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MOSAICO, Torre Flavia diventa un laboratorio aperto: natura, archeologia, arte e comunità per conoscere e custodire il territorio





Domenica 20 settembre prende il via il progetto interdisciplinare dedicato al Monumento Naturale: al mattino attività e laboratori sulla spiaggia nei quattro Cantieri di Ambiente, Archeologia, Arte e Comunità; nel pomeriggio, al Centro Arte e Cultura di Ladispoli, il racconto del paesaggio tra memoria, cinema e musica. Un percorso che punta a coinvolgere direttamente i cittadini nella conoscenza, nella tutela e nella valorizzazione di Torre Flavia.

MOSAICO, Torre Flavia diventa un laboratorio aperto: natura, archeologia, arte e comunità per conoscere e custodire il territorio –

di Marco Di Marzio

LADISPOLI-CERVETERI – Conoscere un territorio per imparare a riconoscerne il valore. Osservarlo, ascoltarlo e raccontarlo per sentirsi parte della sua tutela. È questa la filosofia che accompagna MOSAICO, il progetto interdisciplinare che prenderà il via domenica 20 settembre e che mette al centro il Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, uno degli ultimi ecosistemi umidi costieri del Lazio e, allo stesso tempo, luogo di storia, archeologia, memoria e identità collettiva.

Non una semplice successione di appuntamenti, dunque, ma un percorso pensato per rafforzare il rapporto tra il territorio e la cittadinanza, trasformando chi partecipa da semplice visitatore in soggetto attivo nella conoscenza e nella conservazione del patrimonio comune.

È proprio questo uno degli intendimenti centrali di MOSAICO: mettere in relazione tutela ambientale, ricerca storico-archeologica, partecipazione civica e pratiche artistiche, promuovendo una fruizione più consapevole della Riserva e contribuendo alla costruzione di una comunità capace di riconoscerne il valore e di partecipare concretamente alla sua valorizzazione.

Il nome stesso “MOSAICO” racconta questa impostazione. Come ogni tessera acquista pieno significato quando viene messa in relazione con le altre, così ambiente, archeologia, arte e comunità diventano differenti chiavi di lettura di un unico paesaggio. Scienza, storia, memoria, creatività ed esperienza personale vengono così chiamate a dialogare per costruire una conoscenza condivisa di Torre Flavia.

Il progetto è promosso da I Custodi della Palude di Torre Flavia APS, Accademia di Ecologia ed Arte RiArteCo APS e GA.CE.LA.TA. – Gruppo Archeologico Cerveteri Ladispoli Tarquinia APS, con il coordinamento del Servizio Aree Protette della Città Metropolitana di Roma Capitale e la collaborazione dei Comuni di Cerveteri e Ladispoli.

Quattro “Cantieri”, un solo percorso

La struttura del progetto ruota attorno a quattro Cantieri – Ambiente, Archeologia, Arte e Comunità – che non procederanno separatamente, ma saranno chiamati a interagire continuamente.

Nel Cantiere Ambiente l’osservazione degli ecosistemi e della biodiversità diventerà esperienza di Citizen Science; quello di Archeologia permetterà di leggere le trasformazioni storiche del territorio e le sue testimonianze; il Cantiere Arte utilizzerà fotografia, disegno, scrittura e altri linguaggi creativi per interpretare il paesaggio. Il Cantiere Comunità, infine, attraverserà l’intero progetto coinvolgendo cittadini, volontari, studenti, fotografi naturalisti, birdwatcher e frequentatori della Riserva.

Una scelta che risponde alla visione della “Riserva Sociale”: Torre Flavia non viene considerata soltanto come uno spazio naturale da proteggere, ma come un sistema vivo nel quale biodiversità, storia, archeologia, cultura e relazioni umane costituiscono un patrimonio comune. La tutela, in questa prospettiva, diventa quindi anche una responsabilità condivisa tra istituzioni, associazioni e cittadini.

Il 20 settembre: al mattino tutti sul campo

La giornata inaugurale renderà subito concreto questo approccio.

Dalle ore 9.30, al Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, i quattro Cantieri si incontreranno direttamente sul campo. Il tema sarà “Il paesaggio raccontato: natura, memoria e cinema”.

Sul fronte ambientale si partirà dalla conoscenza della fragilità della costa, dell’erosione marina, del sistema dunale e delle specie vegetali. L’archeologia accompagnerà invece i partecipanti nella lettura delle trasformazioni del territorio e delle tracce che permettono di ricostruire il rapporto tra passato e presente.

L’arte offrirà un ulteriore punto di osservazione: guardare, disegnare, fotografare e scrivere diventeranno strumenti per raccogliere le prime impressioni destinate ad alimentare il Grande Diario del Paesaggio.

Accanto a tutto questo ci sarà la comunità: cittadini, scuole, volontari, escursionisti, birdwatcher, fotografi e semplici portatori di interesse saranno chiamati non soltanto ad assistere, ma a partecipare, osservare e contribuire.

Nel pomeriggio Ladispoli racconta Torre Flavia attraverso cinema e musica

La seconda parte della giornata si sposterà, dalle ore 15.30, al Centro Arte e Cultura di Ladispoli, dove il paesaggio sarà raccontato attraverso natura, memoria, cinema e musica.

Dopo i saluti istituzionali dei sindaci di Cerveteri e Ladispoli, Elena Gubetti e Alessandro Grando, sono previsti gli interventi del naturalista Corrado Battisti e dei rappresentanti delle associazioni promotrici del progetto.

Uno dei momenti centrali sarà dedicato a “Canto di Palude”, la rapsodia musicale composta nel 1937 da Renzo Rossellini, proposta in una rara esecuzione dall’Orchestra Giovanile “Massimo Freccia” diretta dal Maestro Massimo Bacci. Cinema, musica, video e immagini diventeranno così strumenti attraverso i quali recuperare il legame storico ed emotivo con Torre Flavia.

Il progetto prevede infatti, fin dal suo avvio, l’utilizzo del cinema e della musica come porte d’ingresso alla conoscenza del territorio, attraverso il Canto di Palude e i film realizzati da Roberto Rossellini a Torre Flavia.

A seguire sono previsti gli interventi di Silvio Vitone, storico del paesaggio, Stefano Panzarasa, geologo, educatore ambientale ed ecologico, e Crescenzo Paliotta, custode della storia locale.

Da settembre a dicembre, per costruire insieme il “Grande Diario del Paesaggio”

Quella del 20 settembre rappresenterà soltanto la prima tappa di sei appuntamenti che accompagneranno MOSAICO fino a dicembre.

Il percorso affronterà progressivamente la biodiversità costiera, la Posidonia, il paesaggio delle dune, l’archeologia e la memoria del territorio, il rapporto tra arte e natura, fino alla restituzione pubblica conclusiva prevista il 5 dicembre.

A tenere insieme tutte le esperienze sarà il Grande Diario del Paesaggio, nel quale confluiranno osservazioni naturalistiche, dati, fotografie, testimonianze, mappe, elaborati artistici e riflessioni dei partecipanti. Non soltanto, quindi, il racconto di ciò che sarà stato fatto, ma un patrimonio documentale costruito collettivamente e destinato a rimanere a disposizione della comunità e del Monumento Naturale.

Ed è forse proprio qui che emerge con maggiore forza il significato di MOSAICO: non limitarsi a parlare ai cittadini di Torre Flavia, ma costruire con i cittadini un nuovo modo di conoscerla, viverla e custodirla.

Perché un paesaggio non è soltanto ciò che abbiamo davanti agli occhi. È natura, storia, memoria e presenza umana. E quando conoscenze e persone riescono a incontrarsi, ogni singola tessera può diventare parte di un patrimonio comune.