di Giovanni Zucconi
Prima l’uscita dall’aula, poi il voto favorevole sugli equilibri di bilancio. Angelo Galli, in questa intervista esclusiva, ricostruisce le ragioni delle sue scelte. Il mancato confronto nella maggioranza, il rischio di lasciare la città senza risorse per servizi e manifestazioni e una decisione che rivendica come atto di responsabilità. Esclude accordi con la Sindaca, conferma le critiche all’Amministrazione e chiede una verifica politica entro la fine dell’estate.

Questo, in sintesi, quello che leggerete nell’interessante intervista che segue.
Consigliere Galli, partiamo dalla prima seduta. E con la domanda che vorrebbero farle tutti: perché ha scelto di uscire dall’aula al momento del voto sugli equilibri di bilancio?
“Con quell’uscita ho voluto esprimere un profondo dissenso sull’atto e sul metodo seguito. Non condividevo la scelta di mettere insieme gli equilibri e la variazione di bilancio. Amministrativamente non si trattava di un voto di fiducia, ma politicamente l’ho vissuto in questo modo: o approvi tutto il pacchetto oppure si apre una crisi. Era un’impostazione che non condividevo e ho voluto manifestare chiaramente il mio dissenso uscendo dall’aula.”
Quali aspetti della manovra avrebbe voluto discutere e perché contesta il metodo seguito dall’Amministrazione?
“Avrei voluto discutere nel merito alcune variazioni e valutare una diversa distribuzione delle risorse, destinandone di più, per esempio, allo sport e ad altre situazioni particolari. Invece è stato inserito tutto nello stesso pacchetto: Sagra dell’Uva, servizi sociali, scuole, Estate Caerite, Etruria Eco Festival e altri interventi necessari. Il problema, quindi, non riguarda soltanto le singole scelte, ma anche il metodo. Questa Amministrazione si riduce troppo spesso all’ultimo momento, lasciando poco spazio al confronto e alla possibilità di modificare gli atti. Manifestazioni ricorrenti come la Sagra dell’Uva, così come servizi prevedibili e indispensabili, dovrebbero essere programmati per tempo e portati in Consiglio anche attraverso provvedimenti distinti. Arrivare a ridosso delle scadenze trasforma invece il voto in una scelta obbligata: o si approva l’intero pacchetto oppure si apre una crisi. Non è la prima volta che contesto con forza questo modo di procedere.”
Prima di arrivare al voto non dovrebbe esserci un confronto all’interno della maggioranza, dando anche ai Consiglieri la possibilità di incidere sulle scelte e sulla distribuzione delle risorse? O per lo meno per condividere una strategia. Che cosa non ha funzionato in questo caso?
“È proprio uno dei punti che contesto. È mancato un confronto vero all’interno della maggioranza e non abbiamo avuto la possibilità di discutere come distribuire le risorse o dove spostarle. Una maggioranza dovrebbe trovare un equilibrio prima di portare un provvedimento in Consiglio, non cercarlo all’ultimo momento, sotto la pressione del voto. Su quell’atto questo equilibrio non c’era. Se alla fine è stato approvato, non è stato perché si fosse ritrovata una condivisione politica, ma per quella che considero una scelta di estrema responsabilità, compiuta esclusivamente nell’interesse della città.”

Perché, nella seconda seduta, ha deciso di votare a favore nonostante continuasse a essere contrario al provvedimento? Che cosa sarebbe accaduto con una nuova bocciatura?
“Quando il provvedimento fu bocciato nella prima seduta, mi aspettavo che la Sindaca prendesse atto di non avere più la propria maggioranza e presentasse le dimissioni. Se lo avesse fatto in quel momento, ci sarebbe stato il tempo necessario per l’arrivo del Commissario. Che avrebbe potuto sostituirsi agli organi politici e approvare gli interventi essenziali.
La Sindaca, però, non si è dimessa e non avevo alcuna garanzia che lo avrebbe fatto. A quel punto la situazione era completamente diversa. Se anche nella seconda seduta il provvedimento fosse stato bocciato, il Commissario sarebbe arrivato soltanto dopo alcune settimane. Quindi troppo tardi per intervenire durante il mese di agosto.
Nel frattempo, sarebbero rimasti senza risorse i servizi sociali, le scuole e altre attività necessarie. Inoltre, cosa altrettanto grave, non si sarebbero potute svolgere le manifestazioni già programmate, come l’Estate Caerite e la Sagra dell’Uva. Il mio giudizio sull’atto e sul metodo dell’Amministrazione non era cambiato. Ma erano diventate molto concrete, praticamente inevitabili, le conseguenze che un nuovo voto negativo avrebbe avuto sulla città. Per questo, pur mantenendo tutte le mie critiche, ho scelto di votare a favore.”
Per lei quindi si è trattata di una scelta obbligata?
“Mi sono trovato tra due fuochi. Da una parte, una nuova bocciatura avrebbe fatto naufragare l’Amministrazione. Dall’altra, però, avrebbe lasciato la città senza le risorse necessarie per finanziare servizi essenziali e manifestazioni già programmate. L’opposizione voleva bocciare il provvedimento, ma non mi ha indicato una soluzione alternativa che consentisse di tutelare quei servizi. Ero anche pronto a votare l’emendamento presentato dall’opposizione, ma è stato ritirato perché era sbagliato.
A quel punto ho dovuto valutare le conseguenze concrete del voto. Non potevo assumermi la responsabilità di impedire lo svolgimento della Sagra dell’Uva o di lasciare senza risorse i servizi necessari. Il mio voto favorevole non è nato da un accordo politico e non cancella le critiche all’Amministrazione. È stata una scelta di merito, e di responsabilità nei confronti della città.”
Lei ha citato la Sagra dell’Uva tra le iniziative che sarebbero state compromesse da una nuova bocciatura. Che cosa contesta nella sua programmazione?
“La Sagra dell’Uva è per Cerveteri ciò che il Palio rappresenta per Siena: fa parte della storia e dell’identità della città. Proprio perché si tratta di un appuntamento che si svolge ogni anno, non è comprensibile che si arrivi sempre all’ultimo momento. Dovrebbe essere programmata con largo anticipo e finanziata attraverso un provvedimento distinto. In questo modo il Consiglio potrebbe discutere e votare consapevolmente, senza essere costretto ad approvare un unico pacchetto nel quale vengono inseriti la Sagra, i servizi sociali, le scuole, l’Estate Caerite e altri interventi necessari.”

Al di là delle valutazioni politiche, come ha vissuto questa vicenda? Ha detto di essersi sentito molto solo.
“Mi sono sentito molto solo perché non ho trovato una sponda da nessuna delle due parti. L’opposizione mi ha chiuso le porte e puntava alla bocciatura del provvedimento, senza offrirmi una soluzione alternativa. Dalla maggioranza, invece, mi veniva detto sostanzialmente che il pacchetto era quello e doveva essere approvato nella sua interezza. Io avrei voluto un confronto vero e la possibilità di modificare alcune scelte, ma questo spazio non c’è stato. Alla fine, ho chiuso gli occhi e sono andato avanti, non perché fossi diventato favorevole all’atto, ma perché non volevo che fosse la città a pagare il prezzo dello scontro politico.”
Tra la prima e la seconda votazione ha raggiunto qualche accordo con la Sindaca o con la maggioranza?
“No, non ho fatto alcun accordo. Mantengo una posizione enormemente critica verso questa Amministrazione. Il voto favorevole non cancella le mie contestazioni, e non significa che consideri positiva l’azione amministrativa. Ho votato quell’atto esclusivamente per la città e per evitare che si bloccassero servizi e iniziative necessarie.”
Dopo il voto favorevole, quale sarà la sua posizione in Consiglio? Resterà nella maggioranza, pur mantenendo le sue critiche, oppure valuterà il passaggio all’opposizione?
“La strada è ancora lunga e oggi non so quale sarà l’evoluzione politica. L’opposizione, durante il Consiglio comunale, mi ha chiuso le porte e quindi, al momento, non la considero un’alternativa. Questo, però, non significa che abbia raggiunto un accordo con l’Amministrazione. La mia posizione resta fortemente critica. Ma sono una persona caparbia e continuerò a lavorare per Cerveteri, cercando di indirizzare l’Amministrazione verso alcune scelte concrete. Tra le priorità c’è la sistemazione della caserma della Polizia locale.
La crisi interna alla maggioranza potrebbe sfociare in una mozione di sfiducia contro la sindaca? Ritiene che oggi ci siano le condizioni per approvarla?
“Una mozione di sfiducia non si presenta soltanto per dare un segnale politico: ha senso farlo quando si hanno i numeri necessari per approvarla. Presentarla senza la certezza del risultato, per poi vederla respinta, rischierebbe di produrre l’effetto opposto e di rafforzare la maggioranza, come è già accaduto in passato. Il vero problema di questa Amministrazione, comunque, non è rappresentato dall’opposizione o da una possibile mozione di sfiducia. È l’Amministrazione stessa che, a mio giudizio, sta implodendo a causa di scelte completamente sbagliate. Non so ancora quali conseguenze avrà questa crisi né che cosa accadrà nei prossimi mesi.”
Quale passaggio politico dovrebbe compiere adesso la Sindaca per verificare se questa maggioranza è ancora in grado di governare?
“Subito dopo Ferragosto la sindaca dovrebbe convocare la maggioranza e aprire un confronto politico vero, per capire se sia ancora possibile ritrovare un equilibrio. Questa verifica dovrebbe avvenire entro la fine dell’estate, perché non si può continuare a rinviarla. Se dal confronto emergesse che non esistono più le condizioni per ricomporre la maggioranza, la sindaca dovrebbe prenderne atto e dirlo con chiarezza alla città. Occorre capire se questa Amministrazione dispone ancora dei numeri e della coesione necessari per andare avanti.”
Angelo Galli che cosa farà in preparazione delle prossime elezioni?
“È ancora troppo presto per parlarne. Non sono ancora libero di pensare a quello che potrà accadere alle elezioni del prossimo anno e non ho fatto alcuna scelta personale. Prima bisogna capire che cosa accadrà all’attuale maggioranza e quali proposte politiche nasceranno. Oggi il mio impegno rimane quello di lavorare sui problemi concreti di Cerveteri.”









