fbpx
 
Notizie

1871, nasce la strada Bracciano-Stazione di Palo: una storia da salvaguardare

1871, nasce la strada Bracciano-Stazione di Palo: una storia da salvaguardare –

di Angelo Alfani

1871, nasce la strada Bracciano-Stazione di Palo: una storia da salvaguardare

La strada che da Cerveteri porta a Bracciano, conosciuta dai non autoctoni come Settevene Palo e dai cervetrani come Braccianese, è la via che, curva dopo curva, pianoro dopo pianoro, sacco di monnezza dopo sacco di monnezza, conduce dal mare al territorio Sabatino e, da lì, nella Tuscia interna. Definirla via diretta sa di presa in giro, essendo costantemente interrotta a causa di smottamenti argillosi e precipitar, dal pianoro di Monte Abetone, di massi tufacei, frigoriferi, lavastoviglie, televisori e computers. Dall’inizio della piana dei Guastini alla fontana di Forafò ed oltre la vecchia cava di tufo, è simile all’ascesa al Carmelo, sempre più stretta da rovi, canne e sacchi di immondizia, proficua riserva per impallinatori di cinghiali, violentatori di spinose, raccoglitori seriali di asparagi selvatici.

Da ragazzino, sessanta anni fa, per raggiungere la terra di uno zio acquisito, e forse per questo più caro, a Monte Abetone, si era costretti a passare dalla via del Sepolcro, essendo l’altra impraticabile. Esattamente come quarantasette anni fa un folto gruppo di ragazzi assunti con la “famigerata” legge 285, nata per agevolare l’ingresso di giovani nel mondo del lavoro, ebbe come prima occupazione proprio l’inutile tentativo di ripristino delle profonde crepe del suddetto tratto stradale. Persino le attempate venditrici di sesso alla Polledrara decisero di spostare il loro cantiere sull’Aurelia a fronte dell’impossibilità ad essere raggiunte.

I lavori di rifacimento, terminati da alcuni mesi, hanno imbracato la splendida Greppa, distrutto la Fontana ancestrale di Forafò, invitato gli automobilisti a sfrecciare come fossero a Le Mans, facilitato ulteriormente lo scarico di monnezza. Un puzzi di storia può essere utile e lenire la rabbia della incredibile e nauseante vista. Il progetto iniziale di tale collegamento è datato 22 dicembre del 1871, a firma dell’ingegnere Franconi.

Le ragioni principali che spinsero il comune di Bracciano a essere promotore di questa iniziativa furono: incrementare il ruolo di polo attrattivo commerciale e di servizi, dei
paesi di intorno, costituire un asse viario che si prolungava fino alla stazione ferroviaria di Palo, che giungendo da Roma saliva a Civitavecchia e su lungo la dorsale tirrenica.
In modo esplicito nella supplica al Sire si scrive: “Il comune di Bracciano convinto del principio che la buona viabilità è uno dei principali fattori della ricchezza nazionale, fu sempre sollecito nel dare impulso ai lavori stradali, e fin dal 1871, accogliendo con favore l’attuale legislazione, si die’ premura di fare le opportune pratiche per costruire in consorzio la strada di congiunzione con Cerveteri e Palo, traversante in parte il territorio di Roma, sicuro che alla sua costruzione vi avrebbe dovuto contribuire, oltre questa ultimo comune, anche gli altri vicinori, e ciò per la specialissima convinzione di sboccare sulla ferrovia e sul litorale presso Palo, sia inoltre perché andava a riunire tra di loro, mediante la combinazione di altro tratto stradale da costruire le tre strade provinciali: Cassia, Claudia e l’Aurelia”

Due informazioni utili per comprendere al meglio il tutto: Bracciano aveva 2.280 abitanti, Cerveteri 709, Ladispoli era ancora nei sogni speculativi di Ladislao. Nel progetto sono proposte tre linee stradali: “La prima che dalla Claudia attraversa la tenuta dei Quarticcioli, tocca Ceri, interrandosi nella vallata di Palo, presso i Monteroni; l’altra che si
immette nella stessa vallata, toccando prima Selvalta, Valluterana e la macchia del Ferraccio; la terza devia dalla Claudia a Ponte di Prato Capanna, tocca Valluterano come la precedente, fino alla estremità del pascolare di Ponte Coperto nel punto chiamato Monte dell’Oro, ove volgendo per Monte Abetone sbocca nella tenuta di San Paolo, congiungendosi all’Aurelia ai Due Ponti, presso la cosiddetta Osteria nuova”.
Questa linea è quella – afferma Franciosi – che preferisce.

La commissione, nominata per esaminare e riferire sulle tre proposte ipotizzate dall’ingegnere Franconi, dopo attenta disamina, in data 28 maggio, fece cadere la scelta sulla terza linea: per un risparmio di 630 metri di lunghezza, rispetto alla seconda ed un ipotetico risparmio di 49.000 lire, e per altre e diverse ragioni. L’11 agosto dello stesso anno all’unanimità, fu approvato. Come sempre, sotto il gioco dei potendo allora i costi lievitarono, il percorso altro, i tempi triplicati.

Post correlati
Notizie

La gloria e la prova di Totò Cascio: "Per me tre parole fondamentali sono fede, consapevolezza e coraggio"

CittàNotizie

Ladispoli: prima le urla e poi le minacce ai passanti, bloccati due 50enni

CittàNotiziepolitica

Cerveteri, Arianna Pietrolati: "Nessuna volontà di imporre un’associazione commercianti compiacente"

CittàCronacaNotizie

Era percettore del reddito di cittadinanza, ma faceva lo skipper: individuato dal ROAN di Civitavecchia

Iscriviti alla nostra Newsletter e rimani sempre aggiornato.