Il consigliere comunale ed ex Sindaco di Ladispoli interviene sulle celebrazioni della Festa dei lavoratori
1° maggio, Paliotta: “I diritti iniziano dal lavoro stabile e sicuro” –

di Marco Di Marzio
A coda dei festeggiamenti per il 1° maggio, Festa dei lavoratori, anche il consigliere comunale ed ex Sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta ha voluto dare il proprio contributo riflessivo sul tema.
Il Primo cittadino emerito, infatti, intervistato ha toccato l’argomento esprimendo queste parole:
Celebrare il lavoro significa porre al centro dell’attenzione il principale strumento attraverso il quale la persone evolve se stessa verso il domani.
La nostra Costituzione, pone il tema del lavoro quale caposaldo fondamentale per la vita della Democrazia e della Repubblica, appartenente nei cuori e nelle menti di oltre 60 milioni di cittadini.
Il significato del lavoro, infatti, non si riferisce solamente ad un complesso meccanico riconosciuto da compenso, esso è soprattutto relazioni sociali costituite da realizzazione personale e senso di utilità.
Un ambito progredito notevolmente rispetto al momento storico in cui l’argomento ha conosciuto una sua collocazione nel mondo.

Ma una terminologia però che ha bisogno ancora di attenzione profonda, come dimostrato dai comparti salario e sicurezza, in molti casi inadeguati nel nostro Paese, come dimostrato per i primi dai dati OCSE 2025, che collocano l’Italia al 22° posto su 34 e +16% di morti sul posto di lavoro solo nel primo bimestre dell’anno in corso rispetto 2024, lungo lo stivale, per i secondi.
La Festa dei lavoratori appena conclusa ha ricordato nella sua giornata l’essenza di un percorso fatto di obiettivi raggiunti e di lotte ancora in essere, soprattutto nel momento attuale che stiamo attraversando, fatto di paura e di incertezza.
Il 1° maggio però ha posto all’attenzione una cosa molto più grande, che tutto non si deve racchiudere in un solo momento e per raggiungere i nuovi traguardi prefissati, l’impegno nel combattere per i diritti deve essere sempre e costante.
Per guardare al futuro con uno sguardo diverso dal presente, fatto di fiducia.









