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Smartphone, addio al “usa e getta”: scatta la svolta Ue sul diritto alla riparazione





Smartphone da cambiare ogni volta che si rompe lo schermo o si esaurisce la batteria? La tendenza potrebbe presto invertirsi. A partire dal 31 luglio (con le scadenze e i recepimenti normativi legati alle direttive europee), entrano in vigore le nuove regole sul diritto e dovere di riparazione, una vera boccata d’ossigeno per le tasche di famiglie e studenti.

L’obiettivo dell’Unione Europea è chiaro: tagliare la montagna di rifiuti elettronici e rendere la tecnologia più sostenibile ed economica.

Cosa cambia concretamente?

  • Ricambi garantiti per anni: I produttori di smartphone e tablet avranno l’obbligo di assicurare la disponibilità di pezzi di ricambio (come display, batterie, fotocamere e connettori) per diversi anni dopo l’uscita dal mercato del modello. Stop anche ai prezzi proibitivi dei pezzi di ricambio, che finora rendevano l’acquisto di un telefono nuovo più conveniente rispetto alla riparazione.
  • Via libera ai riparatori indipendenti: Le aziende non potranno più usare blocchi software o hardware per impedire l’uso di componenti compatibili o di seconda mano, dando più spazio ai centri di riparazione non ufficiali.
  • Più tutele anche fuori garanzia: Anche quando la garanzia legale sarà scaduta, i produttori dovranno offrire un servizio di riparazione a prezzi e tempi ragionevoli. Prima di procedere, inoltre, il consumatore riceverà un modulo con un preventivo chiaro e trasparente.

Un vantaggio per studenti e famiglie

Per i ragazzi, che usano lo smartphone non solo per svago ma anche per studio, consultare il registro elettronico e comunicare, poter riparare un dispositivo con poche decine di euro – magari sostituendo solo una batteria usurata – eviterà spese impreviste e pesanti per il bilancio familiare. La transizione verso un consumo più circolare è appena iniziata.