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+7,2% nei ministeri, zero in telecomunicazioni: ecco chi guadagna di più (e di meno) in Italia





Agricoltura e industria trainano gli aumenti, mentre servizi e alcuni settori restano al palo

+7,2% nei ministeri, zero in telecomunicazioni: ecco chi guadagna di più (e di meno) in Italia –

Nel 2025 i salari in Italia tornano a crescere, ma in modo fortemente diseguale tra settori e professioni. Secondo i dati ISTAT, l’aumento medio delle retribuzioni contrattuali è stato del +3,1%, con differenze marcate tra comparti pubblici e privati.

Chi ha guadagnato di più: pubblico “strategico” e settori produttivi

A registrare gli incrementi più significativi sono stati alcuni comparti della pubblica amministrazione legati alla sicurezza e alla macchina statale:

  • Ministeri: +7,2%
  • Forze armate: +6,9%
  • Vigili del fuoco: +6,8%

Si tratta degli aumenti più elevati in assoluto, dovuti soprattutto ai rinnovi contrattuali accumulati negli anni precedenti.

Nel settore privato, invece, i maggiori aumenti si sono concentrati nei comparti produttivi:

  • Agricoltura: circa +5%
  • Industria: circa +3,4%

Questi settori hanno beneficiato di una maggiore domanda e di contratti rinnovati più rapidamente rispetto ad altri ambiti.

Chi resta indietro: servizi e comparti “fermi”

Sul lato opposto della classifica troviamo i settori con aumenti più contenuti o nulli:

  • Servizi privati: circa +3,0% (sotto la media del privato)
  • Pubblica amministrazione complessiva: +2,7%
  • Farmacie private: nessun aumento
  • Telecomunicazioni: nessun aumento

In molti casi il motivo è il ritardo nei rinnovi dei contratti collettivi, che a fine 2025 coinvolgevano ancora milioni di lavoratori.

Un recupero parziale dopo l’inflazione

Nonostante la crescita, i salari stanno ancora recuperando lentamente il potere d’acquisto perso negli anni precedenti. Nel 2026, infatti, l’aumento previsto rallenta al +2,4% medio, segnale di una dinamica meno intensa.

Inoltre, indicatori anticipatori mostrano che le retribuzioni offerte nei nuovi annunci di lavoro sono cresciute poco, arrivando anche vicino allo 0% nella seconda metà del 2025.

La fotografia finale

  • Top aumenti: comparti pubblici strategici e agricoltura
  • Aumenti medi: industria e parte dei servizi
  • Fanali di coda: telecomunicazioni, farmacie e settori con contratti non rinnovati

Il quadro che emerge è quello di un mercato del lavoro a due velocità: chi ha contratti aggiornati o opera in settori dinamici vede crescere gli stipendi, mentre milioni di lavoratori restano in attesa, con buste paga ferme o quasi.