CerveteriEvidenzaLadispoli

Sfuma la rotatoria tra Settevene Palo e A12: niente fondi, resta l’incrocio a rischio





Gli automobilisti che ogni giorno attraversano l’incrocio tra la Settevene Palo e l’ingresso dell’A12 dovranno continuare a fare i conti con una situazione critica. La rotatoria prevista per mettere in sicurezza uno dei nodi più pericolosi della viabilità locale non verrà realizzata.

A comunicarlo è stata la sindaca di Cerveteri, Elena Gubetti, che ha confermato la cancellazione dell’opera in seguito al definanziamento stabilito dal decreto Milleproroghe. “Autostrade aveva predisposto un progetto – ha spiegato – ma con il Milleproroghe i fondi sono stati ritirati”.

Una decisione che, secondo l’amministrazione, rappresenta un duro colpo per il territorio, da anni alle prese con un incrocio teatro di numerosi incidenti, alcuni anche gravi.

Sfuma la rotatoria tra Settevene Palo e A12: niente fondi, resta l’incrocio a rischio
Sfuma la rotatoria tra Settevene Palo e A12 – Elena Gubetti

La richiesta di un intervento risolutivo era tornata con forza nel 2022, dopo l’ennesimo sinistro nei pressi dell’uscita Cerveteri-Ladispoli. In quell’occasione, il cittadino Stefano Rinaldi aveva promosso una petizione online per denunciare la pericolosità del tratto che collega l’Aurelia a Cerveteri e chiedere la realizzazione di una rotatoria capace di regolare il traffico e ridurre la velocità dei veicoli.

L’iniziativa aveva raccolto numerose adesioni e, nel 2023, sembrava aver portato a un risultato concreto: il Comune aveva annunciato l’avvio dei lavori entro l’inizio del 2024, alimentando le speranze dei residenti.

Tuttavia, già nel 2025 erano emerse le prime difficoltà. La stessa sindaca aveva evidenziato la mancanza di circa un milione di euro necessari per completare l’intervento, rinviando così l’apertura del cantiere.

Ora, con il definanziamento ufficiale, il progetto appare definitivamente accantonato. “Abbiamo bisogno di questa infrastruttura, e ne abbiamo bisogno con urgenza”, ha ribadito Gubetti.

Parole che oggi suonano come un’amara constatazione: mentre i fondi sfumano, resta un incrocio pericoloso e una promessa che, ancora una volta, non si è trasformata in realtà.