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Ladispoli, l’approvazione del PRG scatena le polemiche





Tra astensioni, uscite e questioni di legittimità esplode una polveriera

Ladispoli, l’approvazione del PRG scatena le polemiche

L’approvazione della variante al Piano Regolatore, avvenuta ieri in consiglio comunale a Ladispoli è destinata a lasciare il segno e a scatenare le polemiche da parte dell’opposizione, che dentro e fuori l’assise fa sentire la sua voce.

Il comitato “No Piazza Almirante”, che una volta inaugurata la piazza dovrebbe aver perso legittimità, ma che invece ha cambiato forma diventando una sorta di “comitato No Alessandro Grando” attacca parlando di “zone verdi a rischio” , di “Imbroglio”, ponendo dubbi sulla legittimità dell’approvazione, arrivata con soli 8 voti a favore.

PRG Ladispoli
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Della legittimità parla anche il consigliere comunale di Ladispoli Città Eugenio Trani, che se la prende anche col PD, reo di aver, almeno secondo lui, “aiutato” l’esito finale.

Per Trani infatti i alcuni dei 6 consiglieri comunali che si sono astenuti non avrebbero potuto partecipare alla votazione per presunti conflitti di interesse. Non solo: per Trani una parte della responsabilità riguardante l’approvazione della variante sarebbe ascrivibile al PD, che è uscito dall’aula invece che votare no come tutta l’opposizione. “chiedere al PD di votare come le altre opposizioni era forse chiedere troppo” dichiara Trani, che nel suo attacco però snocciola un dato incontrovertibile: se il PD fosse rimasto in aula e avesse votato no, numeri alla mano, la variante non sarebbe stata approvata, ma ciò non è successo.

Di Alessandro Ferri