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Tartarughe azzannatrici: i due esemplari di Torre Flavia in una struttura di Latina





Oggi i due esemplari sono ricoverati presso il Centro di recupero di animali selvatici

Due esemplari di Tartaruga azzannatrice del Nordamerica sono stati nelle settimane scorse individuate e recuperate presso la palude di Torre Flavia a Ladispoli, zona acquitrinosa, ideale per questi animali.

Attualmente si trovano presso il Centro di recupero di animali selvatici di Latina.

Non sono le sole: con loro sono attualmente presenti altre cinquanta della stessa specie, quasi tutte provenienti proprio dal Lazio, perché l’ambiente è favorevole alla loro riproduzione.

È il problema dell’importazione di animali esotici che poi vengono dispersi nell’ambiente: in alcuni casi sopravvivono, si riproducono, ma danneggiano l’ambiente naturale in cui vengono introdotti, dopo essere stati importati a scopo di mero intrattenimento e per sfoggiarne la proprietà.

Le tartarughe azzannatrici sono aggressive e pericolose.

Attaccano repentinamente e la loro forza al morso è tale da poter amputare facilmente le dita di una mano. Il raggruppamento dei Carabinieri per la tutela della biodiversità avverte di non tentare di toccarle a mani nude se ritrovate.

Riconoscerle non è difficile: la loro coda è caratteristica, simile a quella di un coccodrillo, e anche la loro testa è decisamente diversa da quella delle comuni testuggini locali, oltre alle dimensioni più grandi.

La Chelydra serpentina, questo il nome tassonomico, è originaria del Nord America: sono animali d’acqua dolce ed esemplari in libertà sono recuperati in Italia da molti anni. Nel Lazio ne sono stati raccolti alcuni anche dal peso di 20 kg: in natura la Chelydra non raggiunge simili dimensioni, ma risulta che in cattività possa superare addirittura i 30 kg.

In Italia, vista la sua pericolosità, ne è vitata l’importazione e la detenzione, ma questo non ha affatto impedito negli anni la sua presenza nel nostro territorio. Non è considerata una specie a rischio.

Qualora se ne individuano degli esemplari è necessario chiamare le Forze dell’Ordine.