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Santa Marinella, sicurezza del territorio e prevenzione delle alluvioni: dal ricordo delle tragedie alle strategie per il futuro





Il convegno del 24 ottobre ha riunito amministratori, esperti e Protezione Civile per approfondire le fragilità idrogeologiche della città. Al centro del confronto la memoria delle alluvioni, la manutenzione dei corsi d’acqua, il coordinamento delle emergenze e la valorizzazione ambientale.

Santa Marinella, sicurezza del territorio e prevenzione delle alluvioni: dal ricordo delle tragedie alle strategie per il futuro –

SANTA MARINELLA – Conoscere il passato per prevenire i rischi del futuro, trasformando la memoria delle tragedie in un impegno concreto per la sicurezza dei cittadini. È questo il messaggio emerso dal convegno del 24 ottobre, un appuntamento dedicato alla fragilità idrogeologica del territorio e alle strategie necessarie per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide legate alla prevenzione delle alluvioni.

L’incontro, moderato dalla consigliera comunale con delega alla fragilità del territorio Clelia Di Liello, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, tecnici ed esperti, con l’obiettivo di individuare strumenti operativi per rafforzare la tutela della comunità.

Presenti il sindaco Alessio Manuelli, l’assessore all’Ambiente Danilo Bitetti, numerosi consiglieri di maggioranza, la vicesindaca di Civitavecchia Stefania Tinti e i rappresentanti della Protezione Civile di Santa Marinella, Civitavecchia e Allumiere.

La memoria delle alluvioni per comprendere le fragilità del territorio

Uno dei momenti centrali del convegno è stato l’intervento del geologo ed esperto di sicurezza Stefano Massera, che ha ripercorso la storia delle principali alluvioni che hanno colpito il territorio, ricostruendo gli eventi più significativi del 1935-1936, 1949, 1966, 2 ottobre 1981, 1996, 1997, 2014 e 2015.

Una ricostruzione storica e scientifica che ha consentito di comprendere come il rischio idrogeologico rappresenti una criticità strutturale, strettamente legata alle caratteristiche morfologiche della città.

La presenza di rilievi collinari a ridosso della costa, i ridotti tempi di assorbimento delle precipitazioni e l’assenza di adeguate pianure di esondazione rendono infatti il territorio particolarmente vulnerabile in occasione di fenomeni meteorologici intensi.

A questi fattori naturali si aggiungono le conseguenze dell’intervento umano, che nel corso dei decenni ha modificato l’equilibrio ambientale.

«L’analisi del geologo ha evidenziato come la fragilità del territorio sia strutturale, a causa di un’area collinare a ridosso della costa con tempi di assorbimento ridotti e priva di pianure di esondazione», ha spiegato la consigliera Clelia Di Liello.

La stessa consigliera ha sottolineato come l’antropizzazione abbia ulteriormente aggravato la situazione, attraverso costruzioni sugli argini, tombamento dei fossi e realizzazione di infrastrutture che possono ostacolare il naturale deflusso delle acque, tra cui l’autostrada, la ferrovia e la via Aurelia.

Ulteriori criticità derivano dall’accumulo di detriti e rifiuti urbani, che rischiano di compromettere la funzionalità dei corsi d’acqua.

Prevenzione e manutenzione: il ruolo dell’Amministrazione comunale

Dall’analisi delle criticità alle possibili soluzioni. Il convegno ha offerto anche l’opportunità di approfondire gli interventi di mitigazione del rischio e le prospettive di collaborazione tra gli enti competenti.

Il vicesindaco Sergio Bucciarelli ha illustrato, attraverso un’analisi degli aspetti economici e tecnici, alcune problematiche relative ai lavori ereditati dalla precedente amministrazione, evidenziando questioni che richiedono ulteriori approfondimenti.

Particolare attenzione è stata riservata alla necessità di rafforzare il monitoraggio e la manutenzione dei corsi d’acqua.

In questa direzione si inserisce la volontà dell’Amministrazione di avviare una collaborazione costante con il Consorzio di Bonifica del Litorale Nord, per favorire una sorveglianza sistematica dei fossi e una maggiore efficacia delle attività di prevenzione.

Un percorso che punta a superare la logica degli interventi esclusivamente emergenziali, promuovendo una gestione continuativa e programmata del territorio.

Protezione Civile, sistemi di allerta e coordinamento tra Comuni

Un altro tema fondamentale ha riguardato l’organizzazione della risposta alle emergenze e l’importanza di una rete territoriale capace di intervenire tempestivamente.

Valentino Arillo, coordinatore dell’Unità di Crisi di Civitavecchia, ha illustrato il valore di un sistema integrato di Protezione Civile, nel quale la collaborazione tra amministrazioni, operatori e volontari rappresenta un elemento essenziale per garantire la sicurezza della popolazione.

Tra gli strumenti considerati prioritari figurano sistemi di allerta tecnologicamente avanzati, un Piano di Emergenza Comunale aggiornato e facilmente comprensibile, con una chiara individuazione delle aree sicure, e un Centro Operativo Comunale (COC) in grado di coordinare le attività e dialogare efficacemente con le strutture dei territori limitrofi.

La prevenzione, dunque, non può limitarsi alla realizzazione di opere infrastrutturali, ma deve comprendere anche informazione, formazione e partecipazione attiva dei cittadini.

I fossi come risorsa ambientale: la proposta per Castelsecco

Accanto alla sicurezza idrogeologica, il convegno ha affrontato anche il tema della valorizzazione ambientale.

Il biologo Patrizio Demartis ha invitato a considerare i fossi non soltanto come elementi da controllare per prevenire le esondazioni, ma anche come importanti risorse ecologiche da tutelare e recuperare.

Particolarmente significativo il riferimento alla foce di Castelsecco, un’area che, secondo la prospettiva illustrata, potrebbe essere preservata nella sua naturalità e valorizzata attraverso la realizzazione di un parco urbano.

Una proposta che apre alla possibilità di conciliare sicurezza, sostenibilità ambientale e qualità della vita, restituendo alla cittadinanza spazi naturali capaci di diventare luoghi di incontro, conoscenza e sensibilizzazione.

Il sindaco Manuelli: «Una lezione collettiva per proteggere il futuro»

A conclusione dei lavori, il sindaco Alessio Manuelli ha evidenziato il valore dell’iniziativa, sottolineando l’importanza di trasformare gli approfondimenti emersi durante il confronto in strumenti utili per la pianificazione territoriale.

«Il convegno è stato un momento di approfondimento e informazione. Una lezione collettiva da cui Amministrazione e cittadini intendono trarre insegnamento per pianificare con consapevolezza e proteggere il futuro del territorio», ha dichiarato il primo cittadino.

Il convegno del 24 ottobre si è così concluso con un messaggio che va oltre la semplice analisi delle criticità: la sicurezza del territorio è una responsabilità condivisa, che richiede conoscenza, programmazione, manutenzione e collaborazione istituzionale.

Il ricordo delle alluvioni e delle vittime del passato diventa, in questa prospettiva, non soltanto un dovere della memoria, ma anche uno stimolo a costruire una cultura della prevenzione.

Per Santa Marinella la sfida è trasformare le conoscenze acquisite in azioni concrete, affinché la tutela del territorio e la sicurezza dei cittadini diventino elementi centrali delle scelte amministrative presenti e future.