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Francesca Lollobrigida, cuore ladispolano e pattini che volano





Intervista esclusiva a Francesca Lollobrigida. La campionessa di pattinaggio residente a Ladispoli si racconta

Francesca Lollobridiga, un nome e tante medaglie. La campionessa, dopo aver vinto un argento e un bronzo alle olimpiadi invernali di Pechino si racconta. Nata a Frascati, ma cresciuta tra Roma e Baselga di Piné, ha un forte legame con la città di Ladispoli. Dolci i ricordi d’infanzia con la nonna con cui trascorreva le sue giornate al mare. Oggi Francesca Lollobrigida è una star a tutti gli effetti: 3 partecipazioni olimpiche, due medaglie; campionessa di coppa nel mondo della mass start e tanto altro.

Le Olimpiadi rappresentano per qualsiasi sportivo l’apice di una carriera. A Pechino sei riuscita a conquistare ben due medaglie. Puoi tentare di raccontarci cosa si prova a raggiungere un risultato tanto importante?

“E’ il coronamento di un sogno che dura da una vita. Un sogno costruito con anni di fatica ed allenamenti. Anni caratterizzati da vittorie e sconfitte. Ho avuto l’onore di vincere la prima e l’ultima medaglia della spedizione, sono stata scelta come portabandiera della cerimonia di chiusura, è stato tutto magico. Le olimpiadi regalano emozioni uniche a prescindere dallo sport che si pratica. Inoltre, mi hanno permesso di raggiungere un pubblico maggiore e di rappresentare il mio paese”

Francesca Lollobrigida, cuore ladispolano e pattini che volano
Francesca Lollobrigida, cuore ladispolano e pattini che volano

Ovviamente questi risultati non arrivano dal nulla, hai nel tuo palmarès titoli mondiali, recentemente anche la coppa del mondo e diverse medaglie europee. Nonostante questo, l’olimpiade ti ha regalato una grande notorietà. Come la stai gestendo? È cambiato qualcosa del tuo quotidiano?

“È cambiato perché venendo da uno sport “minore” a livello televisivo e mediatico non avevo lo stesso riscontro. Con l’olimpiade, invece, questo è arrivato. Posso dire di aver sudato sia la notorietà che le medaglie. Ora sta a me continuare a tenere vivo l’interesse”.

A Pechino sembrava gareggiassi con una tranquillità quasi disarmante. Quanto era reale quella serenità?

“Non mi piace mostrare la mia difficoltà neanche nei momenti più bui. La mia forza è sempre stata il sorriso combinato a forza e tecnica, ma senza testa non si va da nessuna parte. Ho lavorato molto sulla parte psicologica, alle precedenti olimpiadi avevo avuto diverse difficoltà. Questa volta ero tranquilla perché sapevo di aver fatto il possibile in allenamento”.

Il miglioramento cronometrico nelle due prove a tempo è stato semplicemente formidabile. Come hai fatto a migliorare i tuoi personali di più di dieci secondi?

“Rientra tutto in quella preparazione di cui parlavo in precedenza. Poi sapevo che se non avessi realizzato il mio record, sarei arrivata dietro in classifica. Ci sono dei momenti in cui bisogna darsi una svegliata. Ovviamente avevo quei tempi nelle gambe, ero in forma. Nella mass start, invece, c’è più tattica, lì è diverso”.

Da tempo vivi nella città di Ladispoli, a cosa è dovuta questa scelta? Come sei arrivata in città?

“Conosco Ladispoli perché già mia nonna aveva casa al mare. Io mi ci sono sempre trovata bene, amo il mare. Mio marito si è trasferito dalle Marche e per motivi logistici Ladispoli era semplicemente perfetta. Esco direttamente in bici o vado a correre, l’atmosfera è più tranquilla di quella romana e nonostante i mille impegni è bello tornare a casa e rilassarsi”.

Durante i tuoi impegni olimpici il sindaco e tutta la comunità hanno tifato come veri e propri ultras. Ti ha reso orgogliosa ricevere tutto questo supporto?

“Contentissima del supporto ricevuto, dico davvero. Svolgo tantissima attività qui e mi piacerebbe creare un movimento sportivo in città. Mio marito lavora già come preparatore atletico nel territorio. Vorremmo diventare cittadini a tutti gli effetti portando la nostra tradizione sportiva. Ringrazio il sindaco che mi ha ricevuto qualche giorno fa. Voglio anche aggiungere che sicuramente mi vedrete ancora correre sul lungomare o pedalare sulla via Aurelia”.

C’è qualcuno che senti di dover ringraziare? Delle persone senza cui tutto ciò che hai raggiunto non sarebbe stato possibile?

“Dico sempre che è una medaglia singola, ma di squadra. Ringrazio la mia famiglia e mio marito che ha grande pazienza visti i tanti impegni che mi portano lontana da casa. Poi vorrei ringraziare la mia squadra e il gruppo dell’aeronautica. Loro sono la mia seconda famiglia, la federazione rende possibili le nostre numerose trasferte estere e senza di loro non potrei dedicarmi a tempo pieno a questo sport”.

Milano-Cortina è ancora lontana, ora cosa ti aspetta?

“L’olimpiade in casa è il sogno dei sogni. 4 anni sono lunghi, ma brevi allo stesso tempo. Il mio sport è longevo, ma visti i miei 31 anni, la programmazione sarà fondamentale. Sicuramente adesso ho bisogno di una pausa per dedicarmi esclusivamente ai miei affetti”.

Giorgio Ripani