Intervista alla coppia che crea contenuti video con oltre 23 milioni di visualizzazioni
di Giovanni Zucconi
I video dei Casa Abis sono come le ciliegie. Visto il primo non riesci a smettere di vederli. Sarà che ogni video riesce a strapparti un sorriso. Sarà per l’eccezionale bravura dei due attori, o per la perfetta fattura del loro prodotto, che fa trasparire una cura maniacale dei particolari. Qualunque cosa sia, credetemi, creano dipendenza.
Devo ammettere che fino a qualche settimana fa, neanche avevo sentito parlare di loro. Ma perché sono un “boomer”, come si dice adesso per non dire “anziano”. E non ho quindi un accesso a TikTok. Dove Stella Falchi e Gabriele Abis, hanno un numero enorme di followers per i loro video. Se contiamo tutti i canali social, hanno raggiunto in pochi anni quasi un milione di iscritti. Tantissimi. In questi canali, possiamo trovare dei loro video che hanno registrato anche 23 milioni di visualizzazione. Un successo a livello nazionale di enorme portata.
Stella e Gabriele sono attori, comici e creatori di contenuti per i canali social. E non sono degli artisti improvvisati, che si sono cimentati nel nuovo mondo della comunicazione su Internet. Hanno fatto prima molta gavetta, formandosi come attori teatrali. Gabriele è anche diplomato all’Accademia di Arte Drammatica “Sergio D’Amico”. Stella ha anche studiato presso l’Accademia Nazionale di Danza.
E questa formazione si vede. I loro video sono impeccabili da ogni punto di vista. Oltre che molto divertenti. Talmente perfetti dal punto di vista teatrale o, meglio, cinematografico, da nascondere tutto il lavoro che c’è dietro. Sembra tutto semplice, mentre semplice non lo è per niente.
Sono coppia nella vita, e non solo nei loro video. Dove mettono in scena le classiche dinamiche di coppia. Quelle della vita di tutti i giorni. Dinamiche che forse non è corretto associare a quelle messe in scena da coppie celebri come quella di Sandra e Raimondo. Erano altri mondi. Altre società. Dove i legami tra moglie e marito erano, per mille motivi, più saldi. Anche se non più sani. Consapevoli di questo, i Casa Abis mettono in evidenza, con la loro leggerezza e con la loro carica comica, la necessità, nella coppia, di parlarsi e di comunicare. Anche quando si litiga. Anzi, soprattutto quando si litiga.
Aggiungiamo solo che, i Casa Abis, non sono soltanto TikTok o YouTube, ma portano le loro scene anche a teatro. Le ultime repliche, tutte sold out, le hanno fatte recentemente a Roma, al Teatro Parioli, e a Milano, al Teatro Manzoni. E, per non farsi mancare nulla, hanno anche scritto un libro: “Lei contro lui. Regole di sopravvivenza”
Segue una lunga ma interessante intervista, che i due attori ci hanno gentilmente concesso. Quasi in pigiamone, nella loro casa. Casa Abis, appunto.
Quello che fate, oltre ad essere divertentissimo, lo trovo anche ineccepibile dal punto di vista dell’evoluzione della produzione teatrale. State eliminando tre grossi limiti presenti oggi nel teatro classico. Con un vostro video, raggiungete più persone di quelle che un attore che fa solo teatro raggiunge in tutta la sua vita. Poi siete visti anche da chi non va a teatro, o non ci va più. E, soprattutto, usate un linguaggio vicino ai giovani, che il teatro tradizionale stenta a trovare. Tutto bello, ma questo non implica che voi, e quelli come voi, state uccidendo il teatro classico? Non vi sentite un po’ in colpa?
“[Gabriele] È evidente che stiamo facendo qualcosa di completamente diverso dal teatro tradizionale. Ma non mi sento di dire che lo stiamo uccidendo. Io il teatro tradizionale l’ho fatto. Mi sono diplomato all’Accademia di Arte Drammatica “Sergio D’Amico”. E ne ho fatto tanto di teatro. Sia quello più tradizionale, sia quello di autori contemporanei, con una scrittura più contemporanea. E amo tantissimo il teatro tradizionale. Ma è una domanda corretta la sua. Perché sicuramente molti se la sono fatta. Se Casa Abis porta TikTok a teatro, non staranno uccidendo il teatro tradizionale? Ma questa domanda rientra purtroppo nella nostra tendenza culturale a fare delle divisioni. E parteggiare, tifare, per una o l’altra parte.”
[Stella] Nel nostro caso non è così. Perché sappiamo farlo il Teatro. E non portiamo il TikTok a teatro. Nessuna produzione sarebbe tanto pazza da investire dei soldi, prendendo dei tiktoker e mettendoli su un palcoscenico con degli spettatori davanti. Sarebbe una follia. Pensiamo invece che anche noi facciamo teatro. Mettiamo in scena delle commedie, ma non è teatro anche questo?
[Gabriele] Per noi il Teatro è un luogo sacro. Ma è giusto che ci sia la musica leggera, quella classica e l’opera lirica. E che vadano tutte rispettate.”
La mia naturalmente era una provocazione. Non era per denigrare. Era solo per chiedere se il vostro è il Teatro del futuro. Se voi siete il prototipo degli attori del futuro?
“[Stella] Secondo me, no. Per me ci saranno sempre tutti e due”
Siete proprio sicuri?
“[Gabriele] Io non ne sono così sicuro. Il Teatro classico, forse anche a causa dell’allontanamento dai bisogni più profondi del genere umano odierno, cioè dai ragazzi di adesso, diventerà qualcosa di sempre più simile a quello che adesso è l’Opera.”
È proprio la prossima domanda che vi avrei fatto. Il teatro classico, così come lo conosciamo noi, non è destinato a fare la stessa fine dell’opera lirica? Uno spettacolo per un’élite di appassionati, e basta?
“[Gabriele] Io non me lo auguro. Io vorrei che il Teatro rimanga un luogo dove l’essere umano possa andare per trovare nuove domande da porsi. Per scoprire qualcosa di più di sé stessi. Ma ho paura, ma questo è un discorso da boomer (sorridono), che i ragazzi prenderanno sempre di più il Teatro come un museo. Il Teatro dell’Opera ne è proprio un esempio. Molto spesso gli spettacoli del Teatro dell’Opera vengono riempiti da turisti o da addetti ai lavori.”
Quello che fate voi non sarebbe trasportabile a teatro? So che lo fate. La domanda vera è se è possibile trasportare “esattamente” quello che fate sui social, a teatro. Adesso utilizzate un canale diverso e, soprattutto, un linguaggio diverso. Riportare tutto esattamente a teatro, non si rischia che poi i giovano non ci si riconoscano più?
“[Gabriele] Esattamente. Quello che riportiamo a teatro è veramente diverso. I video che noi pubblichiamo sui social sono finzioni. Il Teatro è realtà. È verità. Tutto quello che accade sul palco succede lì e ora. Ed è irripetibile. Anche grazie al fatto che io e Stella ci teniamo tantissimo ad improvvisare sul palco. Per me il Teatro è un’opera viva. Perché quello che nasce tra attore e pubblico è un rapporto unico ed attivo.
[Stella] Ogni volta hai davanti persone diverse.
[Gabriele] Mentre quando si pubblica su TikTok bisogna creare, ad arte, uno sketch di un minuto. Che racconti una storia che faccia ridere il più velocemente possibile, e che arrivi a più persone possibili. Quindi, rispondendo alla sua domanda, è impossibile riportare a teatro esattamente quello che facciamo sui social. Perché ci sono proprio due linguaggi diversi.”
Quindi ci saranno questi due filoni che andranno più o meno paralleli. E poi alla fine solo uno proseguirà con il suo pubblico, e l’altro rimarrà per le serate di gala col Presidente della Repubblica
“[Gabriele] Credo proprio di sì.
[Stella] Ma noi continueremo ad andare a teatro. E, quando avremo acquisito una maggiore credibilità a livello artistico, non escludo che, in futuro, possiamo andare in scena anche con delle commedie classiche, drammatiche. Le persone ci conoscono dai social, e quindi se oggi dovessimo presentare l’Antigone di Bertolt Brecht, che noi abbiamo già portato in scena, direbbero: “ma questi sono impazziti”. Sono bipolari.
[Gabriele] Io sono un’amante delle commedie di Aristofane, di Plauto e di Terenzio. Ma anche delle commedie più giovani di Goldoni, o di Molière. O delle commedie più contemporanee di Achille Campanile. O delle commedie dei nuovi scrittori contemporanei. Che ce ne sono di bravissimi.”
Ho letto che vi considerano, e vi considerate, i nuovi Vianello e Mondaini. Quando mi stavo preparando mentalmente a questa intervista, giuro che a me Raimondo e Sandra non mi erano per niente venuti in mente. Non so perché mi erano venute altre due coppie storiche di moglie e marito: Eleuterio e sempre tua, di Rina Morelli e Paolo Stoppa, e Signore e Signora di Delia Scala e Lando Buzzanca. Due classiconi immortali. Troppo lontani nel tempo per tutti?
“[Gabriele] Perché credo che nell’opinione comune la coppia dello spettacolo sia Raimondo e Sandra.
[Stella] Perché loro sono entrati più nelle case con la televisione. E poi non nascondo che ci vedo delle assonanze tra quello che facciamo noi, e quello che hanno fatto loro. Non dal punto di vista artistico, perché, come si dice, ne dobbiamo mangiare di panini prima di raggiungerli. Quando abbiamo pensato a Casa Abis, non abbiamo immaginato di fare una copia di Casa Vianello. Ma poi è venuto da sé.”
Che rapporto avete con Ladispoli e Cerveteri?
[Gabriele] Sono le città che ci hanno accolti fin da quando eravamo giovani
[Stella] Ma anche noi abbiamo fatto molto per queste città. Soprattutto per quanto riguarda l’istruzione e la formazione. Fino all’anno scorso seguivamo degli allievi in corsi di danza e di recitazione. Facevamo dei progetti di Teatro, con i quali abbiamo partecipato a bandi regionali o europei. Che abbiamo vinto. Abbiamo quindi fatto tante ore di cattedra e di laboratorio teatrale nelle scuole secondarie e primarie. Soprattutto a Ladispoli, ma anche a Cerveteri. Anche per questo i giovani di Ladispoli ci conoscono. E ci scrivono tantissimo.”
Avete nuovi progetti per Ladispoli o Cerveteri?
“[Gabriele] Per il momento no. Ma se un giorno ci sarà l’opportunità di portare in scena uno spettacolo di Casa Abis, e il Comune di Ladispoli o di Cerveteri vorranno iniziare una collaborazione con la nostra agenzia, noi saremo molto felici di rappresentarlo in queste città. Soprattutto per tutti coloro che ci seguono a Ladispoli, E che ci hanno visto nascere come coppia. E che poi ci hanno conosciuto come insegnati e come artisti.
[Stella] Ci piace questa unione che abbiamo con il territorio, e con le persone del territorio. È bello sapere di avere delle radici. Sapere di avere una casa, e delle persone su cui contare. Che sanno da dove siamo partiti, e dei sacrifici che abbiamo vissuto.”
Quale è il vostro rapporto con la popolarità? Non rischiate che poi conti molto nel decidere e definire cosa fate? Nel senso che magari siete portati più a scrivere cose popolari di sicuro successo, curando meno la qualità, per mantenere la popolarità
“[Stella] Questo è il conflitto e il dilemma dell’artista. Che deve vivere e quindi deve guadagnare per vivere.
[Gabriele] Posso però aggiungere che questa dinamica ti permette di sviluppare la tua creatività. Tutti gli artisti, già nel passato, venivano commissionati dai grandi nobili o dalla Chiesa per fare delle opere. Ma noi non sappiamo, per esempio, cosa pensassero di quei nobili, o se fossero devoti alla Chiesa. Non sappiamo se accettassero quei lavori solo per poter guadagnare e vivere. Ma sappiamo che un loro obiettivo era quello di esprimersi in un personale schema artistico. Secondo me, questo dà l’opportunità all’artista di esprimersi al meglio.
[Stella] Quello che sembra un limite, un impedimento, ti da invece la libertà di poterti esprimere.”



Vediamo se ho capito. La popolarità, anche se può diventare una limitazione, alimenta la possibilità di potersi esprimere in maniera creativa. Che è poi l’obiettivo di ogni artista
“[Stella] È così. Ma, secondo me, la popolarità non è comunque la spinta primaria per l’artista. Ma è un mezzo assolutamente necessario per fare esistere l’artista. Se Dante avesse scritto la Divina Commedia e l’avesse riposta in un cassetto, sarebbe stata considerata un’opera d’arte? Un’opera d’arte diventa tale quando è fruita da un pubblico, e più persone la riconoscono come tale. Quindi la popolarità è necessaria. Altrimenti l’opera rimane nel cassetto.”
Il vostro manifesto culturale lo apprezzo pienamente. “Produciamo per chi ha bisogno di un sorriso quando torna a casa la sera”. Ma non vi manca la possibilità di mandare dei messaggi un po’ più profondi?
[Stella] Io penso che riusciamo a mandarli nonostante l’apparenza del video leggero. Noi ci siamo tatuati la parola “Leggerezza”. Per noi questa parola ha un profondo significato. E ha un peso. Ma noi crediamo, e abbiamo conferme di questo, che attraverso i nostri video qualcosa di profondo passa sempre. Ce lo confermano persone del settore, e molti followers.
[Gabriele] Cerchiamo di comunicare qualcosa di più profondo soprattutto nelle interviste. È ovvio che nella pagina social noi intratteniamo senza pretese. Deve essere intrattenimento pulito, senza pretese. Non dobbiamo insegnare niente a nessuno. E ci fa piacere quando ci scrivono che siamo riusciti a donare un sorriso a qualcuno che si trova in brutto periodo.
[Chiara] Questa è sicuramente la cosa più bella.
[Gabriele] Se ci si ferma al primo strato, quello che possiamo suscitare è solo una risata. Ma se si colgono gli strati più profondi, questi possono anche suscitare una sorta di esorcizzazione del rapporto uomo-donna.”
Potete spiegarlo meglio?
“[Gabriele] Quando noi trattiamo il rapporto uomo-donna, non lo trattiamo in maniera così superficiale perché pensiamo che sia normale e giusto trattarlo in questo modo. Ma perché fare arrivare al pubblico una coppia che a tratti è anche esagerata, ti porta a fare delle domande. Ti porta a fare un esame di coscienza. Se io mi riconosco nel video in cui Gabriele sta sempre sul divano a guardare televisione, mentre Stella sgobba e lava i piatti, mi porta a fare delle domande e delle considerazioni.
[Stella] Guardando i video di Casa Abis, mi ci posso riconoscere, e posso farmi delle domande. Tantissime coppie ci hanno detto che, guardando i nostri video, sono riusciti a superare un po’ le loro diatribe, o i loro comportamenti sbagliati. Addirittura, alcune coppie ci hanno scritto che molti loro litigi sono stati superati perché gli vengono in mente i nostri video.”
Questa, unita al sorriso che ci donate, è una cosa molto bella
“[Gabriele] Sicuramente. Ma una cosa che ci tengo a sottolineare è che noi normalizziamo il conflitto nella coppia. Nel senso che, nonostante tutto Gabriele e Stella rimangono lì e cercano sempre il confronto. Il nostro è un conflitto continuo per cercare di superare un problema. E questo è un inno alla comunicazione. Noi ci teniamo tantissimo alla nostra comunicazione anche nella vita. Per questo cerchiamo di riportarla anche nei nostri video. Secondo noi, per andare d’accordo in una coppia è fondamentale comunicare sempre.
[Stella] Non bisogna avere timore di dire che cosa si pensa per paura di litigare. Perché così si creano dei mostri.”
Pensate possa essere possibile mantenere per lungo tempo questa tematica della coppia nei vostri video? O farete altro?
“[Stella] Dal punto di vista artistico, in tutti questi anni, c’è sempre stata una nostra continua evoluzione. Ci piace evolverci sempre.
[Gabriele] Probabilmente invecchieremo insieme a chi adesso ci segue. Probabilmente accompagneremo le persone che ci seguono, e modificheremo il nostro modo di fare ironia in base alla crescita del nostro pubblico. Noi abbiamo dei follower che ora ridono perché raccontiamo delle cose. Tra dieci anni probabilmente rideranno lo stesso perché il nostro modo di raccontare le cose sarà lo stesso, ma racconteremo nuove cose.
[Stella] Io mi vedo anche in altri progetti con Gabriele. Io credo che lui abbia veramente la fiamma del regista. Non lo dico perché è mio marito, ma perché l’ho visto lavorare in questi anni. Io lo vedo un domani come regista di un film cinematografico. Anche non comico. Io sono convinta di questo.”

Certi meccanismi comici funzionano meglio con una buona spalla. In Casa Abis chi fa la spalla?
“[Gabriele] Noi ci spalleggiano, perché spesso si invertono i ruoli.
[Stella] Se un giorno vedrai un nostro spettacolo a teatro, lì sarà più visibile. Si vede che a volte io sono la sua spalla, e a volte lui è la mia.”
Ultima domanda. Quella classica. Quale è il vostro sogno nel cassetto? Sia artistico, che personale
“[Stella] Il mio è che Gabriele vinca l’Oscar come migliore regista
[Gabriele] Adesso l’hai sparata grossa…
[Stella] Un sogno è un sogno. Dove naturalmente io vincerò quello della migliore attrice.
[Gabriele] Il mio sogno, più realizzabile di quello di Stella, è quello di riuscire ad arrivare a fare qualcosa in televisione e al cinema. Questo soprattutto per quelli che ci seguono ormai da due anni, e che sappiamo stanno tifando per noi affinché questa cosa possa accadere. Vorrebbero vederci, come Casa Abis, al cinema e in televisione. Vorremmo quindi regalargli, e regalarci, queste due soddisfazioni. Questo sarebbe veramente un sogno.
E un sogno più personale?
“[Gabriele] Vorremmo una nuova Casa Abis.
[Stella] Nel senso che adesso siamo a Ladispoli in una casa in affitto. Ma vorremmo una Casa Abis tutta nostra.









