Riceviamo e pubblichiamo:
Ieri sera abbiamo lasciato l’aula in segno di protesta perché, ancora una volta, la maggioranza ha deciso di rinviare il Consiglio comunale dedicato a mozioni e interrogazioni, evitando il confronto sui problemi reali della città. Da quattro anni questa maggioranza mortifica il ruolo delle opposizioni, comprimendo gli spazi di confronto e imponendo un modo di intendere la democrazia consiliare che riteniamo inaccettabile.
L’ultimo Consiglio dedicato agli atti delle opposizioni si è svolto il 16 giugno. Il prossimo, dopo la decisione assunta nella Conferenza dei Capigruppo, si terrà indicativamente a metà settembre: quasi tre mesi dopo, nonostante l’impegno assunto fosse quello di convocare una seduta al mese. Avete letto bene: tre mesi senza discutere mozioni e interrogazioni delle opposizioni.
Nel frattempo restano senza risposta le interrogazioni e le mozioni che abbiamo già depositato, insieme a quelle che stavamo predisponendo, su problemi che ogni giorno colpiscono tantissimi cittadini: traffico, degrado urbano, emergenza idrica, blackout elettrici, disservizi della rete internet, inquinamento acustico, sicurezza e tante altre criticità che stanno rendendo questa una delle estati più difficili che Ladispoli ricordi.
Ieri sera, attraverso alcune domande di attualità, abbiamo comunque cercato di ottenere risposte dalla maggioranza. Ma non è la stessa cosa. Un Consiglio comunale dedicato a mozioni e interrogazioni serve proprio a questo: discutere in maniera approfondita i problemi della città e chiedere conto all’amministrazione del proprio operato.
In questo video vi spieghiamo le ragioni della nostra protesta. Perché il confronto democratico non è una concessione della maggioranza, ma un diritto delle opposizioni e, soprattutto, dei cittadini, che hanno il diritto di conoscere le risposte di chi governa. Si può rinviare un Consiglio comunale, ma non si possono rinviare i problemi di Ladispoli.
Silvia Marongiu
Angelo Antonio Catone
Gianfranco Marcucci
Martina Paoli
Daniela Ciarlantini
Roberto Garau
Alessio Pascucci









