Civitavecchia, installata una boa oceanografica per monitorare la qualità del mare

Una nuova boa oceanografica è stata installata al largo dell’imboccatura sud del porto di Civitavecchia. La piattaforma rientra nel progetto MARECIV, avviato all’inizio del 2025 dall’Osservatorio Ambientale, in collaborazione con il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e l’Università degli Studi della Tuscia, con il supporto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale.
La boa consentirà di monitorare in maniera continua la qualità delle acque nell’area interessata dalle lavorazioni portuali. Rilevando i principali parametri chimici, fisici e biologici della colonna d’acqua. I dati raccolti serviranno a valutare gli effetti delle attività umane e dei cambiamenti climatici sull’ecosistema marino della costa di Civitavecchia. Permetteranno inoltre di analizzare gli eventuali impatti legati alla realizzazione e al futuro esercizio delle opere portuali.
La piattaforma è stata collocata in un punto ritenuto strategico dello specchio acqueo antistante il porto. Le informazioni acquisite consentiranno anche di verificare l’attendibilità dei modelli matematici previsionali e di ampliare la conoscenza dello stato ambientale del litorale. In futuro la boa potrà essere spostata in altri tratti della costa, secondo le diverse esigenze di monitoraggio, diventando uno strumento a disposizione dell’intero comprensorio.

“Come Osservatorio Ambientale, oltre al monitoraggio della qualità dell’aria che portiamo avanti da tempo, abbiamo fortemente voluto avviare anche un sistema di monitoraggio delle acque”, ha spiegato il presidente Mauro Mocci. Il monitoraggio partirà da un’area particolarmente sensibile di Civitavecchia. Ma la piattaforma potrà essere successivamente riposizionata lungo il litorale, da Santa Marinella a Tarquinia, coinvolgendo i Comuni che aderiscono al Consorzio.
I valori rilevati, una volta validati, saranno messi a disposizione dei sindaci e delle istituzioni competenti. L’obiettivo è fornire indicazioni puntuali e permettere eventuali interventi nel caso in cui dovessero emergere delle criticità. La boa misurerà, tra gli altri parametri, temperatura, salinità, ossigeno disciolto, pH, clorofilla e torbidità. Rileverà inoltre la direzione e la velocità delle correnti marine.
Particolare attenzione sarà dedicata alla presenza di sostanza organica disciolta, un parametro che, insieme alla torbidità, può permettere di individuare tempestivamente apporti provenienti dai corsi d’acqua e dal territorio circostante, oltre a possibili fenomeni di contaminazione microbiologica. Nelle prossime settimane la strumentazione sarà sottoposta alle operazioni di taratura, calibrazione e controllo della qualità. Successivamente, una volta validati, i dati saranno pubblicati sull’applicazione Mare Nostrum.

Le informazioni raccolte saranno utilizzate anche nell’ambito del progetto sviluppato con l’Università della Tuscia per la validazione di modelli tridimensionali capaci di simulare la dispersione degli inquinanti e di elaborare previsioni sulla qualità delle acque di balneazione.
“La boa ci consentirà di acquisire dati in continuo in un’area soggetta a molteplici pressioni, sia di origine antropica sia legate ai cambiamenti climatici”, ha sottolineato Viviana Piermattei, oceanografa del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, che ha seguito anche le operazioni di installazione. La vicinanza al cantiere di ampliamento del porto permetterà inoltre di controllare gli aspetti ambientali legati alle lavorazioni in corso. La piattaforma diventerà così un punto di osservazione permanente, utile a conoscere in maniera continua lo stato di salute del mare di Civitavecchia.









