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Storia

4 novembre, Giornata dell’Unità nazionale e la Festa delle Forze armate: il significato della celebrazione

Il 4 novembre 1918 entrò in vigore il cosiddetto armistizio di Villa Giusti, dalla villa del conte Vettor Giusti del Giardino a Padova in cui fu siglato il giorno prima, fra l’Impero austro-ungarico e l’Italia. Alla firma dell’armistizio si fa coincidere convenzionalmente la fine della Prima Guerra Mondiale

4 novembre, Giornata dell’Unità nazionale e la Festa delle Forze armate: il significato della celebrazione –

Oggi 4 novembre si celebra la Giornata dell’Unità nazionale e la Festa delle Forze armate, festa ufficiale italiana seppur per chi lavora non si tratta di un giorno di vacanza (nonostante lo fosse fino agli anni ’70). In questa data si celebra l’Unità nazionale in seguito  l’annessione di Trento e Trieste al Regno d’Italia, e la giornata delle forze armate, poiché proprio quegli ultimi giorni di guerra vennero dedicati alla commemorazione di tutti i soldati morti in guerra.

Perché proprio il 4 novembre? Il 4 novembre 1918 entrò in vigore il cosiddetto armistizio di Villa Giusti, dalla villa del conte Vettor Giusti del Giardino a Padova in cui fu siglato il giorno prima, fra l’Impero austro-ungarico e l’Italia. Alla firma dell’armistizio si fa coincidere convenzionalmente la fine della Prima Guerra Mondiale.  Seppur la vittoria fu annunciata in pompa magna dal comandante delle forze armate italiane, il generale Armando Diaz, l’armistizio non fu un reale successo per l’Italia. Gli Stati della Triplice Intesa, Francia, Russia e Regno Unito, non concessero all’Italia (che pur ne era parte) tutti i territori promessi in precedenza: all’Italia andarono il Trentino, l’Alto Adige, l’Istria e Trieste, ma non la Dalmazia e la Libia.

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