“Il civismo funziona, ma non basta dirsi civici”. La nostra intervista al neo Sindaco che punta su decoro, ascolto, competenze e programmazione. E avverte Cerveteri e Ladispoli: “Il civismo funziona solo se è credibile, non se diventa solo un’etichetta”
di Giovanni Zucconi
L’ultima volta che sono entrato nella stanza del Sindaco di Santa Marinella, c’era Tidei. Un politico esperto, visibilmente sicuro di sé. Il nuovo Sindaco che mi ha accolto durante l’intervista, concessa con grande disponibilità in una giornata fitta di impegni, mi è apparso quanto di più diverso potessi immaginare.
Alessio Manuelli non promette miracoli. E forse è proprio questa la prima novità. Il nuovo Sindaco di Santa Marinella, giovane, medico, civico, arrivato alla guida della città con un altissimo consenso e con un carico enorme di aspettative, sceglie un tono prudente ma non rinunciatario. Sa che la città gli ha chiesto di voltare pagina. Ma sa anche che amministrare non significa premere un pulsante, e ottenere subito una risposta.

Il cuore del suo progetto parte da cose apparentemente semplici: decoro, pulizia, manutenzione, cura degli spazi pubblici. Ma dietro queste parole c’è un’idea precisa di città. Santa Marinella, per Manuelli, deve smettere di essere soltanto una località di villeggiatura e tornare a essere un luogo capace di accogliere, attrarre, vivere anche fuori dalla stagione estiva. Il mare, certo. Ma anche la vela, il surf, le colline, il turismo sportivo, gli eventi, i servizi, i giovani.
C’è poi il tema del civismo, che rende questa intervista interessante anche oltre i confini comunali. Perché la vittoria di Manuelli è già diventata un riferimento per chi, a Cerveteri e Ladispoli, guarda alle prossime amministrative. Ma il nuovo sindaco mette un paletto netto: il civismo funziona solo se è credibile. Non basta togliere un simbolo di partito o cambiare nome a una lista. Serve coerenza, serve una storia, serve una squadra riconoscibile e all’altezza.
Sindaco, partiamo da una mia impressione. Da fuori Santa Marinella sembra una città semplice da governare. Piccola, ben frequentata, ricca, con un bel mare e una sua storia. Poi però negli anni si vedono commissariamenti, problemi di bilancio, crisi politiche. Che cosa sfugge a chi la guarda da fuori?
“Forse l’errore è proprio pensare che Santa Marinella sia una città facile da governare. Quando sono arrivato su questa sedia mi sono reso conto che ci sono molte criticità strutturali. Santa Marinella è una città molto lunga, confina da una parte con Cerveteri e dall’altra con Civitavecchia. Ha una costa molto antropizzata, lunga 22, 24 chilometri. E spesso, anche una cosa apparentemente non complicata, come pulire le spiagge, non è così semplice. Perché non sempre è facile accedere all’arenile.
Poi ci sono tre grandi arterie che attraversano la città: Aurelia, ferrovia e autostrada. Questo significa sottopassi, attraversamenti, fossi che corrono perpendicolari. È una struttura complessa. E poi c’è Santa Severa, che fa parte dello stesso Comune, ma vive momenti dell’anno molto particolari, soprattutto d’estate.
Qui c’è da rivedere la macchina comunale, per garantire efficienza ai cittadini e anche un carico di lavoro sostenibile ai dipendenti. C’è da restaurare un po’ tutto. E c’è da restaurare anche il clima tra le persone.”
Molti cittadini che l’hanno votata si aspetteranno inevitabilmente risposte immediate
“E’ sicuramente così. Io posso garantire che ce la stiamo mettendo tutta. Ma le questioni da risolvere sono complesse, e spesso la macchina amministrativa non consente soluzioni immediate. C’è sempre una procedura da seguire. Noi, come cittadini, siamo abituati ad operare con la carta di credito. Vogliamo una cosa, andiamo in negozio, paghiamo e la otteniamo. La macchina amministrativa non funziona con quella rapidità. È molto più complessa. Ci sono sempre procedure articolate da seguire prima di raggiungere un obiettivo.”

Quali sono i problemi più urgenti che ha trovato appena si è insediato?
“Ce ne sono tanti. In questi giorni la città ha avuto tanta voglia di venire a raccontare i suoi problemi. Ma hanno portato anche proposte. Ci sono questioni urgenti, quasi emergenziali, e altre che guardano più avanti. Penso all’impiantistica sportiva e al dissesto idrogeologico. Santa Marinella ha una storia anche dolorosa su questo. Ci sono state alluvioni dove sono morte delle persone.
Poi, soprattutto, c’è il tema del verde e del decoro. Io vivo a Santa Marinella, quindi mi capita normalmente di passeggiare. Qualche giorno fa sono passato in alcuni punti, soprattutto nel centro, e ho iniziato a fare delle foto con il telefono. Perché ero arrabbiato. Una città che ha in quei luoghi il suo biglietto da visita, non può essere vista in quelle condizioni. Sono il primo a riconoscere che c’è da fare un lavoro importante. Ma c’è anche un lavoro da fare sull’inciviltà, sulla mancata sensibilità di alcune persone. Per questo dico che dobbiamo cambiare il clima. Se cambia il clima, ci sarà più vicinanza ai problemi anche da parte della popolazione”.
Qual è il primo risultato concreto con cui vuole marcare la differenza con il passato?
“Mettere al centro il decoro della nostra città. Santa Marinella è un giardino, è una bellissima città. Lo è anche Santa Severa. C’è una popolazione romana che da generazioni sceglie Santa Marinella perché la considera un luogo magico. Noi dobbiamo farla tornare a essere un luogo magico.
Spesso le cose più semplici sono anche le più importanti: il decoro, la pulizia, la manutenzione. Per una città turistica sono fondamentali. Io penso che Santa Marinella debba essere una città turistica, non solo una città di villeggiatura. Deve guardare oltre. Per questo pulizia e decoro saranno centrali nei primi anni. È naturalmente un lavoro fatto anche di tanti piccoli interventi.
Quindi vuole curare di più l’immagine di Santa Marinella?
“Sì, l’immagine conta. Dobbiamo lavorare sull’accoglienza. Sui servizi per chi viene a passare delle giornate qui, sugli eventi. Santa Marinella deve rinascere non solo per il villeggiante, ma anche per il turista che transita. E soprattutto per i giovani.”
A proposito di giovani, qualche giorno fa, Santa Marinella è finita sulla cronaca per episodi di microcriminalità legati anche a ragazzi giovani
Santa Marinella non può uscire con la propria immagine danneggiata da fatti di microcriminalità, soprattutto se compiuti da giovani. Dobbiamo agire anche su questo. Ai ragazzi bisogna dare occasioni, opportunità di sano divertimento, luoghi dove passare le serate.
Dopo quell’episodio sono andato, insieme a un rappresentante della maggioranza, nel luogo dove era accaduta l’aggressione. Abbiamo trovato ragazzi molto giovani. Quando mi hanno visto, forse anche perché sono un Sindaco giovane, si sono avvicinati spontaneamente. Mi hanno chiesto, preoccupati: “Sindaco, ma adesso tutte le sere verranno i Carabinieri?”. Io ho parlato con loro. Erano tutti intorno ad ascoltare.
Poi sono arrivati anche i Carabinieri. Le forze dell’ordine fanno un lavoro importante e difficile su questo territorio. Quella sera, insieme all’istituzione comunale, hanno incontrato quei ragazzi, hanno parlato, hanno dato un insegnamento. È stato un momento molto bello. Un segnale di una politica diversa, fatta di dialogo, ascolto e presenza.”

Lei ha parlato di turismo. Ma è evidente che Santa Marinella d’estate esplode, e che negli altri mesi sembra andare in letargo. È un destino inevitabile?
“Una parte di fisiologia c’è, è evidente. Santa Marinella vive naturalmente il suo momento più impegnativo durante l’estate. Ma non credo che sia un destino inevitabile. C’è molto da fare e bisogna farlo però con una strategia. Non limitandosi a parlare di destagionalizzazione come se fosse una parola magica. Bisogna scegliere su quali elementi puntare davvero.
Io sono molto legato alla vela, che ho praticato da atleta e poi da istruttore. Credo che su questo mare possa portare tante persone anche fuori dalla stagione estiva. Lo stesso vale per il surf, che per sua natura vive spesso nei mesi in cui non c’è il pieno sole estivo. E poi ci sono le nostre colline. C’è anche un ambiente diverso da quello a cui Santa Marinella viene associata in modo immediato, che è il mare. Il turismo sportivo può essere una chiave importante. Se riusciamo a costruire servizi, iniziative ed eventi intorno ad alcuni settori precisi, possiamo allungare la stagione e ampliare quella finestra in cui Santa Marinella vive il suo boom. L’obiettivo non è cancellare la differenza tra estate e inverno. Ma fare in modo che la città non si spenga appena finisce la stagione balneare.”
Veniamo al civismo. Lei è stato eletto con una lista civica. Fare il Sindaco da civico è più difficile o più facile?
“Più che più facile o più difficile, direi che fare il Sindaco da civico è forse l’esperienza più bella che una persona possa fare in un Comune. Quando ti presenti con un colore politico già definito, una parte della città tende a guardarti con diffidenza in partenza. È quasi inevitabile. Anche se fai una cosa giusta, c’è sempre chi la legge attraverso lo schema della contrapposizione, della tifoseria, del centrodestra o del centrosinistra. Il civismo, invece, ti permette di partire dai problemi concreti. E nei Comuni i problemi concreti non hanno colore politico. Un marciapiede deve essere sicuro per tutti. Per chi vota a destra, per chi vota a sinistra, per la mamma con il passeggino, per una persona in carrozzina, per un anziano che va a fare la spesa. Il marciapiede deve funzionare. Punto.
Questo non significa che i civici non abbiano idee o sensibilità politiche. Nella mia maggioranza ci sono persone con orientamenti diversi. Ma stanno intorno allo stesso tavolo perché condividono un obiettivo: il bene di Santa Marinella. Il civismo funziona se non diventa una maschera. Deve essere credibile, coerente, costruito sui problemi reali della città, e non usato solo come etichetta elettorale. Per me il punto è questo: amministrare da civico significa provare a mettere davanti la città, prima degli schieramenti.
E in questa maggioranza, glielo assicuro, tutti vogliono il bene della città. Il civismo a Santa Marinella ha vinto perché la città ha chiesto un reset. È una sorta di governo tecnico, un momento in cui anche i politici più dichiarati devono fare un’analisi e una riflessione.”
Presentarsi come candidato Sindaco di una lista civica è una strategia che ha indubbiamente funzionato bene a Santa Marinella. Strategia che sembra ora interessare anche altri Comuni. Penso a soprattutto Cerveteri, ma anche a Ladispoli. Dove le prossime comunali sono già entrate nei ragionamenti politici. Il modello Manuelli è replicabile anche in quelle città?
“Io credo che il modello di Santa Marinella possa parlare anche ad altri Comuni, ma non può essere semplicemente copiato. Ogni città ha la sua storia, i suoi equilibri, le sue ferite e anche le sue stanchezze. A Santa Marinella il progetto civico ha funzionato perché arrivava dopo anni segnati da un dualismo molto forte, tra centrodestra e centrosinistra, spesso anche molto personalizzato. La città, a un certo punto, ha chiesto un reset. Ha chiesto di uscire da quello schema. E il civismo ha trovato un terreno fertile proprio perché era credibile dentro quella storia.
Per questo dico che il modello può essere adattato, ma deve avere fondamenta vere. Non basta presentarsi come civici. Non basta togliere un simbolo di partito o cambiare il nome a una lista. Serve coerenza e serve un percorso. Serve che chi si propone come civico abbia costruito negli anni un rapporto diretto con i cittadini, con i problemi concreti della città, con un’idea di amministrazione imparziale.
Poi è chiaro: i partiti esistono, e non bisogna far finta che non esistano. Il punto è capire se il progetto nasce per mettere al centro la città, o se il civismo diventa solo una formula elettorale. Nei Comuni i problemi non hanno colore: un marciapiede, una strada, il decoro, i servizi, la sicurezza, la scuola, il turismo. Sono questioni che riguardano tutti.
Arrivando alla sua domanda, Cerveteri e Ladispoli hanno storie diverse da quella di Santa Marinella. Quindi nessuno può prendere un modello e trasferirlo così com’è. Però una cosa credo valga ovunque: non basta che sia credibile il candidato Sindaco. Deve essere credibile anche la squadra che lo sostiene. Se un progetto civico è coerente, se nasce da persone riconoscibili, se mette insieme competenze e attenzione vera alla città, allora può funzionare. Ma deve essere un civismo reale, non soltanto un’etichetta.”

Da Cerveteri o Ladispoli qualcuno l’ha già chiamata per chiederle consigli?
“Direttamente no. Ma so che ci sono amici che seguono da vicino le vicende dei Comuni vicini.”
Torniamo alla sua città. Lei ha chiesto pazienza ai cittadini. Ma le emergenze non aspettano, soprattutto adesso che siamo nel pieno della stagione estiva: spiagge, vigili, servizi
“È vero, ma bisogna spiegare come funziona l’Amministrazione. Anche per assumere agenti della Polizia locale, per esempio, non basta volerlo. Santa Marinella ha una Polizia locale gravemente sottorganico, e d’estate la città esplode in termini di presenze. Ma per assumere bisogna verificare il piano delle assunzioni, vedere se è modificabile, passare in Giunta, cercare graduatorie in altri Comuni, chiedere disponibilità. Sono procedure che rendono il risultato non immediato.
Lo stesso vale per la pulizia delle spiagge. Tutti la chiedono e io voglio che venga fatta il prima possibile. Ma bisogna valutare preventivi, individuare società idonee, rispettare norme specifiche. Quest’anno, per forza di cose, viviamo molte cose in emergenza. Dall’anno prossimo dovranno essere programmate. L’anno prossimo non saremo colti impreparati.”
Un’ultima domanda sulla sua squadra. Da civico ha avuto più libertà nella scelta degli Assessori rispetto a una coalizione tradizionale?
“Una coalizione, anche quando è civica, ha sempre degli equilibri da rispettare. Sarebbe ipocrita dire il contrario. Però nel nostro caso la squadra di governo è stata costruita soprattutto sulle competenze. Chi guarda la composizione della Giunta con l’occhio della politica può certamente trovare anche un equilibrio interno alla coalizione. Ed è giusto che sia così. Perché una maggioranza deve stare insieme e deve riconoscersi nelle scelte che vengono fatte.
Ma a un certo punto il criterio delle competenze ha superato quello degli equilibri. Abbiamo guardato ai profili, ai curriculum, alla capacità delle persone di occuparsi concretamente dei settori che sarebbero state chiamate a seguire. Credo che ci siano state anche nomine che la città forse non si aspettava. Proprio perché siamo abituati a vedere le amministrazioni costruite secondo logiche più tradizionali. Invece abbiamo provato a fare una scelta diversa: tenere conto degli equilibri, certo, ma mettere al centro le competenze.
Per me questo è un altro pezzo del cambiamento che vogliamo portare. Non scegliere gli Assessori solo per appartenenza o per rappresentanza, ma per quello che possono dare alla città.”









