Il gruppo spontaneo di cittadini torna sull’argomento: “Sono tante le valutazioni da fare perché non è interesse di nessuno ritrovarsi con una cambiale in bianco , ma nemmeno trincerarsi nell’immobilismo dei cittadini che abbiamo vissuto fino ad oggi”
“Consorzio Cerenova, facciamo chiarezza” –
“Continuare a lamentarsi sui social equivale a incrociare le braccia e i risultati, pochini, sono sotto gli occhi di tutti”.
Il comitato di cittadini spontaneo che ha proposto la costituzione del Consorzio Cerenova cerca di fare chiarezza sull’argomento.
“Certo, il Comune dovrebbe provvedere da solo per i servizi di irrigazione e manutenzione del verde visto che già paghiamo profumatamente per farlo, e sono quei servizi che migliorano la qualità della vita.
Ma, nel concreto, il comune lo fa con un livello sufficiente di soddisfazione degli abitanti?
Chi può rispondere si?
Proviamo a guardare oltre, quali alternative sono possibili?
Continuare a lamentarsi sui social equivale ad incrociare le braccia, ed i risultati, pochini converrete, sono sotto agli occhi di tutti.
Allo stesso modo, collezionare numeri di protocollo per proposte che il Comune registra ma non mette in pratica appare uno spreco inutile di risorse.
E non dimentichiamo che ogni giunta comunale in fondo si gioca la propria sopravvivenza quando agisce.
Non è un processo alle intenzioni, ma una semplice constatazione di chi guarda da fuori puntando soltanto al risultato finale, alla soluzione di un problema”.
Il comitato cerca di analizzare anche l’esperienza negativa avuta nel passato con il Consorzio.
Pessima gestione economica, mancanza di controlli sui controllori.
Ma allo stesso tempo “la partenza di tutto il sistema – spiegano – era stata molto efficace e la qualità iniziale di quel carrozzone rendeva Cerenova una delle località più interessanti del litorale nord negli anni 70”.
Località che, ricordano dal consorzio, era citata “come esempio raro in tutta Italia e certamente unico per il Lazio” nell’ottica di “pianificazione urbanistica razionale” e con “una qualità di vita invidiabile”.
Protagonista di quel tipo di Consorzio era “il verde, esteticamente affascinante anche per la scelta del colore unico bianco per le abitazioni, frequentata dal turismo straniero, studiata da geometri, architetti ed ingegneri come un’autentica NewTown”.
Un argomento, quello del Consorzio, tornato alla ribalta di recente e che ha scatenato anche diverse reazioni da parte dei cittadini.
Tra i pro e i contrari.
Dal canto loro i promotori di questo tipo di iniziativa puntano i riflettori sulle attuali condizioni della frazione.
Dal comitato spontaneo tengono a chiarire anche che “non è stata fatta alcuna richiesta di dati sensibili che saranno invece raccolti secondo le forme previste dalla legge se e quando si passerà a una fase successiva”.
“Se qualcuno ha capito diversamente allora non è certo un eventuale Consorzio il problema più grande, anche perché potrebbe avere una forma giuridica differente in base al tipo di accordo che si riuscirà a raggiungere”.
“L’obiettivo finale è chiaro, ma ci sono diversi modi per raggiungerlo.
Come abbiamo risposto a tutte le persone che ci hanno contattato per richiedere informazioni (per inciso nessuno tra quelli che hanno cavalcato la fattibilità di un Consorzio sui media alla ricerca di non si capisce cosa), sono tante le valutazioni da fare perché non è interesse di nessuno ritrovarsi con una cambiale in bianco, ma nemmeno trincerarsi nell’immobilismo dei cittadini che abbiamo vissuto fino ad oggi”.









