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Incidente tra un aereo regionale e un elicottero militare sul fiume Potomac di Washington





Uno scontro tra l’elicottero Blackhawk con a bordo tre soldati che stavano facendo un addestramento e un jet Crj-700 per conto di American Airlines con 60 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio, è avvenuto la scorsa notte sui cieli di Washington.

Il volo del jet era diretto all’aereoporto Ronald Regan, proprio vicino alla capitale a pochi chilometri dalla Casa Bianca , dal Campidoglio e dal Pentagono, al momento solo quattro delle 64 persone sono state tratte in salvo, si teme il peggio per le enormi difficoltà nelle operazioni di salvataggio. Impiegati circa 300 soccorritori nella ricerca dei dispersi e nel recupero dei corpi nel Potomac: “E’ un’operazione altamente complessa, con condizioni estreme”, ha spiegato Donnelly in una conferenza stampa all’aeroporto Reagan

I mezzi per le operazioni di salvataggio sono tanti oltre il personale sommozzatori, imbarcazioni, elicotteri, ma l’acqua del fiume è torbida e gelida come riporta un dirigente che coordina i lavori.

Al momento l’aeroporto Reagan rimarrà chiuso almeno fino alle ore 11 locali (le ore 17 italiane) di giovedì, sull’incidente indaga la National Transportation Safety Board (Ntsb), una agenzia investigativa indipendente del governo americano responsabile delle indagini sugli incidenti dei trasporti civili, ma se ne occuperanno anche investigatori militari, essendo rimasto coinvolto un elicottero dell’esercito, esclusa la pista del terrorismo.

Informato anche il neo Presidente Trump che riferendosi ai passeggeri, ha detto pessimisticamente, “possa Dio benedire le loro anime”, prima di definire evitabile l’incidente.

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