“Non ci muoviamo da qui finché i nostri uomini non tornano a casa”
Pescatori rapiti in Libia, da settimane i parenti in protesta davanti a Montecitorio –
Sono da settimane davanti Montecitorio, armate di tende da campeggio che montano la sera e tolgono la mattina, e non si muoveranno da lì fino a quando i loro uomini non saranno liberati e torneranno a casa sani e salvi.
Sono le mogli dei pescatori rapiti di Mazara del Vallo bloccati in Libia e tenuti in ostaggio dalle milizie del generale Haftar da quasi due mesi ormai.
Un caso diplomatico che ha attirato le critiche dei famigliari sul premier Giuseppe Conte e sul ministro degli Esteri Luigi Di Maio che nei giorni scorsi ha spiegato come il Governo stia lavorando sotto traccia per liberare i pescatori.
Intanto però le famiglie continuano a sostare, giorno e notto, sotto palazzo Montecitorio, in protesta, tra sit-in incatenati e incontri con i politici.
“Non c’è Caritas, né volontari che vadano a dare un the caldo. Immagini che ci devono far vergognare tutti”, ha commentato Toni Capuozzo, storico inviato di guerra di Mediaset da sempre attento alle ingiustizie internazionali, davanti a quelle immagini mandate in onda ieri sera a Quarta Repubblica.









