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8 marzo, donne a partita Iva guadagnano il 18,3% in meno degli uomini’





E’ quanto fotografato da un’indagine sul gender pay gap della tech company Fiscozen

8 marzo, donne a partita Iva guadagnano il 18,3% in meno degli uomini’ –

Gli uomini in partita iva guadagnano mediamente il 18,3% in più delle donne, cioè 3.343 euro l’anno. Un gap che si presenta già dai primi passi nel mondo del lavoro autonomo e cresce con l’età: tra i 18 e i 24 anni, infatti, è del 7,4%, cresce poi al 20,6% tra i 25 e i 35 anni, periodo durante il quale molte donne diventano madri, e arriva al 28,5% tra i 55 e i 65 anni. In quest’ultima fascia, gli uomini guadagnano in media 5.886 euro in più. Guida la classifica della disparità retributiva il settore manifatturiero, ci si avvicina invece alla parità nel mondo dell’istruzione, mentre i servizi di alloggio e ristorazione vedono le donne guadagnare il 26,2% in più dei colleghi. E’ quanto fotografato da un’indagine sul gender pay gap della tech company Fiscozen, prendendo in esame i dati aggregati di oltre 30.000 partite iva attive nel 2024.

Analizzando le attività, suddivise per codice Ateco, la disparità più ampia è nel settore manifatturiero, con un considerevole gap del 91,4% (27.939 euro degli uomini contro i 14.643 delle donne), seguito da un più moderato divario del 27,3% nel mondo dell’informazione e della comunicazione (31.937 euro degli uomini contro i 25.080 delle donne) e dal 26,5% della categoria altri servizi, che comprende una vasta gamma di figure professionali eterogenee tra cui, ad esempio: stylist, caregiver, pedagogisti, massaggiatori, personal trainer, oss, cuochi a domicilio, sommelier e persino gamer di e-sport.