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Piano di Salvamento Collettivo, dubbi per la stagione 2019

Non è ancora certa la partecipazione di Assobalneari in vista dell’estate

Piano di Salvamento Collettivo, dubbi per la stagione 2019 –

Non si è ancora sciolto il dubbio relativo alla messa a punto anche per la stagione balneare 2019 del Piano di Salvamento Collettivo ideato lo scorso anno dall’amministrazione comunale di Ladispoli e che ha visto la fattiva partecipazione di Assobalneari e Ribomar.

Grazie all’associazione e alla rete di imprese lo scorso anno gli arenili liberi della città balneare hanno visto la presenza di oltre 20 torrette di salvamento tutte presidiate da altrettanti assistenti bagnanti.

Una vera e propria rete di “sicurezza” ideata grazie alla collaborazione con la Capitaneria di Porto e con la Dolphin che ha permesso di collegare tra loro le torrette di salvamento con l’ausilio di due motovedette.

Ogni postazione era inoltre dodata di un defibrillatore per eventuali casi di emergenza. Dal canto suo, invece, la Ribomar, si è occupata della pulizia degli arenili liberi per tutta la stagione.

Il tutto grazie a una convenzione stipulata prima dell’inizio della stagione estiva con Assobalneari e la Rete di Imprese.

E nelle settimane scorse il vicesindaco Pierpaolo Perretta aveva annunciato la volontà da parte del comune e del suo assessorato al demanio marittimo, di ripetere l’esperienza anche quest’anno, avvelendosi sempre della collaborazione di Assobalneari.

La situazione sarebbe al vaglio dell’associazione balneari che starebbe valutando se un piano “bis” per il 2019 sia possibile oppure no.

«Stiamo valutando la situazione – ha spiegato il vicesindaco Perretta – certo è che sia il Comune che Assobalneari non hanno preso bene la vicenda giudiziaria che è andata ad interessare il piano di salvamento collettivo».

E proprio come nei mesi scorsi l’Assessore al Demanio Marittimo era tornato a ribadire l’importanza dell’assistenza ai bagnanti fornita sugli arenili liberi per tutta la stagione estiva.

Un risultato che ora non si vuole perdere. Certo è che qualora Assobalneari dovesse rifiutare di replicare il progetto in vista della prossima stagione estiva, ormai prossima, l’amministrazione comunale dovrebbe valutare qualche piano alternativo.

Mentre le spiagge centrali, dove insistono peraltro, la maggior parte degli stabilimenti balneari potrebbero comunque contare sui bagnini assunti dagli stabilimenti stessi, lo stesso non si potrebbe dire per le spiagge più “periferiche” dove l’assistenza ai bagnanti potrebbe tornare a non essere garantita con il Comune costretto a un passo indietro.

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