Il piccolo era stato affidato alla casa famiglia del territorio insieme al fratello residente a Cerveteri
Cerveteri: non riesce a vedere il nipote da 8 mesi, ma la responsabilità è del comune di residenza del bambino –
Non riesce più a vedere suo nipote dal vivo, grazie agli incontri protetti, da ben 8 mesi. A denunciare la situazione vissuta da un cittadino di Cerveteri è Emiliano Mellone, socialis civitas Levante.
«Posso vederlo solo in video chiamata perché hanno finito il cosiddetto progetto che mi permetteva degli incontri con cadenza bisettimanale dalle 15 alle 16». Ma ora, dal lockdown lo zio non riesce più a vedere il nipote.
La storia comincia qualche anno fa quando i due bambini vengono affidati alla casa famiglia di Ladispoli.
Lo zio è l’unico ad essere autorizzato ad incontrarli.
Poi arriva il lockdown e come in tutta Italia gli incontri protetti si trasformano in video chiamate a causa dell’emergenza sanitaria da coronavirus.
A marzo uno dei due bambini raggiunge la maggiore età ed esce dalla casa famiglia. Il più piccolo è ancora lì. Ma lo zio ancora non riesce a vederlo.
«Sono otto mesi che non lo vedo di persona ma solo in video chiamata.
E’ ora di farla finita con questo strazio». Intanto però, dall’amministrazione comunale etrusca tengono a precisare che la vicenda non è di loro competenza.
Il minore ancora ospite della casa famiglia, infatti, sarebbe residente in un altro comune della Regione Lazio.
Spetta dunque al tutore legale o ai servizi sociali del Comune di appartenenza risolvere il problema delle visite con il familiare.









