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“Quando la tradizione chiama, Ladispoli risponde con il cuore”: al via la 73ª Sagra del Carciofo Romanesco





Il Sindaco Alessandro Grando inaugura la manifestazione in Piazza Rossellini tra folla, sapori e tradizioni da tutta Italia

“Quando la tradizione chiama, Ladispoli risponde con il cuore”: al via la 73ª Sagra del Carciofo Romanesco –

Questa mattina Ladispoli si è svegliata nel segno della tradizione, con l’inaugurazione ufficiale della 73ª edizione della Sagra del Carciofo Romanesco, uno degli appuntamenti più attesi del territorio. A dare il via alla manifestazione è stato il Sindaco Alessandro Grando, che ha tagliato il nastro in Piazza Rossellini davanti a una folla numerosa e partecipe.

Prima della cerimonia, il primo cittadino ha voluto immergersi nel cuore pulsante dell’evento, passeggiando tra gli stand e nella suggestiva Piazzetta dei Sapori. Qui ha incontrato le Pro Loco provenienti da tutta Italia, impegnate a raccontare e condividere le eccellenze gastronomiche regionali, trasformando la Sagra in un vero e proprio viaggio tra sapori e tradizioni.

Accompagnato dalle autorità civili e dai rappresentanti istituzionali, il Sindaco ha espresso la propria vicinanza agli operatori e agli espositori, ringraziandoli per l’impegno e la passione che ogni anno rendono possibile la riuscita della manifestazione. Un gesto che sottolinea il valore non solo economico, ma soprattutto sociale e culturale della Sagra.

Non sono mancati momenti di contatto diretto con i cittadini: strette di mano, sorrisi e brevi scambi di parole hanno accompagnato il percorso del Sindaco, in un clima di grande partecipazione. Un segnale chiaro del forte legame tra l’amministrazione e la comunità locale.

La Sagra del Carciofo Romanesco si conferma così non solo come una festa del gusto, ma come un simbolo identitario capace di unire generazioni, valorizzare il territorio e richiamare visitatori da ogni parte d’Italia.

Ladispoli, ancora una volta, dimostra che le tradizioni non sono solo memoria: sono energia viva, capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.