Dalla passione trasmessa dal padre al restauro condiviso con il figlio Alessandro: la storia della Fiat 124 Spider che per Simone Piroli è diventata una vera macchina del tempo
Volanti Storici Ladispoli, Simone Piroli e la sua Fiat 124 Spider: “Un viaggio tra ricordi, motori e tre generazioni” –

di Marco Di Marzio
Ci sono passioni che nascono quasi senza accorgersene, tramandate attraverso mani sporche di grasso, pomeriggi trascorsi in garage e ricordi che non smettono mai di vivere. È la storia raccontata da Simone Piroli, membro dell’Associazione Volanti Storici Ladispoli, presieduta da Pasquale Carbone e Fabio Ricca.
Al centro del racconto c’è una splendida Fiat 124 Spider rosso intenso, restaurata con pazienza insieme al figlio Alessandro. Ma per Simone Piroli quella vettura non è soltanto un’auto storica: è una macchina del tempo.
“Ci sono degli odori che hanno il potere di annullare il tempo e per me tutto parte da lì. Quando apro il cofano della Fiat 124 Spider del 1970, io non vedo solo un motore, ma sento la presenza di mio padre”, racconta.
Il padre di Simone era un grande appassionato di meccanica, uno di quegli uomini capaci di sistemare qualsiasi mezzo con pazienza e dedizione. In casa non serviva mai un meccanico esterno, perché riusciva sempre a “curare” ogni guasto con le proprie mani. Simone lo osservava da bambino e, quasi senza rendersene conto, quella passione è entrata dentro di lui.
Poi, troppo presto, arrivò il dolore della perdita.
“Per molto tempo non ho più voluto saperne di motori. Fare le stesse cose che facevamo insieme mi faceva stare male”, confida. Una passione rimasta congelata per anni, fino a quando nella sua vita non è arrivato Alessandro.
È stato proprio il figlio a riaccendere quella scintilla.
“In lui ho rivisto la stessa curiosità che avevamo io e mio padre. Così abbiamo deciso di affrontare insieme una sfida enorme: restaurare completamente una 124 Spider del 1970”.
La scelta è caduta su uno dei modelli più iconici dell’automobilismo italiano: linee eleganti, cofano bombato e quel rosso acceso che richiama il fascino delle Ferrari. Un amore nato subito, al primo sguardo.
Sono serviti due anni di lavoro intenso per riportare l’auto al suo antico splendore. Due anni fatti di sacrifici, ricerca dei pezzi originali, mani sporche di grasso e lunghe giornate trascorse fianco a fianco.
“Mettere le mani tra quei carburatori di vecchio stampo è stato un rituale della memoria. L’odore della benzina non del tutto bruciata mi riportava magicamente indietro nel tempo, a quando ero piccolo con mio padre”.
E quando il motore è tornato finalmente a ruggire, l’emozione è stata indescrivibile.
Ma il restauro non ha soltanto restituito vita a una vettura storica. Ha costruito un ponte tra tre generazioni. Mentre Simone ritrovava il legame con il proprio passato, Alessandro iniziava a costruire il suo futuro.
“Questa esperienza lo ha appassionato così tanto da spingerlo a studiare Automazione. È incredibile pensare che tutto parta dalla comprensione della meccanica analogica per arrivare a progettare le macchine di domani”.
Oggi quella Spider rappresenta molto più di un’auto di famiglia. È il simbolo di un’eredità emotiva che continua a vivere nel tempo.
E Alessandro, ormai vicino alla maggiore età, coltiva un sogno decisamente controcorrente rispetto ai suoi coetanei: avere proprio quella 124 Spider come prima vera auto.
“Sono convinto che le passioni non si ereditino, ma si insegnino inconsapevolmente. La nostra, nata con mio padre, è cresciuta con me ed è fiorita in mio figlio Alessandro. Tre generazioni unite dalla voglia di mettersi al volante e da un amore per l’auto che ci porta spesso lontano dalle mete prefissate, ma ci rende sempre incredibilmente vicini nei nostri legami”.









