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Passaggio ad Acea, “nel nome delle bollette facciamo chiarezza”

Da un cittadino ladispolano riceviamo e pubblichiamo

Passaggio ad Acea, “nel nome delle bollette facciamo chiarezza”

“Un po’ di chiarezza, per i cittadini, sull’oro blu di Ladispoli; fuori dal canto e controcanto della politica anche alla luce del Consiglio comunale aperto di martedi scorso 28 febbraio. “Dura lex, sed lex” (legge dura, ma legge) dicevano i padri latini e così è per quanto riguarda il passaggio del servizio idrico ladispolano ad ACEA ATO 2. Non c’è una legge alternativa sull’acqua pubblica, e a quella vigente (n.36/94) hanno dovuto chinare il capo anche altri Comuni del Lazio, non senza aver fatto ricorsi al TAR – come Ladispoli con la precedente Amministrazione – fino alla decisione finale del Consiglio di Stato che ha rigettato tutte le opposizioni.

Ogni strada possibile è stata percorsa, si è esperito l’esperibile traccheggiando per scongiurare l’addio alla Flavia Acque, ma poi è arrivato il momento della trattativa per ottenere almeno una cessione vantaggiosa, a patto però di aver ottemperato alla normativa.

Passaggio ad Acea, "nel nome delle bollette facciamo chiarezza"
Passaggio ad Acea, “nel nome delle bollette facciamo chiarezza”

Tutto ciò per sgombrare il campo a strumentalizzazioni politiche e per informare correttamente la cittadinanza giustamente preoccupata per il futuro dell’oro blu del nostro comprensorio comunale. Una panoramica in Internet, sui social locali, la dice lunga sull’umore dei cittadini, in ansia per le future bollette, giustamente affezionati alla storica Flavia Acque; cittadini che però non vanno usati a beneficio della propaganda di parte come si legge su certi post fuorvianti: Ladispoli non è vittima di una persecuzione regionale, è semplicemente un Comune che deve evitare il commissariamento seguendo le procedure del caso. Anche se a malincuore le leggi vanno rispettate da tutti e per prime sono chiamate le Istituzioni che a loro volta se non ottemperano vengono sanzionate.

Schematizzando, la proceduta prevede come primo passo l’adesione all’ATO 2 ( Ambito Territoriale Ottimale – nel Lazio ne esistono 5 ) da parte del Comune interessato con un atto pubblico, una delibera ( a quanto pare la delibera non c’è, ma solo incontri preliminari che non fanno testo) E’ chiaro che l’accettazione pone il Comune interessato come unico interlocutore dell’ATO per l’avvio di una trattativa nell’ottica di una cessione oltre che del servizio anche degli oneri ad esso connesso (mutui etc) puntando soprattutto alla salvaguardia delle tariffe e dei posti di lavoro.

Meglio una interlocuzione diretta, che non vuol dire bandiera bianca da parte del Comune, che non per il tramite del Commissario ad acta, cioè la Regione Lazio che assume per legge i poteri sostitutivi in difetto dell’Ente locale. E se la Regione non lo fa viene a sua volta sanzionata dagli Organismi statali di competenza. Ladispoli sembrerebbe – il condizionale è d’obbligo – trovarsi nella posizione di fanalino di coda nella rosa dei Comuni resistenti ma che hanno già aderito e che stanno trattando con ACEA ATO 2. La palla al Palazzetto comunale, sperando che sappia gettarla in rete…non come autogol!”

R. Cizzeta

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