Città

Verso un nuovo Dpcm: coprifuoco dalle 22, smart working, didattica a distanza. Cosa potrebbe cambiare





In arrivo un nuovo Dpcm

Verso un nuovo Dpcm: coprifuoco dalle 22, smart working, didattica a distanza. Cosa potrebbe cambiare –

Arriverà non più tardi di lunedì 19 ottobre, se non già domenica, il nuovo Dpcm che di fatto andrà a superare quello varato non più di quattro giorni fa, prima che la situazione dei contagi di Coronavirus toccasse quote allarmanti come l’ultima da record di oltre 10 mila casi e l’aumento dei ricoveri nelle terapie intensive. All’alba di oggi, 17 ottobre, si è concluso il vertice a palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione che si ritroveranno in serata per il Consiglio dei ministri sulla legge di Bilancio. In mattinata il governo si riunirà con i presidenti delle Regioni e l’Anci prendendosi altre ore di riflessione prima di decidere su nuove misure restrittive.

Coronavirus, nuovo Dpcm: le novità

L’obiettivo resta quello di evitare un lockdown nazionale, come quello dello scorso marzo. Una misura che lo stesso Conte ha più volte escluso negli ultimi giorni. Ma una nuova stretta è sostanzialmente inevitabile, a cominciare dal coprifuoco che potrebbe scattare dalle 22 per tutti i locali, con l’ipotesi di una serrata drastica della movida nei weekend con un lockdown totale. Nelle regioni che hanno un indice di contagio particolarmente alto sarebbe in gioco anche la possibilità di limitare gli orari, se non imporre una chiusura temporanea, di palestre, parrucchieri, centri estetici, cinema e teatri. Giro di vite anche sullo smart working che diventa obbligatorio sia per il settore pubblico che quello privato, ma restano da definire le quote di dipendenti che dovranno lavorare da casa.

Fondamentale il passaggio sulle scuole. La linea di molte regioni è quella di ripristinare la didattica a distanza. A chiederla sono soprattutto le regioni. Il caso più chiaro è quello della Campania, con l’ordinanza del governatore Vincenzo De Luca che ha segnato uno strappo con il governo. Ma l’ex sindaco di Salerno non è solo. Anche Luca Zaia in un’intervista al Corriere della Sera ha chiesto la didattica a distanza, o almeno quella alternata, per i ragazzi più grandi.

La sintesi delle posizioni in campo dovrebbe portare a un potenziamento della didattica a distanza soprattutto per le scuole superiori e in particolare per gli studenti degli ultimi tre anni, oltre che per gli universitari. Per le scuole elementari e medie l’ipotesi è di introdurre un’alternanza dei turni, con lezioni per alcuni al mattino e per altri al pomeriggio. Per i più piccoli delle elementari, gli ingressi saranno scaglionati nel corso della mattinata dalle 8 in poi.

Articolo tratto da www.open.online