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Ladispoli, Crescenzo Paliotta ricorda l’annuncio della nascita della città fatto da Gabriele D’Annunzio





Il 22 maggio 1888 il giovane giornalista della “Tribuna” raccontò ai romani la nascita della futura Ladispoli: “E così sarà chiamata”

Ladispoli, Crescenzo Paliotta ricorda l’annuncio della nascita della città fatto da Gabriele D’Annunzio –

Il 22 maggio 1888 fu un giovane Gabriele D’Annunzio, molto prima di diventare il “Vate” della letteratura italiana, ad annunciare ai romani la nascita di una nuova città sul litorale a nord della Capitale. Quella città avrebbe preso il nome di Ladispoli.

L’episodio viene ricordato dall’ex sindaco Crescenzo Paliotta nel libro Ladispoli, immagini e racconti, che ripercorre una delle pagine più suggestive della storia cittadina: il momento in cui la futura Ladispoli entrò nell’immaginario collettivo attraverso la penna di uno dei più celebri protagonisti della cultura italiana.

Nel 1888 D’Annunzio lavorava come cronista per il quotidiano romano “La Tribuna”. Frequentava l’ambiente aristocratico capitolino ed era molto vicino alla famiglia Odescalchi, proprietaria del Castello di Palo e delle vaste tenute del territorio. Fu proprio il giornale a incaricarlo di raccontare ciò che stava nascendo tra il Vaccina e il Sanguinara, in una zona ancora segnata dalla malaria e dall’abbandono.

Nel celebre articolo pubblicato il 22 maggio, D’Annunzio descrive il viaggio in treno da Roma Trastevere fino a Palo. Dopo aver attraversato campagne deserte e brulle, il tono del racconto cambia davanti al paesaggio di Palo, alle terre degli Odescalchi e soprattutto al progetto urbanistico promosso dal principe Ladislao Odescalchi insieme all’ingegnere Cantoni.

Con il suo stile enfatico e visionario, il giovane giornalista racconta la nascita di una città moderna dove fino a poco tempo prima “la febbre mieteva a centinaia le vite umane”. Ed è proprio in quelle righe che compare per la prima volta il nome destinato a entrare nella storia:

“L’ingegnere Cantoni, al quale è affidata la costruzione delle nuove case e delle nuove strade, vuole che la città si chiami Ladispoli, dal nome del suo fondatore. E così sarà chiamata”.

Più che una semplice cronaca, quello di D’Annunzio fu un autentico manifesto pubblicitario ante litteram. Come sottolinea Paliotta, nella realtà la “novella Alsio” era ancora poco più di un cantiere e molte costruzioni non erano terminate. Ma quell’articolo riuscì a trasformare il progetto in un sogno collettivo, accendendo la curiosità dei romani verso “la nuova città che sorge in riva al nostro mare”.

È questo il valore storico e simbolico ricordato da Paliotta: prima ancora delle case e delle strade, fu la parola scritta a dare identità alla città. E a farlo fu proprio Gabriele D’Annunzio, destinato pochi anni dopo a diventare una delle figure più influenti della cultura italiana.

Paliotta ricorda infine come, qualche anno più tardi, sarebbe stato Trilussa, con la sua ironia pungente, a ridimensionare i toni grandiosi del poeta abruzzese. Ma quell’articolo del 22 maggio 1888 resta ancora oggi il primo vero annuncio ufficiale della nascita di Ladispoli.