Un elettore del sindaco dubbioso si interroga sui movimenti a Palazzo
La vita politica di Ladispoli negli ultimi 25 anni è stata caratterizzata da una costante comune a tutto questo periodo: la centralità del Sindaco. Questa caratteristica impersonata, in ordine temporale, da Gino Ciogli, Enzo Paliotta ed ora Alessandro Grando, che inizia ora il secondo quinquennio, testimonia oggettivamente che l’operato del Primo Cittadino è stato oggettivamente positivo. Chi non ama i numeri potrebbe ovviare alla precedente affermazione che le riconferme potrebbero essere ricondotte a voti clientelari o a mancanza di avversari e proposte credibili. Potrebbe essere così ma entreremmo nel campo delle opinioni, dei “se” e delle.…..campagne elettorali. Ma la campagna elettorale è finita e, per la prima volta da quando risiedo a Ladispoli, il risultato non mi è gradito in modo assoluto. Votai in passato convintamente Ciogli, volontariamente il primo Paliotta, con qualche dubbio il secondo Paliotta per concludere con curiosità ed aspettative il primo Grando, seppur al secondo turno e da soggetto politico essendo stato uno dei “presentatori” della lista Civica Si Può Fare.
Fatta questa premessa vengo direttamente al punto che vorrei trasmettere a chi mi legge ponendo una domanda al rieletto Sindaco Alessandro Grando: quale è stato il metodo da lei perseguito nel conferimento delle deleghe fino ad ora assegnate e che ha portato i Consiglieri di Maggioranza che la sostengono a votare in seconda votazione ed in modo unanime Presidente del Consiglio il Sig. Carmelo Augello? Nello sperare di ricevere una risposta continuo le mie considerazioni spiegando i motivi di questa mia
curiosità.
All’indomani della Sua netta e chiara vittoria Lei ha dichiarato che sarebbe stato il Sindaco di tutti i cittadini anche di quelli che avevano preferito altri candidati. Sicuramente una dichiarazione anche di rito e di bon ton ma siccome io per natura credo sempre nelle parole delle persone fino al compimento di fatti contrari penso che Lei creda fermamente a quanto detto, non per altro perché nei passati 5 anni ho sempre notato una Sua fierezza ed emozione quando veste la fascia tricolore. Le dico anche che la Sua risposta potrebbe riconquistare un elettore, il sottoscritto, che non l’ha votata non per sfiducia nelle capacità della Sua persona ma per l’opinione che aveva dell’eterogeneità estrema delle forze che la sostenevano, sia quelle che chiaramente si sono misurate candidandosi, sia quelle che hanno preferito per strategia politica non palesarsi rimanendo nell’ombra ampiamente chiara agli elettori minimamente informati sull’attività politica di Ladispoli.
Per quello che ho visto, al momento credo di aver avuto ragione a non votarla. I lunghi tempi di formazione della Giunta sono ovviamente segnali che non era stata fatta una programmazione precedente oppure che il dato elettorale ha stravolto la linea tracciata precedentemente e per trovare una “quadra” di riunioni ce ne sono volute visto l’eterogeneità cui facevo riferimento prima. Però se quest’ultima fosse il motivo l’indicazione delle urne avrebbe dovuto avere un peso determinante nel metodo e non si spiegherebbero alcune questioni, anzi tante. Prima fra tutte la mancanza di rappresentatività del voto. E’ innegabile che il sistema elettorale dei Comuni rende chiaro il volere di chi va a votare (avrei voluto usare la frase “il volere dell’elettorato” ma con la metà degli aventi diritto che non si sono espressi è decisamente più appropriato quanto non tra parentesi). Questo sia in Giunta che nella Presidenza del Consiglio non si evince.
Il metodo meritocratico, delle competenze, anche appare, sottolineo appare, non utilizzato. Non si spiegherebbe sennò come non si legga in Giunta il nome di Aronica, considerati gli elogi fatti da Lei numeri alla mano e quelli della scorsa Minoranza o Opposizione che dir si voglia che hanno sempre apprezzato tra le righe od in maniera evidente l’operato dell’Assessore in quota Lega (che se non ricordo male è attualmente il Partito in cui Lei è iscritto). Potrebbe essere, e sottolineo potrebbe, che questa situazione sia dovute a logiche di partito e quindi non sarebbero meritocratiche anche perché ricordo che Lei tolse al Consigliere Augello la Delega all’Igiene Urbana nei passati 5 anni con queste testuali parole rilasciate a Cambia il Mondo di CentroMareRadio: “quando si arriva a fare dei cambiamenti evidentemente qualcosa non ha funzionato, così di conseguenza sollecito dei provvedimenti per migliorare la situazione.
Se fosse il metodo delle logiche di partito? Questo lo cito solo per mera possibilità visto che a Ladispoli i Partiti tradizionali hanno preso, come si dice a Roma, “la sveja delle sveje” anche per merito o demerito del Suo operato; cito per tutti il risultato di Fratelli d’Italia che tutti i sondaggisti danno primo ed incontrastato Partito italiano che si votasse oggi dovrebbe essere al 25% il 12 Giugno è arrivato dopo la Lega con appena l’8% roba da commissariamento se stessimo negli anni 70/80 dove i duellanti portavano i nomi di Almirante, Berlinguer, Andreotti che ormai in molti rimpiangiamo anche uno come me che non ha un Partito di riferimento assoluto. Potrebbe essere, quello che gli sconfitti invocano sempre (per poi dimenticare quando governano che anche loro non sono immuni a questo) la logica “della colata di cemento” che quindi non sarebbe spiegabile. Concludo con la mia perplessità più grande, forse l’unica nota politica polemica. Generalmente i Primi Cittadini avocano gli Assessorati laddove ci sia una di queste condizioni:
a) limiti di possibilità dettati dalla Legge rispetto agli argomenti considerati più sensibili e degni di destinare risorse all’Assessore per il lavoro necessario e richiesto (in parole povere Deleghe che prevedono uno stipendio per la carica); ma non dovrebbe essere questo il motivo credo perché se un assessorato si chiama, cito testualmente dal sito del Comune, “Politiche Europee, Innovazione Tecnologica e Città Digitale, Agricoltura, Sanità” poteva tranquillamente instaurare l’assessorato “Igiene, Ambiente e Urbanistica”
b) mancanza di equilibri politici (in parole povere poltrone per le forze politiche)
c) delicatezza dell’argomento (in parole povere legittima preoccupazione dei Primi Cittadini a fidarsi solo di se’ stessi e non delegare).
E’ qui che la Sua risposta l’aspetto soprattutto nei fatti perché è paradossale e preoccupante che si sia tenuto 4 deleghe vaste e piene di lavoro ed operatività. E’ presumibile che Bilancio e Tributi abbia individuato valide risorse all’interno degli Uffici Comunali che possano farle dedicare un tempo limitato alle “politiche” di Bilancio e Tributarie (minor tempo però non vuol dire nessun tempo perché i funzionari fanno la parte tecnica per cui sono pagati non possono, anzi, non devono, sottolineato 100 volte, fare la parte politica perché sono stipendiati e non votati e non nominati dai votati); è certo, guardando anche a chi l’ha preceduta di opposta fazione, che l’Urbanistica è argomento delicato di cui come si suole dire “fidarsi è bene ma……”; però per i Servizi Sociali per favore trovi al più presto un’alternativa perché, Lei credo lo sappia meglio di me, è un settore che serve un Assessore a tempo pieno e Lei è stato votato per fare il Sindaco con uno stipendio sensibilmente superiore a quello dell’Assessore. Come ricevuta la risposta sarà mia cura risponderle per farLe sapere se mi ha convinto al punto di ridarLe il voto.
Lettera firmata
Antonio Mazzitelli









