Sanità pubblica sotto la lente d’ingrandimento: non solo disagi, anche tanta umanità
La protagonista indiscussa degli ultimi due anni è stata, senza dubbio, la sanità pubblica. Mai come durante il covid improvvisamente ci siamo resi conto di quanto questa non fosse scontata. Dalla paura di non riuscire a trovare il proprio posto letto fino alle lungaggini subite da visite e cure di pazienti non affetti dal virus. Gli ospedali pubblici sono stati sovraccaricati di lavoro e responsabilità, ma non solo
Gli edifici sanitari hanno trovato una nuova collocazione nell’immaginario collettivo, hanno letteralmente cambiato il nostro costume. Abbiamo nuovi punti di riferimento, nuova terminologia, nuovi beniamini e addirittura anche il mondo della TV ne ha risentito. I virologi sono diventati degli influencers, hanno pubblicato libri e guadagnato bouquet di ospitate televisive. Il mondo delle fiction è stato chiamato a rimanere al passo e serie come DOC sono diventati dei veri e propri casi seriali.

La lente d’ingrandimento posta sul sistema sanitario nazionale ha portato a galla tutte le falle di un impianto lacunoso, carente di fondi e personale. Nonostante questo l’umanità ha trovato nuovo spazio.
Tra le note positive anche il lavoro svolto nella ASL Roma 4 come testimoniano le numerose testimonianze a supporto di un sistema che si pone accanto al paziente.
Le testimonianze dell’efficienza dei servizi della ASL Roma 4
Sono tante le testimonianze che illuminano un servizio che solo pochi paesi hanno. E’ il caso di G.M. che dichiara di essere stata seguita in maniera eccellente sia a Bracciano, dov’era stata ricoverata per una brutta frattura al piede, sia a Civitavecchia dov’è stata trasferita nei giorni successivi. La donna si dice grata e soddisfatta delle cure ricevute, arrivate seppur in strutture mancanti di molte attrezzature. “Ho potuto apprezzare la loro profonda umanità e, soprattutto ormai raro, l’alto senso della missione medica” dichiara riconoscente.
Dell’undici aprile la testimonianza di F.B. che ringrazia le infermiere di Civitavecchia, Rose e Valeria. La donna ha ricevuto l’aiuto del personale sanitario che l’ha supportata durante il ricovero di suo figlio di appena 18 mesi.
“I primi veri giudici delle nostre performances sono i nostri utenti e il loro parere è fondamentale per capire se stiamo andando nella direzione giusta. Conosciamo bene le nostre lacune, ma se continueremo a lavorare con professionalità e umanità, saremo sempre in grado di assicurare cure e assistenza adeguate. Come dimostrano anche questi ultimi messaggi” scrive soddisfatta e fiduciosa Cristina Matranga.
Probabilmente questo non basta a soddisfare tutti, la perfezione non esiste e di certo il nostro sistema sanitario non sa nemmeno cosa sia. Eppure, queste testimonianze sono dei barlumi di speranza che ci aiutano a credere in quel famoso “mondo migliore”.
Giorgio Ripani









