Un lungo post che parla dello stato della cittadina partendo dalle recenti vicende di cronaca per presentare quello che sembra un programma elettorale
Pietro Tidei propone sui social idee e soluzioni per Allumiere –
Pietro Tidei ha diffuso in queste ore un lungo post sui social network per parlare delle sue idee per il futuro del suo paese natale: Allumiere.
“Dopo la sofferenza per la gogna mediatica, ora occorre pensare al rilancio turistico e sociale” esordisce l’ex sindaco di Santa Marinella, riferendosi ai recenti e tragici fatti di cronaca che hanno colpito la comunità di Allumiere alla vigilia del Palio.
“Sono nato e cresciuto tra queste vie, tra l’odore del pane e il profilo maestoso dei Monti della Tolfa. Allumiere mi ha dato le radici, mi ha insegnato il valore del lavoro e mi ha offerto le fondamenta per costruire la mia carriera professionale e la mia vita politica”, scrive Tidei che poi prosegue ricordando i tempi del sindaco Rinaldi e della sua gioventù politica tra i socialisti.
Poi una prima stoccata: “Oggi rifiuto l’idea che il Palio diventi un’arma di distrazione di massa. Non possiamo accettare che tre giorni di festa servano a coprire mesi e mesi di silenzio e anni di paralisi amministrativa”.
Tidei parla di gogna mediatica in merito alla tragica vicenda che ha preceduto il Palio: “La nostra reputazione esterna ha toccato il punto più basso della sua storia recente. Chiunque, fuori dai nostri confini, ci ha descritti come una realtà arroccata sui propri festeggiamenti pur a fronte di un dolore immenso”.
“È il momento di spezzare questo isolamento istituzionale – prosegue Tidei –, uscire dal fango delle polemiche e tornare a progettare un futuro concreto per i figli di Allumiere”.
L’analisi di Tidei sullo stato in cui verserebbe Allumiere è priva di sconti: “È oggi un comune impoverito, privo di una vera base produttiva interna. Storici serbatoi occupazionali come l’Enel o la vecchia Provincia (oggi Città Metropolitana) non assorbono più manodopera come un tempo. Oggi il lavoro prende principalmente la direzione dell’Ospedale di Civitavecchia e dell’aeroporto di Fiumicino. Se non ci fosse questo bacino, Allumiere sarebbe ridotta come l’ultimo paesino della Calabria”.
“Non abbiamo uno sportello bancario, manca un distributore di carburante e da oltre cinquant’anni non si costruisce un solo alloggio di edilizia economico-popolare. Non dobbiamo rassegnarci a fare semplicemente i pendolari”, chiosa Tidei.
L’ex sindaco poi parla di crocierismo: “In trent’anni da noi non si è mai visto un solo crocierista” e cita Tarquinia e Ladispoli come esempi di città limitrofe che hanno avviato politiche in tal senso.
Tidei immagina anche di far diventare un motore economico locale anche il patrimonio ambientale: “È fondamentale la valorizzazione dell’immenso patrimonio terriero dell’Università Agraria. Occorre istituire subito un comitato di coordinamento tra il Comune di Allumiere, l’Università Agraria di Allumiere, il Comune di Tolfa e l’Università Agraria di Tolfa. Insieme dobbiamo mettere a terra un progetto integrato per rilanciare la zootecnia, la forestazione e le attività di allevamento su basi nuove e più produttive, garantendo risorse fresche anche attraverso canali regionali e una gestione strategica delle opportunità post-PNRR per chi vuole continuare a vivere e lavorare sulla terra”.
Poi parla in prima persona: “Intercetteremo direttamente i flussi crocieristici che sbarcano al porto di Civitavecchia per portare centinaia di visitatori a scoprire la nostra storia, la bellezza dei nostri sentieri e l’eccellenza delle nostre tipicità enogastronomiche, dal Pane Giallo al vino IGP, fino al miele biologico”.
In una frase si passa da una descrizione della situazione, a quella che sembra un’evidente candidatura.
Aggiunge l’idea di creare dei poli di interesse per il per il turismo scientifico, la ricerca ambientale e l’escursionismo ad alto valore aggiunto con l’ex base NATO Ponte Radar e la cattedrale del Faggeto: “con il supporto operativo dell’Osservatorio Ambientale e in sinergia con i Comuni del comprensorio, faremo della tutela del territorio una fonte di occupazione duratura”.
Poi le idee: creare un “marchio” Allumiere per ottenere visibilità in eventi come la Fiera Cavalli di Verona o le manifestazioni a Villa Borghese a Bologna; un’area artigianale presso i terreni di Spizzicatore e un impulso al comparto edilizio promuovendo un Piano Casa per l’edilizia popolare agevolata come freno allo spopolamento della città.
“Allumiere ha la necessità primaria di elevare gli standard di sicurezza e la qualità della vita dei propri abitanti, rimasti colpevolmente fermi al secolo scorso”, critica Tidei che aggiunge: “Serve subito un Ufficio Strategico per i Bandi, con una struttura di tecnici dedicata al monitoraggio costante dei finanziamenti europei, statali, regionali e della Città Metropolitana, in modo da intercettare risorse e superare le strette del bilancio comunale”.
Quello che sembra un vero e proprio programma elettorale poi prosegue con un’altra stoccata: “Allumiere ha lasciato andare le strade in malora. È urgente un piano straordinario per la viabilità e il decoro del territorio”.
Per Pietro Tidei l’amministrazione comunale deve tornare a garantire un coordinamento solido a fianco di Contrade e Pro Loco e quindi parla degli eventi culturali storici, oltre al Palio, il Premio Letterario Femminile e I Sentieri dell’Allume.
“Amare il Palio significa modernizzarlo per proteggerlo – dice –, rivedendo il tracciato delle curve e installando i più avanzati sistemi di protezione per garantire la sicurezza prioritaria e la totale tutela di animali e fantini, evitando mai più incidenti o polemiche”.
Con la scusa della sicurezza nel Palio, Tidei introduce l’argomento della salute sul territorio proponendo un Presidio Sanitario di Emergenza con la presenza fissa di un’ambulanza per week-end ed estate.
“I presupposti per ripartire ci sono tutti: dobbiamo darci da fare, smettere di guardare solo al Palio ed elaborare una visione ad ampio raggio. È attraverso questo percorso che Allumiere può e deve ritrovare l’orgoglio, la dignità e la capacità di sognare in grande” conclude Tidei.









