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Acqua Ladispoli, un gruppo di lavoro con l’opposizione per il passaggio ad Acea





Ad annunciarlo il delegato al servizio idrico Filippo Moretti

Acqua Ladispoli, un gruppo di lavoro con l’opposizione per il passaggio ad Acea –

Un gruppo di lavoro, anche con rappresentanti dell’opposizione, per verificare quale è lo stato di attuazione del trasferimento del servizio idrico cittadino ad Acea Ato2.

Ad annunciarlo è stato il consigliere delegato al servizio idrico, Filippo Moretti, dopo le varie polemiche l’intervista a Centro Mare Radio di due sabati fa.

Anche nell’ultimo intervento a Cambia il Mondo, di Fabio Bellucci, Moretti è tornato a puntare i riflettori su quella che è la situazione relativa al passaggio del servizio all’Ato.

Sentenze del consiglio di Stato, del Tar del Lazio, proposte di legge in Parlamento e tavoli tecnici in Regione alla presenza anche di consiglieri di opposizione di Ladispoli, che ora, però, almeno in alcune circostanze fanno finta di non ricordare.

Colleghi di opposizione che “nei giorni scorsi – ha detto Moretti – hanno scritto delle cose, ma sanno che sono stati partecipi di tutte le attività che abbiamo svolto”. Opposizione che, peraltro, con quegli interventi, ha violato anche un patto stipulato tra le parti: “Che non si sfruttasse politicamente questa vicenda perché non è bello”.

“Il servizio – ha proseguito Moretti – va migliorato e nel momento in cui si parla con Acea è bene che ci si presenti uniti anche perché una parte determinante la giocano i politici regionali”.

E proprio a questo proposito il delegato al servizio idrico punta i riflettori su quell’ordinanza di commissariamento che porta la firma dell’assessore regionale all’Ambiente sul quale, ora, gli unici a poter far leva, sono i consiglieri comunali di opposizione che “hanno un rapporto diretto con questo assessore”. Intervento, il loro, che potrebbe ‘salvare’ il servizio idrico dal commissariamento, soprattutto alla luce del tavolo di lavoro aperto con Acea.

Venendo poi a quanto accadrà con il passaggio ad Acea Ato2, tre gli argomenti sotto i riflettori: il personale della Flavia Acque, la potabilità dell’acqua ai Monteroni e la gestione dell’idrico al consorzio Marina di San Nicola.

Per quanto riguarda il primo punto, il delegato al servizio idrico Moretti ha tenuto a precisare che “non c’è nessun rischio per i lavoratori dell’idrico a cui abbiamo spiegato lo stato dell’arte della trattativa e non sono previsti riduzioni di personale o di stipendi”.

Più difficile invece la situazione relativa alla potabilità dell’acqua ai Monteroni. Un problema che si protrae da anni a causa della presenza, oltre i limiti consentiti dalla legge, di cloruri.

“Stiamo considerando – ha detto Moretti – delle soluzioni tecniche di miscelazione che potremmo mettere in campo se Acea accetterà la nostra proposta”, ha spiegato Moretti che però ha voluto ricordare come “l’eccesso di cloruri c’è da tantissimi anni” ma solo con l’amministrazione Grando “con la stessa composizione di prima, l’acqua non poteva essere più potabile”.

Tornando al problema della potabilità e agli interventi da poter mettere in campo, il delegato del servizio idrico, ha fatto notare come la soluzione sia di difficile attuazione, non solo per i costi ma anche per la conformazione della rete idrica nella frazione di campagna. “Monteroni – ha detto – non ha una sua rete idrica che possa essere intercettata”.

“Lungo la condotta che porta l’acqua a Ladispoli – ha proseguito – ci sono stacchi che portano acqua a gruppi di case dei Monteroni ed è difficile intercettarli tutti”.

“Tecnicamente è un problema difficile da risolvere anche investendo parecchi soldi”.

Per quanto riguarda invece il consorzio di Marina di San Nicola, che ad oggi gestisce da sè il servizio idrico della frazione, il consorzio stesso avrebbe già affidato a un esperto “una ricognizione” sulla rete idrica e “sulla base di quello che sarà indicato il servizio passerà a Ladispoli che lo cederà ad Acea Ato2”, sempre se il passaggio a Ladispoli avverrà prima della cessione del servizio ad Acea. In caso contrario il consorzio si troverà a dover trattare per conto proprio con la Spa.

Sui tempi del passaggio Moretti non si sbilancia: “Abbiamo già consegnato buona parte della documentazione che ci hanno chiesto ed è stato già eseguito un sopralluogo al depuratore. Nel frattempo vogliamo iniziare a ragionare sul contenuto della convenzione. Vogliamo garantire la qualità del servizio e la sua continuità”. Per quanto riguarda le tariffe, appare inevitabile un aumento delle bollette ma al vaglio delle parti c’è l’ipotesi “di farle crescere gradualmente”.