Ladispoli

Pascucci – Garau – Ciarlantini: “Ladispoli sempre più sporca, ritardi sulla Tarip e fuga dalle responsabilità dell’amministrazione Grando”





In Consiglio Comunale passa un piano settennale che impegna oltre 41,3 milioni di euro senza chiarire l’impatto sulle tasche delle famiglie e con la rinuncia ingiustificata alla gestione pubblica in-house. Pascucci e Governo Civico denunciano: «Il servizio costerà di più ma non dicono quanto, mentre l’assessore competente scarica ogni spiegazione sulla dirigente».

Riceviamo e pubblichiamo:

LADISPOLI (RM) – Un appalto milionario blindato per sette anni, ritardi cronici sull’introduzione della tariffazione puntuale (TARIP) e la rinuncia a priori alla gestione pubblica tramite la società partecipata Flavia Servizi S.r.l., con la conseguenza di regalare oltre 6,4 milioni di euro di utili e spese generali ai privati a carico della TARI dei cittadini. È il quadro emerso durante la seduta di Consiglio Comunale del 4 novembre sulla Delibera n. 54, relativa al nuovo bando per il servizio di igiene urbana. Non solo: la maggioranza ha già annunciato che il bando non verrà espletato nel tempo previsto e che sarà comunque necessaria una proroga. Una discussione segnata da un atteggiamento politico del tutto evasivo: di fronte alle puntuali contestazioni dei Consiglieri Comunali Pascucci, Garau e Ciarlantini e da parte degli altri membri dell’opposizione, il sindaco Alessandro Grando non ha proferito parola e l’Assessore ai Lavori Pubblici, Igiene e Ambiente Marco Pierini ha evitato il confronto politico, ribadendo la qualità del lavoro tecnico svolto dagli uffici e rimandando le risposte alla dirigente.

Città mai così sporca e differenziata in calo: il confronto con Cerveteri

I dati ufficiali ISPRA certificano l’arretramento subito da Ladispoli dall’insediamento dell’Amministrazione Grando: dal 2017 la raccolta differenziata è scesa dal 72,2% al 69,8% nel 2024, a fronte di una città mai così sporca e degradata. Il confronto con la vicina Cerveteri è impietoso: con un territorio cinque volte più esteso (136 km² contro appena 26 km² di Ladispoli) e oltre 10.000 residenti nelle zone di campagna, Cerveteri nel 2024 ha toccato il 78,5% di differenziata grazie alla Tariffazione Puntuale partita già nel 2021. A Ladispoli, invece, gli obiettivi fissati dal nuovo piano prevedono di raggiungere il 76% solo nel 2030 e l’80% nel 2032: traguardi che territori limitrofi hanno superato da anni, condannando i cittadini a pagare di più a causa dell’inerzia della Giunta.

Il ritardo ingiustificato sulla TARIP

Sulla tariffa puntuale il Comune è pesantemente inadempiente rispetto agli indirizzi regionali, che ne prevedevano l’estensione prima al 2020 e poi al 2025. Introdurre la TARIP significa far pagare ogni famiglia e commerciante in base ai rifiuti effettivamente prodotti, incentivando il riciclo e riducendo drasticamente i costi di smaltimento in discarica. Aver rinviato questo passaggio grava direttamente sui bilanci familiari. Oggi i cittadini pagano una TARI più alta per colpa dell’incapacità di questa Amministrazione.

Il nuovo servizio costerà di più, ma i cittadini non sanno quanto: l’allarme TARI

La delibera approvata impegna la città per una cifra enorme — oltre 41,3 milioni di euro in 7 anni, pari a una base d’asta di circa 5,9 milioni di euro all’anno — ma lascia famiglie e commercianti completamente all’oscuro di ciò che accadrà alle loro bollette. Nel provvedimento non vi è alcuna proiezione o indicazione chiara sulla ricaduta economica per i contribuenti nei prossimi anni. L’unica certezza è che i costi complessivi del servizio aumenteranno, ma l’Amministrazione non ha detto di quanto crescerà la TARI o come verrà ripartita. Chi pagherà di più e quanto? Si approva un atto fondamentale al buio, chiedendo ai cittadini una delega in bianco sui futuri rincari delle tariffe.

La beffa di Flavia Servizi: 7,6 milioni per mezzi che resteranno ai privati

Particolarmente grave la scelta di scartare l’affidamento in-house a Flavia Servizi, liquidata frettolosamente con generici richiami alla «complessità tecnica» e agli «ingenti investimenti», senza alcuna seria analisi comparativa. I numeri smentiscono l’alibi dell’amministrazione: nel bando privato i cittadini pagheranno comunque per i mezzi e le attrezzature (790.000 €/anno per gli automezzi e 301.000 €/anno per le attrezzature, ovvero oltre 7,6 milioni in 7 anni). La differenza sostanziale è che con una gestione pubblica quei veicoli rimarrebbero nel patrimonio del Comune, mentre con l’appalto privato resteranno di proprietà della ditta vincitrice. A ciò si sommano oltre 914.000 euro all’anno tra utile d’impresa e spese generali del privato (quasi 6,4 milioni di euro in 7 anni) che escono dalle tasche dei residenti invece di essere reinvestiti nel decoro urbano o nel taglio delle tariffe. Senza contare che il piano industriale non dice niente in merito alle quote minime di veicoli elettrici o a biometano prescritte dalle direttive europee sui veicoli puliti (Clean Vehicles Directive).

L’opposizione ha votato compattamente contro

«Siamo davanti a una resa politica e gestionale», afferma Pascucci. «L’Amministrazione Grando vincola la città per sette anni a costi pesanti senza alcuna certezza sull’impatto nelle bollette dei ladispolani, rinunciando a valorizzare il patrimonio pubblico e senza alcuna visione comprensoriale. E quando in aula abbiamo chiesto conto di questi dati e del rincaro della TARI, la maggioranza ha preferito nascondersi dietro la dirigenza tecnica. Ladispoli non è mai stata così sporca e le cittadine e i cittadini meritano risposte politiche trasparenti e un servizio all’altezza delle tasse pagate dai cittadini. Per questo abbiamo votato contro convintamente».

UN NUOVO INIZIO – GOVERNO CIVICO

Alessio Pascucci, Roberto Garau, Daniela Ciarlantini

immagine di repertorio