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Marco Vannini: “Il tempo non allevia il dolore. Al contrario, più passa il tempo, più si sente il dolore e la sua mancanza”





L’intervista a Marina Conte a dieci anni da quella tragica notte

Marco Vannini: “Il tempo non allevia il dolore. Al contrario, più passa il tempo, più si sente il dolore e la sua mancanza” – di Giovanni Zucconi

Marco Vannini: “Il tempo non allevia il dolore. Al contrario, più passa il tempo, più si sente il dolore e la sua mancanza”
Marco Vannini: “Il tempo non allevia il dolore. Al contrario, più passa il tempo, più si sente il dolore e la sua mancanza”

Nella notte tra il 17 e il 18 maggio di dieci anni fa, in una palazzina di Ladispoli, ha trovato un’assurda morte un ragazzo di venti anni: Marco Vannini. Marco ha incontrato la Morte nel luogo dove meno se lo aspettava. A casa della sua fidanzata, presente tutta la famiglia della ragazza. Una famiglia che, in nome di una complicità familiare malata e cinica, lo ha lasciato morire, tra mille sofferenze, come non si lascia morire neanche un animale.

Sono passati ormai dieci anni. Ma il ricordo di Marco è sempre presente nei nostri cuori. Perché Marco per nessuno è stato solo un fatto di cronaca. È stato nostro figlio che va a trovare tutti i giorni la fidanzata a casa dei suoi genitori. Marco è il fratello che ci sorrideva ogni volta che ci incontrava, e che abbiamo perso per sempre perché chi doveva amarlo come fidanzato o come figlio acquisito, ha anteposto i propri interessi a quelli di una vita umana. Marco è il nipote bello e bravo che ti veniva a trovare ogni volta che era possibile. E per il quale sognavi una vita lunga e serena, all’interno di una bella famiglia.

Marco era uno di noi, in tutti i sensi. E chi lo ha fatto morire, ha ucciso anche una parte di noi stessi.

Per questo nessuno di noi è adesso quello che era prima della morte di Marco. Per questo vogliamo ricordarlo, per ritornare ad essere, anche solo per un attimo, quelli che eravamo prima.

Ci siamo domandati a lungo se fosse giusto provare ad intervistare i genitori di Marco Vannini in questo giorno del ricordo e del dolore. Ma poi ci siamo fatti coraggio e abbiamo chiamato. Ci ha risposto Marina Conte, la mamma di Marco. Che con la sua consueta gentilezza ha risposto alle nostre domande. La ringraziamo veramente di cuore per la sua disponibilità. E per averci permesso di ricordare Marco in questo modo.

Marco Vannini: “Il tempo non allevia il dolore. Al contrario, più passa il tempo, più si sente il dolore e la sua mancanza”
Marina Conte

Sono passati dieci anni da quella tragica notte. Quanti anni sono passati nel suo cuore?

“Veramente non è passato niente. Perché la mia vita si è spenta quella maledetta notte tra il 17 e il 18. Sia per me, che per mio marito. Quindi è tutto fermo lì, da sempre.”

Come vivrete questo giorno?

“Questo giorno lo vivremo in famiglia. Si è sempre parlato tanto di Marco. Ma era giusto che fosse così. La gente doveva sapere cosa era successo. Ma Marco era una persona molto riservata, e abbiamo deciso di vivere oggi il nostro dolore da soli, a casa.”

Anche se avete deciso di passare questo giorno in silenzio, non significa che Marco non verrà ricordato

“La gente non ha mai smesso di pensare a lui. Già da ieri sono iniziate le chiamate, e sono stati portati fiori per Marco. Non serve ricordarlo con un evento, o con parole particolari. Marco è rimasto, e sarà sempre nel cuore di tutti gli italiani. Perché Marco, nei pochi anni che ha vissuto, ha lasciato dei messaggi, secondo me, importanti. Il primo è che non bisogna mai mollare. E un altro è l’Amore. Marco ha dimostrato a tutti, attraverso il suo sorriso, cosa è l’Amore. Infine, il processo che c’è stato fa capire che non bisogna mai mettere i soldi al di sopra di una vita umana.”

Ha perfettamente ragione quando dice che gli italiani non hanno mai dimenticato Marco. Sono state tante, in questi dieci anni, le iniziative delle varie Amministrazioni, o le manifestazioni a livello personale di comuni cittadini. Come vive questa vicinanza che non sembra mai venire meno?

“Marco aveva subito un’ingiustizia. E la gente ha vissuto il dolore che vivevamo io e Valerio. Perché tutti si sono immedesimati in noi. Chi è che non lascia un ragazzo a casa dei suoceri a dormire? Per questo Marco è entrato, ed è rimasto, nel cuore di tutte le persone.

Marco Vannini: “Il tempo non allevia il dolore. Al contrario, più passa il tempo, più si sente il dolore e la sua mancanza”
Marco Vannini: “Il tempo non allevia il dolore. Al contrario, più passa il tempo, più si sente il dolore e la sua mancanza”

Che iniziativa le piacerebbe si realizzasse per mantenere viva la memoria di Marco?

È stato fatto tanto per ricordare Marco. Le ricordo che ultimamente abbiamo realizzato un murales al Mattei, l’istituto dove andava a scuola Marco. Tutti ci hanno sostenuti in questa iniziativa. Io posso dire solo grazie per tutto quello che è stato fatto finora per mio figlio. E se qualcuno vorrà portare avanti qualche nuova iniziativa, io sarà contenta. E l’accoglierò a braccia aperte. Ma non mi sento adesso di chiedere qualcosa.”

Oltre al libro che ha scritto insieme a suo marito, “Mio figlio Marco. La verità sul caso Vannini”, non state pensando di raccontare la storia di Marco con un film o con qualcosa del genere?

“Io credo che un film si farà. Però i tempi sono lunghi, e quindi non mi sento ancora di poter dare delle notizie certe. Però sicuramente si farà prima o poi.”

Anche se lei mi mette sempre a mio agio, ho comunque sempre difficoltà a farle delle domande. Mi sembrano sempre tutte banali, o fuori luogo. Lei vuole aggiungere qualcosa a quanto ha già detto oggi?

(con la voce rotta dalla commozione) “Posso solo dire che a noi Marco ci manca tanto. E che, purtroppo, contrariamente a quanto si dice, il tempo non allevia il dolore. Al contrario, più passa il tempo, più si sente il dolore e la sua mancanza. Io l’unica cosa che voglio dire è che, dove si trova mio figlio io non lo so, ma spero che dove adesso sta lui ci sia un mondo migliore. Dove non si debba affrontare tutto quello che abbiamo affrontato noi, e che non succeda mai quello che è accaduto a Marco.”