Si è conclusa a Santa Marinella la decima edizione del Concorso d’Eleganza inserito nel calendario nazionale ASI. Quattro giorni tra Roma e il litorale romano con protagoniste oltre le automobili: storia, stile, cultura e solidarietà
SANTA MARINELLA – È stata la Fiat 522 Royale del 1932 di Gaspare Piobico a conquistare il Best of Show del X Trofeo “La Dolce Vita – Tributo a Tazio Nuvolari”, conclusosi a Santa Marinella dopo quattro giornate dedicate al motorismo storico.
La manifestazione, svoltasi dal 10 al 13 settembre 2026, è stata inserita dall’Automotoclub Storico Italiano (ASI) tra i Concorsi di Eleganza del calendario nazionale. L’edizione di quest’anno, intitolata “Roma Urbs Aeterna”, ha coinvolto Roma e Santa Marinella, portando le vetture storiche in alcuni dei luoghi più rappresentativi della Capitale prima di trasferire sul litorale il cuore della manifestazione.
Il momento centrale è stato il Concorso d’Eleganza, nel quale automobili ed equipaggi sono stati valutati non soltanto per rarità e valore, ma anche per conservazione, qualità del restauro, originalità, storia e capacità di rappresentare lo stile dell’epoca.
La Fiat 522 Royale protagonista dell’edizione
La Fiat 522 Royale del 1932 di Gaspare Piobico ha conquistato il massimo riconoscimento della manifestazione, ottenendo anche il premio Dress Code a tema. Un doppio successo che ha valorizzato non solo le caratteristiche della vettura, ma anche la capacità dell’equipaggio di costruire una rappresentazione coerente dell’epoca.
Tra le protagoniste della categoria anteguerra si è distinta la Delahaye 135 MS del 1939 di Christian Beringher, vincitrice dei premi Long Road ed Eleganza senza tempo. Alla Fiat 1500 del 1937 di Luigi Giannini è andato invece il riconoscimento Esemplare Unico, mentre la Fiat 500 Jolly Ghia del 1958 di Stefano Silvestri è stata premiata come automobile “Simbolo del jet set che ha trasformato la semplicità in lusso”.
Ferrari e Porsche tra le protagoniste
Ampio spazio anche alle sportive e alle granturismo. Il premio Sport è stato assegnato alla Ferrari California del 2014 di Silvano Carboni, mentre la Ferrari Testarossa del 1990 di Pierluigi Gandini ha ricevuto il riconoscimento del II Memorial Enzo D’Emilio. La Ferrari 330 del 1964 di Stefano Alberti ha conquistato la Coppa del Presidente.
Importanti anche i riconoscimenti per Porsche: il premio Miglior Restauro è andato alla Porsche 911 2.2 T del 1971 di Alessandro Ricci, il Trofeo Rotary alla Porsche 997 S del 2004 di Nino Pironti e il Trofeo AVIS alla Porsche 964 Turbo del 1992 di Damiano Fianco.
Il dress code racconta le epoche
Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra automobile, moda e costume. Per gli anni ’40/’50 il premio Dress Code è stato assegnato alla Fiat 1200 TV del 1958 di Armando Grassetti, mentre per gli anni ’60/’70 sono stati premiati Sergio Arienzo con Sunbeam Alpine e Roberto Zenobi con Volkswagen Samba.
Il premio Tradizione Italiana è andato alla Alfa Romeo Giulietta Sprint del 1961 di Pierfrancesco Frerè, mentre la Fiat 850 TC Nürburgring del 1963 di Timido Pompili ha conquistato il riconoscimento “Capolavori sotto il cofano”.
Solidarietà e dialogo tra passato e presente
Non è mancata la componente solidale, con il premio della Fondazione Dispensario Pediatrico Santa Marta Vaticano assegnato alla Mercedes 280 SL del 1969 di Fabrizio Chiné. La manifestazione ha confermato così la propria attenzione al rapporto tra motorismo storico e iniziative a favore dell’infanzia, già al centro delle precedenti edizioni.
Tra i riconoscimenti speciali anche quello assegnato alla Aston Martin Vantage del 2024 di Matteo Leporatti, a conferma della volontà di mettere in dialogo automobili appartenenti a epoche e generazioni tecnologiche differenti.
Il X Trofeo “La Dolce Vita – Tributo a Tazio Nuvolari” si chiude quindi con un palmarès che riunisce alcuni dei marchi più importanti della storia dell’automobile, da Fiat a Ferrari, Alfa Romeo, Maserati, Jaguar, Mercedes, Triumph, MG, Porsche, Aston Martin e Delahaye.
Un appuntamento che, nel nome di Tazio Nuvolari, ha riportato a Santa Marinella la passione per il motorismo storico, trasformando le automobili in testimoni di un patrimonio fatto di design, tecnica, costume, memoria e cultura.









