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Ladispoli Attiva: “Spesa per il sociale insufficiente. Bocciati 700mila euro per scuola e famiglie”





Il rendiconto 2025 e la successiva variazione di bilancio votate in aula consiliare ieri sera certificano un dato chiaro: il Comune dispone di un avanzo di amministrazione importante, con quasi 7 milioni di avanzo disponibile, che si traducono in ampi margini di intervento.

Ma il punto centrale è politico. Un rendiconto non è solo una fotografia contabile: è la rappresentazione delle priorità di chi governa. E su questo terreno la valutazione di Ladispoli Attiva è netta: sul sociale si continua a fare il minimo indispensabile. Da anni l’amministrazione ripete lo slogan “il sociale prima di tutto”. Ma i numeri raccontano altro.

Nel 2025 la spesa prevista è stata di circa 7,5 milioni di euro per le politiche sociali, ma quella realmente impegnata si è fermata a circa 5,17 milioni di euro, pari all’8,75% del bilancio complessivo. In termini pro capite, significa circa 122 euro per abitante. Un dato che colloca Ladispoli nella fascia bassa tra i Comuni della stessa dimensione: la media è tra 120 e 150 euro, ma soprattutto tra il 13% e il 15% del bilancio. Al Nord si arriva anche a 180–220 euro per abitante. Non è solo una valutazione politica. Lo scrivono chiaramente gli stessi uffici comunali.

Nel monitoraggio IFEL si legge testualmente: “la spesa dell’ente è risultata inferiore al livello del fabbisogno standard per i servizi sociali”. Un dato che si accompagna ad altre criticità: risorse non pienamente utilizzate per l’assistenza agli studenti con disabilità, livelli insufficienti sugli asili nido e obiettivi non raggiunti sul trasporto per studenti disabili.