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Istruzione: il Lazio la Regione con più laureati

I dati sui titoli di studio emergono dal Censimento 2020

Istruzione: il Lazio la Regione con più laureati – estratto dalla pubblicazione Istat relativa al Censimento 2020:

Il livello di istruzione rilevato in Italia in occasione del Censimento 2020 è analogo a quello registrato l’anno precedente. La maggior parte della popolazione di 9 anni e più, esattamente il 36,0%, ha conseguito un diploma di scuola secondaria di secondo grado o di qualifica professionale, il 29,3% la licenza di scuola media, il 15,4% la licenza di scuola elementare, il 4,4% non possiede un titolo di studio. I laureati, compresi coloro che hanno un diploma di Alta Formazione Artistica Musicale o coreutica (A.F.A.M.), si attestano al 14,5% mentre i dottori di ricerca sono 236.086.

Istruzione: il Lazio la Regione con più laureati
Istruzione: il Lazio la Regione con più laureati

Rispetto al 2019 diminuiscono gli alfabeti che non hanno concluso un corso di studi (dal 4,0% al 3,8%) così come le licenze elementari passano dal 16,0% al 15,4% e quelle di scuola media dal 29,5% al 29,3%. Aumentano, sia in valore assoluto che relativo, i diplomati e i titoli terziari di I e II livello e restano stabili, in percentuale, gli analfabeti e i dottori di ricerca.

Nel 2020, come nel passato, il territorio gioca un ruolo importante nell’articolazione del grado di istruzione. Gli analfabeti e gli alfabeti senza titolo di studio presentano quote superiori al valore nazionale (4,4%) nel Sud (5,6%) e nelle due Isole maggiori (5,5%); lo stesso accade per le licenze di scuola elementare e media. A partire dai diplomi di scuola secondaria di secondo grado o di qualifica professionale la tendenza si inverte, con livelli più alti nelle regioni settentrionali e del Centro.

Il Lazio è la regione con più laureati (18,5%), seguita da Abruzzo (15,9%), Umbria (15,7%) e Molise (15,6%); sopra la media nazionale (14,5%) si collocano anche Emilia-Romagna (15,5%), Marche (15,4%), Lombardia, provincia autonoma di Trento (15,3%) e Liguria (15,1%).

I dottori di ricerca variano tra lo 0,2% della Calabria e lo 0,7% del Lazio. Per i diplomati, invece, si va dal 45,1% della Provincia autonoma di Bolzano al 30,6% della Sardegna; quest’ultima regione si distingue anche per la più alta quota di licenze di scuola media (35,5%). La Puglia ha il primato di licenze di scuola elementare (18,2%), Calabria e Basilicata quello per le persone senza titolo di studio (6,4% e 6,2% rispettivamente).

Nei comuni che, al 31 dicembre 2020, contano più di 250 mila residenti (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Verona e Venezia) l’incidenza dei laureati è sistematicamente maggiore del dato nazionale (14,5%) con picchi oltre il 28% a Bologna e Milano. Analogamente, anche i dottori di ricerca, che a livello Italia si attestano allo 0,4%, nei Grandi comuni raggiungono valori più elevati compresi tra lo 0,5% di Napoli e Catania e l’1,5% di Bologna.

Al contrario, analfabeti e alfabeti privi di un titolo di studio risultano relativamente più numerosi nelle grandi realtà urbane del Mezzogiorno come Catania (5,7%), Palermo (5,0%), Napoli (4,8%) e Bari 4,5%).

IL PDF DEL CENSIMENTO POPOLAZIONE E ABITAZIONI 2020
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