La 37ª Giornata per l’approfondimento del dialogo ebraico-cristiano celebra l’anniversario del documento del Concilio Vaticano II con un incontro promosso dalle diocesi di Porto-Santa Rufina e Civitavecchia-Tarquinia insieme al Jewish Ambassador Program
Sessant’anni di Nostra aetate: a Ladispoli cattolici ed ebrei in dialogo per costruire pace –

di Marco Di Marzio
La 37ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei assume quest’anno un valore particolarmente significativo: ricorrono infatti i sessant’anni di Nostra aetate, il documento del Concilio Vaticano II che ha segnato una svolta storica nel rapporto della Chiesa cattolica con le altre religioni e, in modo speciale, con l’ebraismo.
Per celebrare questo importante anniversario, le diocesi di Diocesi di Porto-Santa Rufina e Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, in collaborazione con il Jewish Ambassador Program della Conference of European Rabbis, propongono un momento di riflessione e confronto aperto alla cittadinanza.
L’appuntamento è fissato per mercoledì 14 gennaio alle ore 17, presso l’Auditorium della parrocchia Santa Maria del Rosario, in via Duca degli Abruzzi 190 a Ladispoli. Il tema scelto per l’incontro, tratto dal libro della Genesi, è quanto mai evocativo: «In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra» (Gen 12,3), un versetto che richiama le radici comuni e la vocazione universale al dialogo e alla benedizione reciproca.

Ad animare la riflessione saranno gli interventi di Gianrico Ruzza, vescovo delle diocesi promotrici, di Ariel Di Porto, rabbino capo di Roma, e di Marco Frisina, sacerdote della diocesi di Roma, noto anche per il suo impegno culturale e musicale.
L’iniziativa è promossa dall’Ufficio diocesano per il dialogo interreligioso, diretto da don Federico Tartaglia e coordinato da Felice Mari, e si inserisce in un percorso ormai consolidato di confronto, conoscenza reciproca e collaborazione.
In un tempo segnato da tensioni e conflitti, la Giornata rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire le radici comuni, promuovere l’incontro e costruire ponti di dialogo e di pace, nel solco di Nostra aetate, che ancora oggi continua a indicare una strada di rispetto, ascolto e fraternità.









