone studenti a lezione di educazione finanziaria
Alla Melone studenti a lezione di educazione finanziaria

Da metà novembre 2018 fino a gennaio alcune classi della nostra scuola, le classi 3F, 2F, 1F, 3H, 1H della “Corrado Melone”, e noi della 2^H e 2^I abbiamo seguito un progetto di educazione finanziaria.

L’obiettivo era quello di comprendere il sistema economico così come funziona al giorno d’oggi.

Il progetto è stato promosso da First Social Life.

Le due operatrice del progetto, Eleonora e Francesca, ci hanno spiegato le basi di questa difficile materia in un modo semplice e adatto a noi, con varie attività pratiche, filmati e compiti da svolgere a casa.

Le spiegazioni erano intervallate dagli esempi pratici e con sequenze di film.

Ad esempio, durante la prima lezione, abbiamo visto una parte del film del 1984 “Non ci resta che piangere” diretto e interpretato da Massimo Troisi e Roberto Benigni: un’opera che non conoscevamo e di cui abbiamo analizzato lo spezzone divertente della dogana per comprendere il significato dei dazi alle frontiere, quindi ne abbiamo discusso il significato e abbiamo compreso il vantaggio di far muovere le merci e le persone con facilità, l’importanza di poter girare tutta l’Europa senza passaporto.

Alla Melone studenti a lezione di educazione finanziaria
Alla Melone studenti a lezione di educazione finanziaria

Alla fine della prima lezione abbiamo ascoltato la famosa canzone di J AX & Fedez “Senza pagare” e ci è stato chiesto di scovare tutti i termini “economico-finanziari” presenti nella canzone.

Dopo averli analizzati, Eleonora ci ha dato un compito: disegnare la moneta dell’euro di uno stato europeo dell’unione monetaria che poi avremmo presentato al secondo incontro e ha lanciato un concorso: chi avesse realizzato la moneta più bella avrebbe vinto un biglietto per un concerto.

Ci siamo impegnati moltissimo e i prodotti realizzati raffiguravano l’euro di Malta, della Francia, della Spagna, dell’Austria…alla fine è risultata vincitrice una compagna di III H, Angeloni Sofia che ha vinto un biglietto per il concerto di Fedez.

Andando avanti con le spiegazioni, ogni settimana, abbiamo parlato di argomenti differenti, ma riguardanti sempre il sistema economico, e ci veniva assegnato un nuovo compito da svolgere.

Il 22 novembre, al secondo incontro, abbiamo parlato di manovra finanziaria e di risparmio: operazioni per ottenere uno scopo all’interno di organizzazioni complesse e limitazione dell’uso del denaro che può essere utilizzato in altro modo.

Poi per alleggerire un po’ la lezione, abbiamo visto uno spezzone del film “Totò, Peppino e i fuorilegge”, dove il risparmio viene portato all’eccesso creando situazioni molto divertenti!

Successivamente abbiamo parlato di bilancio domestico e come compito ci hanno dato da registrare il nostro bilancio familiare settimanale: ogni giorno dovevamo annotare quanto spendevamo per i generi alimentari e alla fine della settimana fare il totale di quanto speso e confrontare le schede tra di noi.

Compilando questo “diario alimentare” ci siamo accorti dei costi dei prodotti che consumiamo. Per riuscire nello svolgimento del lavoro abbiamo coinvolto le mamme che, consegnandoci gli scontrini della spesa, ci facevano capire quanto fosse difficile mantenere in equilibrio le entrate e le uscite.

Il 29 novembre abbiamo parlato di “risparmio esagerato” guardando una puntata del programma Tv “Malati di risparmio” che trattava situazioni paradossali, da qui lo spunto per ragionare sull’importanza di risparmiare senza mettere a rischio la nostra vita e quella degli altri comprando cibi scandenti.

Alla Melone studenti a lezione di educazione finanziaria
Alla Melone studenti a lezione di educazione finanziaria

Per casa ci è stato dato un compito “originale”: organizzare il cenone di Natale per dieci persone, avendo a disposizione un budget di 100 euro e cercare termini finanziari negli articoli di giornale o sentiti in TV nel corso della settimana.

Il 6 dicembre, al quarto incontro, ultimo prima delle vacanze natalizie, ci siamo confrontati sui menù delle nostre cene di Natale e le relative spese e successivamente abbiamo affrontato altre tematiche: manovra finanziaria, Borsa valori, il bilancio dello Stato e la “piramide di Maslow”: questa scala di bisogni è suddivisa in vari livelli, dai più elementari (quelli alla base, ad esempio l’alimentazione, quindi necessari alla sopravvivenza dell’uomo) ai più complessi (quelli di carattere sociale, di stima, che portano alla realizzazione di sé).

Ogni persona dovrebbe realizzarsi passando per i vari livelli, i quali devono essere soddisfatti in modo progressivo.

Analizzando la piramide di Maslow abbiamo capito cosa siano i beni primari e secondari: nelle società meno sviluppate si cerca di soddisfare soltanto i bisogni della base (i bisogni primari), nelle società più ricche ed evolute si possono soddisfare anche i bisogni che si trovano al vertice della piramide.

Sono stati sviluppati e trattati altri temi importanti e di grande attualità: le frodi legate agli acquisti on-line, i rischi relativi all’uso del bancomat, della carta di credito etc. esaminando dei casi e facendo degli esempi.

L’ultimo incontro è stato veramente divertente: abbiamo messo in scena degli sketches che avevano come tema centrale i termini di educazione finanziaria, con evidenti equivoci e giochi di parole, ci siamo travestiti da adulti e abbiamo simulato situazioni di vita quotidiana, in banca, a casa, in un negozio, etc.

Questi incontri sono stati molto interessanti e coinvolgenti: abbiamo imparato nuovi termini e ampliato il nostro vocabolario, ma soprattutto ci hanno insegnato il valore del risparmio e aiutato a conoscere l’importanza del denaro, tutte cose che potranno esserci utili quando saremo grandi.

L’educazione finanziaria ci ha insegnato a riflettere, permettendoci di usare il denaro in maniera consapevole in base alle nostre esigenze così da vivere meglio.

La visita alla Banca d’Italia

Il 5 giugno, a conclusione del corso sopra descritto, le nostre classi, 2^H e 2^I, insieme alla 1^H, si sono recate in visita al Palazzo Koch a Roma, sede della Banca d’Italia.

Giunti a Termini da Ladispoli, dopo un po’ di cammino, abbiamo raggiunto finalmente la nostra meta; un palazzo bello e imponente situato nel centro storico, su Via Nazionale.

All’entrata ci siamo dovuti togliere borse, giacche e zaini e passarli in un macchinario per controllare se avevamo con noi qualcosa di inappropriato. Per fortuna, nulla del genere, come anche nelle altre gite.

Poi, proseguendo verso l’interno, siamo arrivati in una corte molto curata; ci ricordava un po’ l’ingresso di Palazzo Madama, dove eravamo stati in prima media.

All’interno dell’edificio, i professori ci hanno guidato verso una lunga sala piena di antichi scaffali, in cui si conservano molti libri antichi, anche stranieri.

Qui, degli addetti ci hanno portato gentilmente delle sedie e abbiamo ascoltato la nostra guida, molto simpatica e cortese, che ci ha accompagnati per una parte della mattinata, spiegandoci la storia della Banca d’Italia e del Palazzo Koch che ne è la sede e che noi abbiamo avuto il privilegio di visitare.

Una volta seduti, abbiamo iniziato ad ascoltare con attenzione: dapprima la guida ci ha raccontato in sintesi la storia di Roma e del quartiere in cui eravamo, dalle invasioni barbariche in poi; il “taglio” degli acquedotti, la costruzione dell’acquedotto Felice ad opera di papa Sisto V, fino alla realizzazione della Stazione Termini per volontà di papa Pio IX e all’Unità d’Italia. Poi ci ha illustrato la storia del Palazzo che è stato costruito tra gli anni 1886 e 1892, in stile neorinascimentale.

L’edificio prende il nome dal suo progettista.

Per scegliere chi dovesse progettare questo palazzo, infatti, si sfidarono tre grandi architetti: Pio Piacentini, Francesco Azzurri e Gaetano Koch.

Tra questi tre furono scelti Piacentini e Koch che si sfidarono ancora una volta: chi avesse presentato il progetto più bello avrebbe vinto, e quindi costruito la sede della Banca d’Italia.

Il progetto di Piacentini si ispirava al Palazzo Strozzi di Firenze.

Quello di Koch, caratterizzato dalla presenza dei tre ordini classici, dorico, ionico, corinzio, suddivisi nei tre piani, attirò l’attenzione. La successione dei tre ordini ricorda il Colosseo, non lontano da qui.

Il palazzo che è stato realizzato, per questioni di sicurezza, ha tutt’intorno una recinzione in ferro e un fossato. Quest’ultimo serve sia ad allontanare un po’ la struttura dalla strada, sia anche a dare luce agli ambienti interrati, usati come magazzini.

Al momento dello scavo per la costruzione del palazzo, sono stati rinvenuti resti di edifici imperiali romani tra cui domus, templi e mulini.

L’opera architettonica si trova nel Rione Monti, dove vi era uno dei primi quartieri di Roma antica.

Dopo la spiegazione, ci siamo spostati nuovamente nella corte interna, e poi ancora in una seconda corte più piccola.

Ci è stato raccontato che da questo punto si accedeva alla fabbrica delle banconote, attiva fino agli anni ’60 del ‘900; della ciminiera da cui usciva il fumo per via delle vecchie banconote che venivano bruciate; dei secoli in cui nella Roma papalina si riutilizzavano i marmi dell’età antica per nuovi edifici, per farne calce o per realizzare gli splendidi mosaici cosmateschi.

Nel cortile dove abbiamo ascoltato questa spiegazione, vi era in una nicchia una statua romana di marmo che raffigura un ragazzo di nome Antinoo. Essa è priva di naso e di braccia, ma l’espressione è molto malinconica. Il giovane era il preferito dell’imperatore Adriano e purtroppo morì, a soli vent’anni, affogato nel fiume Nilo.

Adriano rimase così colpito dalla sua morte che lo divinizzò. Questa statua, in realtà, era stata destinata alla sua villa a Tivoli.

Continuando la visita, ci siamo fermati davanti a una scultura intitolata “L’abisso”, che rappresenta Paolo e Francesca, la famosa coppia presente nell’Inferno di Dante; entrambi con lo sguardo perso nell’abisso della disperazione, da cui il nome.

L’opera è di un artista che si chiama Pietro Canonica, che ha un museo a lui dedicato nella Fortezzuola di Villa Borghese.

Oltre l’androne in cui vi è quest’opera, siamo entrati in un ambiente pieno di sportelli bancari. Qui la guida ci ha mostrato una curiosità; su una delle piastrelle in marmo rosso del pavimento, si notava una forma a conchiglia: era il fossile di un ammonite.

Abbiamo appreso anche che nei caveau del palazzo vi è la “Riserva aurea” dello Stato, cioè una riserva di lingotti d’oro dal peso di circa 12 kg ciascuno. Quella italiana è la quarta al mondo.

Infine, ci siamo diretti verso il bellissimo Scalone d’onore, in marmo bianco e con un tappeto rosso. Ai suoi piedi è conservato un enorme sarcofago romano con dei leoni che addentano dei cinghiali.

Esso è ornato con decorazioni a forma di “S” dette a strigile, dal nome di un arnese metallico usato nell’antichità dagli atleti per detergersi dopo un allenamento o una gara, avente appunto quella forma. Non si sa chi vi fosse stato sepolto, ma molto probabilmente si trattava di un patrizio molto ricco.

Nel ritornare verso il punto di partenza, inoltre, ci siamo imbattuti in una riproduzione in bronzo della lupa capitolina.

Terminata questa prima parte di visita, siamo scesi al piano sotterraneo a visitare il Museo della moneta.

Qui abbiamo ammirato molti reperti, a partire da alcune tavolette d’argilla sumere i cui caratteri cuneiformi ci raccontano di pagamenti, prestiti e svalutazioni. Per proseguire poi con monete storiche, da quelle greche e romane, passando per quelle medievali e moderne, fino alle vecchie banconote della Lira e i primi assegni mai realizzati.

La guida, molto brava, ci ha raccontato e spiegato l’origine di tutte le monete e banconote esposte e il significato delle varie raffigurazioni.

Una delle più affascinanti è stata quella del conte Ruggero I d’Altavilla, il condottiero normanno che conquistò la Sicilia araba nell’XI secolo, che aveva sia la croce cristiana sia scritte in caratteri arabi. Inoltre ci hanno colpito le monete di Napoleone, che si collegano al nostro programma di Storia di quest’anno.

Alcuni di noi, guardando la taglia di alcune delle banconote esposte, si sono chiesti: “Ma che tipo di portafogli dovevano utilizzare i nostri antenati per custodirli?”.

È stato molto emozionante fare un passo indietro e riscoprire i vecchi mezzi di pagamento.

Usciti dal palazzo in via Nazionale, ci siamo recati presso la Galleria comunale d’arte moderna dove abbiamo osservato molte sculture e dipinti su numerosi temi, come “la donna”, “la guerra” o “la maternità”. Tra le opere vi erano anche delle foto in bianco e nero di donne che manifestavano per i loro diritti.

Lì, nel cortile, era stato organizzato un evento in cui decine di crisalidi si sono trasformate in farfalle: tutti noi abbiamo preso in mano le farfalle che si posavano sull’erba e sulle piante. Sempre in questo spazio ci è stato offerto un gustoso buffet.

Nel pomeriggio, abbiamo gustato un gelato sotto i portici di Piazza della Repubblica, abbiamo visitato la chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, nelle antiche Terme di Diocleziano, dove alcuni hanno lasciato la propria firma sul librone dei visitatori. Infine abbiamo fatto ritorno a casa con il treno.

Questa è stata la nostra gita presso l’affascinante capitale; un vero e proprio museo all’aperto che ci invidia tutto il mondo.

Classi 2^ H e 2^ I tempo pieno

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