Mondopolitica

Il M5S tra avvoltoi e falchi. Il voto sulla TAV può essere il capolinea per il governo





di Francesco Maria Provenzano – Giornalista e Scrittore

Sono emersi forti dubbi sul ddl sicurezza bis da parte del Quirinale tanto che il Presidente Sergio Mattarella nel promulgare la legge votata dal Senato lunedì 5 con un voto di fiducia, probabilmente sarà accompagnata da una lettera al governo con pesanti rilievi. A questo punto è inevitabile l’intervento della Corte costituzionale.
Il 7 agosto l’esecutivo potrebbe cadere. Secondo il parlamentare europeo del PD Carlo Calenda che ha lanciato il seguente appello alle opposizioni: 

“Per non salvare il governo M5S – Lega sulla Tav bisogna lasciare che Lega e M5s vadano soli alla resa dei conti sulla mozione pentastellata”.

Cosa farà il M5S che sta vivendo una crisi dovuta al suo capo Di Maio, la cui posizione politica è sulla difensiva e non autonoma rispetto al suo alleato Salvini. A questo bisogna tener presente che ormai è bersaglio di una fronda sempre più decisa e insidiosa interna al Movimento fatta di falchi e avvoltoi. L’accusa che gli viene mossa da una parte del movimento è quella di mantenere quella sopravvivenza politica ed economica ai suoi parlamentari di rimanere sia a Montecitorio che a Palazzo Madama. Anche se alle europee ha subito una cocente sconfitta, anche se ormai è contestato e dimezzato come leader, da una parte importante del suo partito, anche se viene messo al tappeto come un pugile dall’alleato leghista, e confinato ad un angolo dallo stesso Salvini, anche se sconfitto sulla Tav per conto del suo uomo il premier Conte, Di Maio non non ha nessuna intenzione di abbandonare, ma di rimanere al suo posto ad oltranza. L’iter di domani sarà incerto e irto di ostacoli. Se domani, al Senato passerà la mozione del M5S a favore della Tav, il governo andrà sicuramente a casa”.